Fausto De Stefani guida una cordata di solidarietà che vuole raggiungere quota trecento milioni. Fausto De Stefani guida una cordata di solidarietà che vuole raggiungere quota trecento milioni

Si allena sul Baldo per scalare la vetta dell’Everest

29/11/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
v.z.

Faus­to De Ste­fani è il ses­to uomo al mon­do ad aver sca­la­to tutte le 14 vette che super­a­no gli ottomi­la metri, il sec­on­do ital­iano dopo Rein­hold Mess­ner, ma con una par­ti­co­lar­ità: è nato nel­la pia­nu­ra man­to­vana, ad Aso­la, 48 anni fa, e con­tin­ua a vivere tra filari di piop­pi e campi di mais, anche se la sua pro­fes­sione è l’alpin­is­mo e la trasmis­sione del­l’amore per la mon­tagna e la natu­ra in con­feren­ze e incon­tri. De Ste­fani, che non cer­ca la cima per i record, che non vuole pub­blic­ità per­ché ritiene l’alpin­is­mo una sua inti­ma aspi­razione e nep­pure vuole fare l’uo­mo sand­wich spon­soriz­za­to den­tro e fuori, per­ché dovrebbe rin­un­cia­re alla sua lib­ertà, anche se gli ren­derebbe tut­to più sem­plice, sarà dopodomani sera, alle 21 a vil­la Car­rio­la per inizia­ti­va del Gem, il Grup­po escur­sion­is­ti­co monte . L’alpinista rac­con­terà la sua vita, le sue imp­rese e la sua nuo­va sfi­da: costru­ire una scuo­la a Kir­tipur, poco lon­tano da Kat­man­du, per 700 ragazzi il cui cos­to si aggi­ra intorno ai 300 mil­ioni. «Quan­do mi met­to in tes­ta qual­cosa lo voglio rag­giun­gere. Un tem­po ero molto più avven­ta­to ed ho commes­so grossi errori di pre­sun­zione, che ho paga­to», dice mostran­do le mani muti­late per un con­ge­la­men­to in un ten­ta­ti­vo gio­vanile di assalto all’Everest e pen­san­do ai pie­di a cui man­cano qua­si tutte le dita. Ha vis­to la morte in fac­cia sull’ultimo dei quat­tordi­ci 8000 su cui è sal­i­to, il Kanghe­ni­un­ca, pre­cip­i­tan­do per sei metri in un crepac­cio men­tre tor­na­va da un giro di per­lus­trazione e uscen­done con le sole sue forze dopo tre ore: «La mon­tagna è una scuo­la di vita, mi ha inseg­na­to ad essere umile, ripor­tan­do­mi alla gius­ta dimen­sione. Ti riv­ela le tue debolezze fin nel più pro­fon­do delle pieghe del tuo ani­mo. Quan­do sono usci­to fuori da quel crepac­cio mi è sem­bra­to di nascere una sec­on­da vol­ta», ammette. Tre volte alla set­ti­mana lo si può trovare men­tre sale sul Monte Bal­do, che con­sid­era la ter­raz­za di casa, e nel solo mese di agos­to ha cal­co­la­to di aver super­a­to a pie­di ben 43mila metri di dis­liv­el­lo. Ma insiste nel pro­fes­sare che «l’alpin­is­mo è una filosofia di vita, non un record». «Scalare è un’avven­tu­ra inte­ri­ore, son­dare se stes­si, conoscer­si. Ritro­vo seren­ità tan­to in Himalaya che sul Bal­do, anche se sulle gran­di vette tut­to viene ampli­fi­ca­to, gli sce­nari come le emozioni», rac­con­ta. Ecco, lassù, si sente vera­mente libero, piange e gri­da di gioia, poi scende a valle e gli prende un nodo alla gola, la rab­bia di pot­er far poco per la mis­e­ria e l’ingius­tizia che vede, il degra­do e l’in­quina­men­to che erode anche gli ulti­mi par­a­disi. Dal 1972 ha aper­to numerose vie su ghi­ac­cio e roc­cia in tut­to l’ar­co alpino, e dal 1979 ha affronta­to spedi­zioni extraeu­ropee in Africa, nelle Americhe e in Asia. È dell’83 l’as­cen­sione al K2, il suo pri­mo ottomi­la. Si definisce nat­u­ral­ista-alpin­ista e le immag­i­ni che fer­ma con l’o­bi­et­ti­vo del­la sua macchi­na fotografi­ca diven­tano doc­u­men­ti da far girare nelle scuole, dalle mater­ne alle , come gio­co per sco­prire la natu­ra e innamorarsene, come denun­cia per sveg­liare le coscien­ze dal son­no del­l’in­dif­feren­za. E in ques­ta direzione va anche l’appello che De Ste­fani, assieme all’amico veronese Fab­rizio Zam­pe­ri­oli, orto­pe­di­co «capoc­or­da­ta» di altri ami­ci appas­sion­ati di mon­tagna farà ven­erdì per la costruzione del­la scuo­la in Nepal . Chi vuol parte­ci­pare all’iniziativa può inviare con­tribu­ti alla Fon­dazione sen­za fron­tiere, orga­niz­zazione sen­za scopo di lucro che gestirà il prog­et­to, sul con­to cor­rente ban­car­io 8936/12 Ban­ca di cred­i­to coop­er­a­ti­vo di Cas­tel Gof­fre­do (Man­to­va), codice 5750, oppure sul con­to cor­rente postale 14866461 (speci­f­i­can­do in causale «scuo­la in Nepal»). (v.z.)

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