Da febbraio ad agosto una gara per eliminare o nascondere brutture ed incuria. Riva cerca il suo aspetto migliore per i ministri Ue

Sette mesi per rifarsi il trucco

26/01/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Quei muc­chioni di ter­ra e sas­si cavati dal tun­nel del­la Occi­den­tale e deposi­tati sul lun­go­la­go fra la cen­trale del Ponale e la Casa rossa, a forza di star lì sono in qualche modo scivolati nel novero del­la schifezze che i res­i­den­ti nem­meno vedono più, tan­to è forte l’abi­tu­dine. Ma che effet­to faran­no agli occhi dei min­istri europei e delle loro del­egazioni se ai pri­mi di set­tem­bre saran­no anco­ra al loro pos­to, ad afflig­gere un ritaglio del gol­fo rivano fini­to su migli­a­ia di car­to­line? Se lo stan­no chieden­do in munici­pio, Pietro Mat­teot­ti, respon­s­abile dei lavori pub­bli­ci in prim­is, ma poi tut­ti i col­leghi di giun­ta mobil­i­tati sec­on­do le rispet­tive com­pe­ten­ze a garan­tire alla cit­tà il mas­si­mo del­lo splen­dore. I pun­ti dolen­ti sono noti ed il tem­po a dis­po­sizione dras­ti­ca­mente ridot­to: sette mesi, da feb­braio ad agos­to. Per il lun­go­la­go D’An­nun­zio il prog­et­to c’è: se ci fos­sero anche i sol­di (atte­si, per la mas­si­ma parte, dal­la provin­cia) sec­on­do il vicesin­da­co, si potrebbe provare. Sicu­ra la nuo­va illu­mi­nazione di piz­za Tre Novem­bre, ogget­to di un incon­tro con l’ar­chitet­to fiorenti­no incar­i­ca­to del prog­et­to pro­prio a metà di ques­ta set­ti­mana: luci dal­l’al­to, con una serie di fari inser­i­ti alla base dei cor­ni­cioni. Nes­sun prob­le­ma nem­meno per una mano d’as­fal­to nuo­vo sulle vie cit­ta­dine: si trat­ta sem­plice­mente di antic­i­pare a pri­mav­era un lavoro che altri­men­ti sarebbe sta­to diluito fin all’au­tun­no. Più prob­lem­ati­co l’in­ter­ven­to in piaz­za Erbe, orig­i­nar­i­a­mente pen­sato in due tem­pi, cor­rispon­den­ti ai due liv­el­li del­la piaz­za. Ovvio che agli illus­tri ospi­ti non si potrà mostrare una piaz­za rifat­ta a metà, o tut­to o niente. Una nota dolente è rap­p­re­sen­ta­ta dal­l’ac­ces­so ori­en­tale alla cit­tà: su viale Rovere­to l’u­ni­co inter­ven­to pos­si­bile è quel­lo d’un po’ di fiori. Mat­teot­ti intende chiedere un incon­tro con i pro­pri­etari del­la porzione nord del­l’area Cat­toi per vedere se qual­cosa si pos­sa rime­di­are: le mascher­a­ture messe in opera sul lato sud del viale denun­ciano in occa­sioni come ques­ta tut­ti i lim­i­ti d’un rat­top­po. D’al­tro can­to fra l’ex Rosen­garten, il com­pen­dio ex Fer­rari sul­l’al­tro lato del­la stra­da, le ville ed i capan­noni del­l’ex faleg­name­ria Cat­toi, il colpo d’oc­chio è da per­ife­ria met­ro­pol­i­tana degra­da­ta, des­olante. Sarà pron­to il par­co acquati­co all’al­tra estrem­ità del com­pen­dio, alle foci dei tor­ren­ti Albo­la e Varone: è un vero pec­ca­to che le passeg­giate sul lun­go­la­go non entri­no nel­l’a­gen­da dei lavori.