L'amara testimonianza di Franco Chemolli tra memoria e accuse

Spiaggia degli Olivi, 50 anni di gloria

26/03/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Dopo qua­si set­tan­t’an­ni d’in­in­ter­rot­ta attiv­ità (è nata nel 1933 per volon­tà del­l’Azien­da Autono­ma di Sog­giorno d’al­lo­ra, su dis­eg­no di Gian­car­lo Maroni) per la pri­ma vol­ta nel peri­o­do pasquale, la “Spi­ag­gia degli Olivi” è chiusa. Il cuore pul­sante del­la cit­tà del diver­ti­men­to nel dopoce­na, il locale di rap­p­re­sen­tan­za di una stazione tur­is­ti­ca, lad­dove pro­prio alla vig­ilia di Pasqua le autorità si davano con­veg­no per l’aper­tu­ra uffi­ciale del­la nuo­va sta­gione, è sbar­ra­to. Per i vec­chi rivani, per col­oro che cre­dono in certe isti­tuzioni cit­ta­dine, per quel­li che trovano anco­ra vali­do ed attuale il mes­sag­gio ideato, por­ta­to avan­ti e las­ci­a­to­ci dai nos­tri padri, è un colpo al cuore vedere quel mag­nifi­co com­p­lesso coi cate­nac­ci ben ser­rati. Siamo, è ben vero, in un momen­to di tran­si­to, tra la vec­chia ges­tione e quel­la nuo­va, che per­al­tro si deve anco­ra indi­vid­uare, ma cer­ti ritar­di fan male al cuore.RIVA. Ne par­liamo con Gian­fran­co Chemol­li, per lunghi anni diret­to respon­s­abile del com­p­lesso, che gestisce in pri­ma per­sona da alcu­ni decen­ni, ma che ha vis­to la sua costante pre­sen­za per cir­ca 50 anni, da quan­do, ragazz­i­no, iniz­iò come cameriere.Dopo 70 anni la “Spi­ag­gia” è chiusa, per­ché? “Non c’è da mer­av­igliar­si — risponde il popo­lare Franchi­no — vista la con­fu­sione politi­co-ammin­is­tra­ti­va in cui ver­sa attual­mente la cit­tà. E’ doloroso dir­lo, ma pare che se ne fregh­i­no tut­ti. L’oc­ca­sione è oppor­tu­na anche per rispon­dere ai molti ami­ci e cli­en­ti, rivani e non, ed alle tele­fonate di ospi­ti affezionati del “Tiffany”, che mi chiedono quan­do riaprirà il locale”.Ecco, appun­to, quan­do riaprirà?“Prima di par­lare di ria­per­tu­ra, vor­rei fare una cro­nis­to­ria, anche se non è facile con­den­sare mez­zo sec­o­lo. Dunque, il 28 feb­braio scor­so è ces­sato il mio impeg­no con­trat­tuale con il Comune di Riva e la col­le­ga­ta “Lido Spa” attuale pro­pri­etaria del­l’im­mo­bile. Tor­nan­do indi­etro si deve ricor­dare che esso era del­l’Azien­da di Sog­giorno, ente col quale abbi­amo sem­pre avu­to cor­diali e profi­cui rap­por­ti, nonché intese e col­lab­o­razione per gestire al meglio l’ospi­tal­ità. Nat­u­ral­mente tut­to l’am­bi­ente ha sem­pre avu­to bisog­no di inter­ven­ti, di miglior­ie, di adegua­men­ti alle mutate neces­sità, cose alle quali la mia azien­da ha sem­pre fat­to fronte. Per­ché il dis­cor­so del­l’Azien­da di Sog­giorno era questo: “Fran­co, tut­to quel­lo che cre­di, ciò che ritieni oppor­tuno, ma non chieder­ci sol­di, anche se siamo noi i pro­pri­etari!” Cosa che io ho fat­to, sob­bar­can­do­mi gravosi costi per tenere assieme un immo­bile che anda­va sem­pre più mostran­do i seg­ni del tem­po. Per­al­tro tut­to fila­va lis­cio, con rap­por­ti di rec­i­p­ro­ca sti­ma, al fine di creare, giorno dopo giorno, un’azien­da all’al­tez­za del com­pi­to asseg­na­tole. Da ques­ta polit­i­ca tur­is­ti­ca nel 1975 è nato il “Tiffany Club”. Poi l’Azien­da Sog­giorno fu sop­pres­sa per las­ciar pos­to all’Apt. La pro­pri­età passò alla Provin­cia, poi al Comune e final­mente alla “Alberghi Atesi­ni” e “Lido Spa”.“Nuovi pro­pri­etari, per­ciò nuove idee…“Macché nuove idee! In otto anni non ho mai avu­to un qual­si­asi inter­locu­tore, una per­sona che rap­p­re­sen­tasse la pro­pri­età. Nes­sun politi­co, nes­sun ammin­is­tra­tore era in gra­do di ascoltare o sug­gerire, per­ché nes­suno era investi­to di tale com­pi­to. In ques­ta para­dos­sale situ­azione ho let­teral­mente dovu­to inven­tar­mi la ges­tione. Sper­a­vo nel­la “Lido Spa”; sper­a­vo in una visi­ta del suo Pres­i­dente, o chi per lui, per mostrar­gli il com­p­lesso che avrebbe dovu­to ammin­is­trare. Avete vis­to qual­cuno, voi? Io no! Siamo giun­ti alla dis­det­ta del con­trat­to (quat­tro righe di buro­crat­i­ca fred­dez­za), sen­za che nes­suno si facesse vivo!