A palazzo Callas i vestiti di scena e gli accessori prodotti da un laboratorio milanese per il teatro e il cinema. Ieri la vernice della mostra dedicata ai capolavori della Sartoria Brancato

Sirmione, magie da palcoscenico

12/06/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

Ieri pomerig­gio c’è sta­to un ide­ale abbrac­cio tra la «Sar­to­ria Bran­ca­to» e Sirmione. E’ avvenu­to quan­do la sig­no­ra Eufemia Bran­ca­to, capos­tip­ite del­la famiglia milanese asso­lu­ta pro­tag­o­nista nel­la pro­duzione di cos­tu­mi di sce­na per l’Italia e il mon­do, ha taglia­to il nas­tro di quell’omaggio che, per stes­sa ammis­sione del figlio Mario, non era mai era sta­to offer­to in Italia. Una fol­la nel­la quale si sono mesco­lati sceneg­gia­tori, cos­tu­misti, stilisti (c’era per esem­pio Gian­ni Tolenti­no, che dis­eg­na per esem­pio cos­tu­mi veneziani) e maes­tranze del­la stes­sa sar­to­ria venute apposi­ta­mente da ha riem­pi­to palaz­zo Callas: la cor­nice nel­la quale, fino al 25 set­tem­bre, saran­no esposti i mag­nifi­ci cos­tu­mi e gli acces­sori del­la Bran­ca­to. Impos­si­bile citare i tan­ti ospi­ti illus­tri appar­si ieri nell’assolata piaz­za Car­duc­ci: il pres­i­dente del­la Provin­cia Cav­al­li (che ha defini­to «mem­o­ra­bile» la mostra), il sovrin­ten­dente dell’Arena Clau­dio Orazi, il grande Fer­ruc­cio Soleri, che ha indos­sato in oltre 2 mila rap­p­re­sen­tazioni teatrali il cos­tume di Arlecchi­no. Car­la Frac­ci dove­va essere la mad­ri­na del­la mostra, ma è sta­ta trat­tenu­ta da impeg­ni a Istan­bul e ha manda­to un mes­sag­gio caloroso al cura­tore Michele Nocera, e soprat­tut­to alla sig­no­ra Eufemia, definen­do la sua sar­to­ria «la fab­bri­ca dei sogni».

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