Sarca: s’inaugura la nuova golena alla Moletta

30/06/2014 in Attualità
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Di Luigi Del Pozzo

«Man­i­flù», il Man­i­festo delle inizia­tive coor­di­nate del Par­co flu­viale del­la Sar­ca, pro­pone giovedì 3 luglio «Non solo lagu­na blu. La riqual­i­fi­cazione nat­u­ral­is­ti­ca del­la Sar­ca», even­to d’in­au­gu­razione del pri­mo inter­ven­to di riqual­i­fi­cazione ambi­en­tale del­la Sar­ca, quel­lo con­clu­so recen­te­mente in local­ità Molet­ta, dove ora si pos­sono ora ammi­rare ambi­en­ti diver­si­fi­cati per pro­fon­dità d’acqua e veloc­ità del­la cor­rente, final­mente idonei alla fau­na itti­ca (che già si è mas­s­ic­cia­mente inse­di­a­ta), e dove la fruibil­ità è miglio­ra­ta dal con­tat­to diret­to col fiume e dall’apertura di una spet­ta­co­lare quin­ta pae­sag­gis­ti­ca ver­so le pareti dei Colo­dri, con il castel­lo di Arco sul­lo sfon­do, e dove è atte­sa una pro­gres­si­va, ulte­ri­ore dif­feren­zi­azione eco­log­i­ca, con del­la bio­di­ver­sità. L’in­ter­ven­to si carat­ter­iz­za in par­ti­co­lare per la nuo­va, sug­ges­ti­va gole­na in spon­da sin­is­tra, ed è sta­to real­iz­za­to dal Servizio Baci­ni mon­tani, per un cos­to di 265 mila euro. L’in­au­gu­razione con­siste in una passeg­gia­ta nar­rante con Donatel­lo Bir­sa e Loren­zo Mal­pa­ga, fun­zionari del Servizio Baci­ni Mon­tani, che mostr­eran­no e descriver­an­no l’in­ter­ven­to. Il ritro­vo è in local­ità Molet­ta ad Arco alle ore 17; con aper­i­ti­vo per tut­ti i parte­ci­pan­ti.

Obi­et­ti­vo del­l’in­ter­ven­to (prog­et­tista e diret­tore dei lavori Donatel­lo Bir­sa; diret­tore tec­ni­co di cantiere Wal­ter Ste­fani; respon­s­abile di cantiere Nico­la Crosi­na): val­oriz­zare in sen­so mul­ti­fun­zionale l’area gole­nale sull’opposta spon­da rispet­to alla pisci­na comu­nale di Arco, incol­ta e delim­i­ta­ta dal­la pista . La scelta, esi­to di un arti­co­la­to con­fron­to tra tec­ni­ci di varia for­mazione (ingeg­nere idrauli­co, itti­ol­o­go, fore­stale, architet­to pae­sag­gista), è sta­ta per un inter­ven­to mul­ti­fun­zionale, che con­tem­perasse esi­gen­ze eco­logi­co-ambi­en­tali, esteti­co-pae­sag­gis­tiche e di fruizione, fau­nis­tiche e idrauliche, queste ultime con­nesse alla tutela rispet­to ai peri­coli allu­vion­ali.

La riqual­i­fi­cazione dell’area ha richiesto l’asportazione del mate­ri­ale che nei decen­ni era sta­to arti­fi­ciosa­mente get­ta­to lun­go la spon­da sin­is­tra del Sar­ca: è sta­to rimosso il mate­ri­ale pre­sente nel­la parte più ele­va­ta del­la gole­na, con mod­esti rimodel­la­men­ti in loco per rac­cor­dare scarpate e piani di sca­vo, che sono sta­ti suc­ces­si­va­mente rin­verdi­ti. L’ampliamento e la val­oriz­zazione del­la gole­na vera e pro­pria ha richiesto l’asportazione di alcune migli­a­ia di metri cubi di mate­ri­ale, per lo più limoso, e la ricol­lo­cazione di altro mate­ri­ale ghi­aioso-sab­bioso, in quan­tità minore, sul fon­do degli spec­chi d’acqua di natu­ra effimera creati ex novo in con­nes­sione con il fiume.

Per far con­fluire parte del flus­so del Sar­ca nel­la gole­na, oltre che per miglio­rare le carat­ter­is­tiche di dif­feren­zi­azione mor­fo­log­i­ca e bio­log­i­ca dell’alveo, sono sta­ti posizionati in alveo mas­si cal­carei «di ind­i­riz­zo», cal­i­brati per ottenere uno spec­chio d’acqua con­nes­so col fiume e un sig­ni­fica­ti­vo flus­so in entra­ta anche in con­dizioni di ridot­ta por­ta­ta. In questo modo si è ottenu­to ambi­ente flu­viale arti­co­la­to e mul­ti­fun­zionale: la sezione idrauli­ca è aumen­ta­ta, sono sta­ti creati ambi­en­ti diver­si­fi­cati per pro­fon­dità d’acqua e veloc­ità del­la cor­rente, idonei alla fau­na itti­ca e in par­ti­co­lare ai ciprini­di, i quali han­no imme­di­ata­mente occu­pa­to i nuovi ambi­en­ti. Il pae­sag­gio è sta­to miglio­ra­to con l’articolazione di forme e scarpate flu­vi­ali mosse e con pen­den­ze vari­abili; la vec­chia lin­ea di spon­da è sta­ta trasfor­ma­ta in iso­la allun­ga­ta e veg­e­ta­ta, tra il nuo­vo spec­chio d’acqua e l’originale alveo del Sar­ca. L’area a ridos­so del­la pista cicla­bile, col­o­niz­za­ta in prece­den­za da veg­e­tazione infes­tante, è sta­ta riqual­i­fi­ca­ta e rin­verdi­ta. La fruibil­ità dell’area è sta­ta miglio­ra­ta real­iz­zan­do la pos­si­bil­ità di un con­tat­to diret­to col fiume, oltre ad un’apertura di una quin­ta pae­sag­gis­ti­ca molto spet­ta­co­lare, ver­so le pareti dei Colo­dri ed il Castel­lo di Arco sul­lo sfon­do.