“Ma avrà pur avu­to un con­tat­to con qualcuno…“Solo per let­tera. Il doc­u­men­to di dis­det­ta invi­ato­mi por­ta la data del 22 dicem­bre 1999. Quat­tro mesi dopo, l’11 aprile 2000, ho fat­to per­venire alla “Lido Spa” una det­tagli­a­ta relazione sui lavori che si dove­vano fare, imme­di­ata­mente, sul­lo sta­bile, con adegua­men­ti e miglior­ie asso­lu­ta­mente nec­es­sari. Ho ste­so pure una relazione per un rifaci­men­to totale che prevede­va, non solo a par­er mio, diver­si inter­ven­ti. Ricor­do: le piscine per adul­ti e bam­bi­ni con zona idro­mas­sag­gi; la cop­er­tu­ra di parte del­la ter­raz­za con mate­ri­ali leg­geri e traspar­en­ti, lo svilup­po del bar-gela­te­ria e caf­fè ver­so il canale del­la Roc­ca; even­tual­mente un ris­torante medio-alto negli attuali uffi­ci del­l’Apt, quan­do questi avreb­bero trova­to pos­to nel­l’ex stazione auto­cor­riere; infine, il rifaci­men­to del­la sala da bal­lo, con un locale mul­ti uso, da usar­si per man­i­fes­tazioni cul­tur­ali, par­ty, rice­vi­men­ti, con­cer­ti, ser­ate per gli ospi­ti del Pala­con­gres­si e nat­u­ral­mente bal­lo e diver­ti­men­ti diversificati”.Qual è sta­ta la risposta?“Nessuna! Ques­ta let­tera non ha mai avu­to una rispos­ta! Doman­do: è questo il modo cor­ret­to di gestire la cosa pub­bli­ca? Ho pure fat­to pre­sente che, ogni anno, vi sono impeg­ni che inter­es­sano la cit­tà e che non pos­sono essere dis­at­te­si. Sono quel­li che derivano dal­la vic­i­nan­za col Pala­con­gres­si, ser­ate per gli incon­tri più vari: Car­lo Erba, Schu, Bike fes­ti­val, TTG ed altri. Sono sor­pre­so del com­por­ta­men­to del­la “Lido Spa” ed anche del­l’Am­min­is­trazione comu­nale che, tem­pes­ti­va­mente infor­ma­ta di questo sta­to di cose, non si è sbi­lan­ci­a­ta. E’ ora che qual­cuno mi dica cosa deb­bo fare! Anche per onestà ver­so chi ha suda­to sangue per far sì che un com­p­lesso pub­bli­co non cadesse a pezzi!“Visto l’an­daz­zo, per­ché non prende la pal­la al bal­zo e se ne va in pensione?“Perché no! Per­ché devo dire che, nonos­tante i sac­ri­fi­ci, sono molto affezion­a­to alla “Spi­ag­gia degli Olivi”, qua­si fos­se una mia crea­tu­ra. Insieme abbi­amo vis­su­to momen­ti mem­o­ra­bili, man­i­fes­tazioni irripetibili ed avven­i­men­ti stra­or­di­nari. Qui den­tro si sono svolti spet­ta­coli di suc­ces­so, sono venu­ti per­son­ag­gi famosi, si sono tenute ser­ate incan­tevoli. E di questo han­no godu­to diverse gen­er­azioni di rivani. Tut­to questo è sta­ta la “Spi­ag­gia degli Olivi.” E con un’oc­u­la­ta ges­tione potrebbe tornare ad esserlo!Ora che deb­bo fare? Le mie valigie sono pronte. Sono pron­to a con­seg­nare le chi­avi, non pri­ma, però, di aver rice­vu­to le mie spet­tanze, quelle che mi com­petono per la dis­det­ta del con­trat­to e quel che mi spet­ta per aver tenu­to su coi den­ti un com­p­lesso dimen­ti­ca­to dal proprietario.Ma è Pasqua e pur nel­l’a­marez­za vor­rei fare gli auguri a tut­ti. In pri­mo luo­go ai miei ami­ci, agli affezionati cli­en­ti, ai rivani, ma anche agli ammin­is­tra­tori pub­bli­ci, affinché siano un po’ più tem­pes­tivi nelle loro deci­sioni. Sul futuro del com­p­lesso vi sono altre pro­poste e a tal propos­i­to chiedo ai rivani: come vedreste l’al­larga­men­to del­la Fraglia fino alla “Spi­ag­gia”, con un ris­torante ed un negozio d’ar­ti­coli sportivi e barche al pos­to del­la pisci­na? Questo è un com­p­lesso che deve svol­gere l’at­tiv­ità per la quale è nato, per­ché essa è nec­es­saria alla cit­tà, al tur­is­mo e al Pala­con­gres­si. La “Spi­ag­gia degli Olivi” è sta­ta idea­ta da per­son­ag­gi lungimi­ran­ti e fecon­di — con­clude Fran­co Chemol­li — che han­no inven­ta­to il tur­is­mo rivano e las­ci­a­to il seg­no nel­la sto­ria del­la cit­tà. Snat­u­rare il loro prog­et­to è non fare gli inter­es­si rivani!”

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