Entro la prima metà di febbraio il piano sarà concluso e presentato in zona

Sì alla galleria corta

26/01/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Paolo Liserre

Nelle prossime due-tre set­ti­mane, un mese al mas­si­mo, il futuro del­la via­bil­ità del­l’Al­to Car­da ricev­erà risposte impor­tan­ti. L’ingeg­n­er Clau­dio Tiso, incar­i­ca­to da! pres­i­dente del­la giun­ta provin­ciale Loren­zo Del­lai di dedi­car­si “ani­ma e cor­po” ad alcu­ni nodi bol­len­ti del­la via­bil­ità trenti­na (tra cui la Rovere­to-Riva e l’in­tera via­bil­ità pri­maria del Bas­so Sar­ca), ha pos­tic­i­pa­to di qualche giorno la sua disce­sa a Riva per pre­sentare le scelte prog­et­tuali che riguarder­an­no tut­ti i pun­ti cal­di del­la zona: dal col­lega­men­to con Rovere­to alla cir­con­va­l­lazione di Riva, dal tron­co nord di quel­la di Arco agli altri argo­men­ti di com­pe­ten­za provin­ciale. Il prog­et­to sarebbe dovu­to essere pron­to entro la fine di gen­naio ma la clas­si­ca influen­za ha fal­cidi­a­to gli uffi­ci provin­ciali costrin­gen­do Tiso a pren­der­si qualche giorno di tem­po in più per sod­dis­fare le legit­time attese di ammin­is­tra­tori e cit­ta­di­ni del­la Busa. Entro la pri­ma metà di feb­braio ‑comunque il piano sarà con­clu­so e pre­sen­ta­to in zona.Qualcosa comunque nel frat­tem­po sem­bra chiarir­si. E’ il caso ad esem­pio del­la cir­con­va­l­lazione ester­na di Riva, da molti con­sid­er­a­to un inter­ven­to pri­mario, molto più nec­es­sario del pro­l­unga­men­to del­la bretel­la Comai. L’ipote­si sul­la quale Tiso e i suoi col­lab­o­ra­tori stan­no con­cen­tran­do le pro­prie atten­zioni è quel­la di uscire con la pre­vista gal­le­ria più o meno a metà di via Monte Oro e non, come per­al­tro richiesto mesi or sono dal­l’am­min­is­trazione comu­nale, dopo la cen­trale del­l’Enel all’al­tez­za del­l’im­boc­co del­la vec­chia stra­da per la Val di Ledro. 1 motivi di ques­ta scelta sono essen­zial­mente due. Il pri­mo (forse quel­lo più impor­tante) è di carat­tere pret­ta­mente eco­nom­i­co: da San Gia­co­mo (in entram­bi i casi pun­to di parten­za del trat­to in gal­le­ria) all’im­boc­co del­la Ponale si andrebbe in roc­cia per un chilometro e 400 metri; uscen­do invece più a nord, ovvero in via Monte Oro, il trat­to chiu­so sarebbe di 800 metri. E sei­cen­to metri di gal­le­ria di dif­feren­za sig­nif­i­cano qua­si dimez­zare la spe­sa, “tas­to” sul quale gli ammin­is­tra­tori provin­ciali sono par­ti­co­lar­mente sen­si­bili. Il moti­vo numero due è di carat­tere ambi­en­tale. Anche la recente per­izia com­mis­sion­a­ta dal Comune all’ingeg­n­er Mar­ra di Tren­to ha evi­den­zi­a­to non pochi prob­le­mi di carat­tere geo­logi­co per la Roc­chet­ta soprat­tut­to nel­la zona del­la cen­trale Enel. Ecco allo­ra che inter­venire pro­prio in quel­la fas­cia di mon­tagna con una gal­le­ria in roc­cia com­porterebbe mag­giori rischi e sicu­ra­mente mag­giori costi. Da qui la propen­sione del­la Provin­cia per la pri­ma soluzione, quel­la con usci­ta e ingres­so da sud più o meno in cor­rispon­den­za del nuo­vo parcheg­gio di via Monte Oro. Ipote­si che però non risolverebbe i prob­le­mi di traf­fi­co sul lun­go­la­go, in cor­rispon­den­za di Piaz­za Cate­na e soprat­tut­to su via Monte Oro. Per non cor­rere il ris­chio di chiedere trop­po e ritrovar­si con niente in mano, il Comune non è comunque con­trario a ques­ta soluzione purché sia pre­sa in con­sid­er­azione anche l’ipote­si di allun­gare la gal­le­ria oltre la cen­trale in un sec­on­do tem­po.