L’introduzione di ele­men­ti di dif­feren­zi­azione mor­fo­log­i­ca favorirà una pro­gres­si­va, ulte­ri­ore dif­feren­zi­azione eco­log­i­ca, con pos­i­ti­vo aumen­to del­la bio­di­ver­sità a liv­el­lo di fau­na itti­ca, di comu­nità mac­roben­toniche e di com­po­sizione floris­ti­ca delle comu­nità veg­e­tali.

Sul­la fruizione

«I com­men­ti pos­i­tivi e le aspet­ta­tive, forse ecces­sive, che quest’opera sta sus­ci­tan­do nell’opinione pub­bli­ca – spie­gano i fun­zionari dei Baci­ni Mon­tani – non devono far dimen­ti­care che l’intervento non è sta­to ese­gui­to all’interno di un par­co urbano, ma nell’alveo del Sar­ca, dove man­cano gli spazi fisi­ci nec­es­sari alla creazione di una gole­na sep­a­ra­ta, o per­lomeno ripara­ta dai gran­di flus­si che carat­ter­iz­zano il Sar­ca in fase di piena, nell’ordine delle centi­na­ia di metri cubi al sec­on­do. Nel fiume Sar­ca non è pos­si­bile fare gia­r­di­nag­gio, e ogni inter­ven­to deve essere real­iz­za­to sec­on­do una con­no­tazione dinam­i­ca, com­pren­den­do e accettan­do, questo è il bel­lo del­la natu­ra, il fat­to che i nuovi ambi­en­ti acquati­ci saran­no ogget­to di mod­i­fiche geo­mor­fo­logiche nat­u­rali causate dalle piene del fiume. Gli ambi­en­ti acquati­ci del Sar­ca sono altresì sogget­ti a mod­i­fiche parziali delle pro­prie carat­ter­is­tiche, legate ai repen­ti­ni cam­bi­a­men­ti di por­ta­ta causati dalle uti­liz­zazioni a fini idroelet­tri­ci. Quin­di, a chi volesse comunque bag­nar­si nelle acque del Sar­ca, deve essere rac­co­man­da­ta la mas­si­ma atten­zione ai repen­ti­ni cam­bi­a­men­ti di liv­el­lo e di veloc­ità del fiume».

Inquadra­men­to

La recente isti­tuzione del­la Rete delle Ris­erve del fiume Sar­ca, bas­so cor­so, e l’approvazione, nel set­tem­bre 2012, di un appos­i­to accor­do di pro­gram­ma tra la Provin­cia Autono­ma di Tren­to, il Con­sorzio dei Comu­ni del Baci­no Imbrif­ero Mon­tano Sar­ca — Min­cio — Gar­da, le Comu­nità del­la Valle dei Laghi e Alto Gar­da e Ledro, e i nove Comu­ni inter­es­sati ha dato il via ad una serie di azioni volte a rag­giun­gere moltepli­ci obi­et­tivi, tra i quali «il man­ten­i­men­to e il miglio­ra­men­to delle con­dizioni di nat­u­ral­ità del reti­co­lo idro­grafi­co e delle aree di espan­sione, anche a van­tag­gio del­la fau­na lega­ta all’acqua, garan­ten­do spazio ai cor­si d’acqua e assec­on­dan­done, ove pos­si­bile, la dinam­i­ca evo­lu­ti­va».

In tale con­testo si inserisce l’intervento di «riqual­i­fi­cazione ambi­en­tale di un trat­to del fiume Sar­ca a valle del­la local­ità Mole­ta», abboz­za­to già in occa­sione del­la pri­ma stesura del prog­et­to di Par­co flu­viale del­la Sar­ca, alla luce del fat­to che quel medes­i­mo trat­to di fiume era carat­ter­iz­za­to, lun­go la spon­da sin­is­tra idro­grafi­ca, da un’ampia e inuti­liz­za­ta area dema­niale. Dell’intervento si è fat­ta cari­co in ter­mi­ni finanziari, prog­et­tuali ed esec­u­tivi la Provin­cia autono­ma di Tren­to, attra­ver­so il Servizio Baci­ni mon­tani, che ha ese­gui­to i lavori nel cor­so del­la pri­mav­era del 2014, operan­do in «ammin­is­trazione diret­ta», ovvero avval­en­dosi di una pro­pria squadra.

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