E adesso anche i sindaci del medio-alto lago sono sul piede di guerra per la 45 bis. Tanto che 1'8 o il 9 maggio si riuniranno per fare il punto della situazione, e reclamare interventi.

Ritorna l’ipotesi della gardesana bis

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Di Luca Delpozzo

E adesso anche i sindaci del medio-alto lago sono sul piede di guerra per la 45 bis. Tanto che 1’8 o il 9 maggio si riuniranno per fare il punto della situazione, e reclamare interventi. II tratto da Tormini a Riva dimostra sempre più il peso degli anni. Del resto «il meandro», questo il nome della strada, venne costruito tra la primavera del ’29 e l’ottobre del ’31. Da allora, solo qualche rammodernamento, non sufficiente a far fronte alle esigenze del traffico, cresciuto a dismisura.«Non e possibile che le code raggiungano 50 chilometri – ha mugugnato il sindaco di Toscolano Maderno, Paolo Elena, nel corso dell’ ultima riunione del consiglio comunale -. Col rischio che una donna, nostra compaesana, Laura Vedovelli, partorisca in automobile. Come successo a Pasquetta. Per fortuna che i carabinieri sono prontamente intervenuti, scortandola all’ospedale di Gavardo, dove e nato Andrea».La nuova strada che da Brescia città porta sul Garda racchiude vicende kafkiane. Prima le lungaggini relative alla progetta-zione e al finanziamento. Poi i tempi di costruzione, e gli stop imposti dall’area ar-cheologica del monte Covolo. Nei mesi scorsi la chiusura delle gallerie, a causa delle infiltrazioni d’acqua. Non bastasse, ecco gli intoppi di questi giorni sulla bretella alternativa, in seguito all’allestimento della fiera di Gavardo… I sindaci della Valle Sabbia sono ripetutamente scesi sul piede di guerra, attuando (in alcuni casi) o limitandosi a annunciare (in altri) varie forme di protesta contro l’Anas: cortei, blocchi, distribuzione di volantini… Mentre un impiegato del comune di Villanuova, Graziano Cippini, ha già raccolto quattro volumi di ritagli di giornale, e sta preparando il quinto.Ammesso e non concesso che, entro la fine dell’anno, la nuova 45 bis apra definitivamente da Mazzano fino allo snodo di Tormini, rimane aperto il nodo successivo. «Salò, Gardone Riviera, Toscolano Maderno e Gargnano finiscono in una sorta di imbuto – afferma Elena Noi ci ritroviamo sempre più in colonna. Le auto esistono, e noi dobbiamo conviverci. A meno di collocare una sbarra a Tormmi, la gente continuerà a venire sul lago. Anzi, io vorrei 365 giorni all’anno come la domenica di Pasqua. Tutti hanno lavorato a pieno rit-mo: bar, ristoranti, alberghi, negozi. Visto l’inevitabile progressivo intasamento, abbiamo il dovere di chiedere alla popolazione se vuole la seconda Gardesana, insomma una strada a mezza costa o in collina che tolga il traffico dalle nostre località. Non escludo di giungere al referendum popolare».II sindaco di Toscolano sta organizzando un incon-tro coi suoi colleghi della zona, per vedere la strategia da adottare in tema di viabilitä. La Comunità montana-parco aveva commissionato uno Studio alla System di Verona: prevedeva il raddoppio di alcune gallerie, l’allargamento di altre, l’adeguamento della carreggiata… Ma il finanziamento di 70 miliardi sul primo stralcio fu cancellato (rientrò fra i tagli di spesa decisi per raggiungere i parametri stabiliti dall’Unione europea). Da allora non si è più cavato un ragno dal buco, nonostante le riunii e le lamentele. «Non abbiamo nemmeno i quattrini per far fronte a un eventuale intervento urgente», commenta sconsolato Elena.

Sergio Zanca
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