Il sindaco: «Un equivoco, ordinanza pronta non prima di una settimana». Dal primo ottobre sosta a pagamento per tutti, ma si tratta di un errore: avvisi ritirati nell’arco di una notte.

Rivoluzione parcheggi, anzi no

14/09/2003 in Attualità
A Affi
Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

L’ordinanza più veloce del­la sto­ria: è quel­la che dice­va che i parcheg­gi del cen­tro stori­co, dal pri­mo di otto­bre gesti­ti diret­ta­mente dal Comune, sareb­bero sta­ti a paga­men­to per tut­ti — res­i­den­ti e non — e per tut­to il peri­o­do dell’anno, sen­za dis­tin­guo tra sta­gione inver­nale ed esti­va. È rimas­ta in giro gius­to poche ore, per poi venire in buona parte mod­i­fi­ca­ta annusa­ta l’aria del­la protes­ta. Dis­tribuito negli eser­cizi com­mer­ciali del cen­tro nel tar­do pomerig­gio di ven­erdì, il doc­u­men­to ha imme­di­ata­mente scate­na­to la forte reazione dei com­mer­cianti, che a suo tem­po ave­vano già mostra­to grande con­tra­ri­età quan­do la tar­if­fa oraria venne por­ta­ta ad un euro e mez­zo; nel giro di poche ore si è così assis­ti­to all’arrivo di un sec­on­do doc­u­men­to, a parziale ret­ti­fi­ca del pri­mo, le cui copie sono state tutte riti­rate nel­la mat­ti­na­ta di ieri. Entrambe le comu­ni­cazioni sono state fir­mate dal coman­dante del­la polizia munic­i­pale, che non ha volu­to rilas­cia­re alcu­na dichiarazione al riguar­do. A ren­dere anco­ra più mis­te­riosa la vicen­da, il fat­to che il sin­da­co Bruno Dal­la Pel­le­g­ri­na ha dichiara­to di non sapere nul­la del­la divul­gazione dell’ordinanza anche per­ché «la deci­sione defin­i­ti­va sulle modal­ità con cui sarà rego­la­men­ta­ta la sos­ta a paga­men­to ver­rà pre­sa solo dopo l’incontro, che con­to di avere entro la prossi­ma set­ti­mana», si è affret­ta­to a spie­gare, «con le asso­ci­azioni di cat­e­go­ria, Asco e Asso­ci­azione oper­a­tori eco­nomi­ci, nonché con even­tu­ali rap­p­re­sen­tan­ti di res­i­den­ti». «Mi scu­so con i nos­tri concit­ta­di­ni», con­tin­ua il sin­da­co, «e con i negozianti; evi­den­te­mente c’è sta­to un equiv­o­co e si è por­ta­ta a conoscen­za del pub­bli­co una ver­sione pre­matu­ra e cer­ta­mente non rispon­dente alla scelta dell’amministrazione; abbi­amo, comunque, imme­di­ata­mente provve­du­to al ritiro del­la ver­sione erra­ta e quan­to pri­ma provved­er­e­mo a definire l’intera ques­tione insieme all’assessore com­pe­tente, Michele Per­belli­ni». Di quan­to ripor­ta­to nell’ordinanza lam­po, Dal­la Pel­le­g­ri­na ha solo con­fer­ma­to che dal pri­mo di otto­bre la ges­tione delle aree parcheg­gio passerà sot­to il diret­to con­trol­lo del Comune; nes­sun com­men­to, invece, su even­tu­ali respon­s­abil­ità in una vicen­da che ha quan­to meno cre­ato per­p­lessità e scon­cer­to. «È nat­u­rale che siamo rimasti sor­pre­si di fronte a ques­ta comu­ni­cazione, ma non deside­ri­amo in alcun modo polem­iz­zare sull’accaduto», dice Fed­eri­co Sac­coni, pres­i­dente dell’Associazione oper­a­tori eco­nomi­ci; «res­ti­amo in atte­sa di essere con­vo­cati dall’amministrazione, con la quale spe­ri­amo di pot­er dialog­a­re sul­la base anche delle pro­poste che ave­va­mo già avan­za­to al momen­to dell’aumento del­la tar­if­fa oraria». «Le soluzioni pos­sono essere diverse, da adottare almeno nel peri­o­do inver­nale: las­cia­re la pri­ma ora di sos­ta gra­tui­ta per tut­ti, ad esem­pio, o iden­ti­fi­care un parcheg­gio libero per i non res­i­den­ti così come pre­vis­to, dopo la ret­ti­fi­ca, per i res­i­den­ti, che avran­no a dis­po­sizione l’area di Por­ta Bres­cia». «Ci auguri­amo che chi ammin­is­tra questo paese voglia ten­er con­to di alcune situ­azioni ogget­tive: dal cen­tro stori­co spariscono, da quest’anno, sia la scuo­la ele­mentare che la ban­ca», con­tin­ua Sac­coni, «e questo non può che penal­iz­zare le attiv­ità com­mer­ciali che vi sono; c’è già da vin­cere la dif­fi­cile con­cor­ren­za dei cen­tri com­mer­ciali, non pos­si­amo aggiun­gere a questo il fat­to di dover costrin­gere chi­unque si fer­ma, anche solo per bere un caf­fè, a pagare una tar­if­fa di sos­ta tra le più alte tra quelle che si trovano in Italia, incluse le local­ità tur­is­tiche più rino­mate. Questo rischierebbe vera­mente di dan­neg­gia­re, in un momen­to già di crisi, le prospet­tive di lavoro di qualunque attiv­ità del cen­tro storico».