La Spiaggia degli Olivi, vanto degli anni Trenta, relegata in un ruolo marginale

Splendida settantenne in attesa di maquillage

13/06/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
c.g.

La data sul­l’at­to uffi­ciale di nasci­ta del­la Spi­ag­gia degli Olivi è quel­la del 3 giug­no 1934, dodices­i­mo del­l’era fascista. Pas­sati qua­si set­tan­t’an­ni, e rici­cla­ta l’opera sec­on­do i det­ta­mi delle mode, non finisce l’in­cro­cia­r­si delle ipote­si di riu­ti­liz­zo. Le idee ruotano intorno all’e­si­gen­za indis­cutibile d’u­na pisci­na sporti­va in riva al lago, infra­strut­tura di cui sono dotati tut­ti i pae­sot­ti del­l’Al­to Adi­ge, pure Spi­az­zo, pure Anda­lo: ma non Riva, per quan­to stra­no od incred­i­bile pos­sa suonare. E la pisci­na, nel prog­et­to orig­i­nale di Gian­car­lo Maroni, pote­va anche esser­ci già.L’architetto prog­et­tista infat­ti ave­va dis­eg­na­to una passerel­la all’ester­no del semi­cer­chio com­pre­so fra i due cor­pi sporgen­ti del tram­poli­no e del­la sede del­la Fraglia ed usato anco­ra negli anni Ses­san­ta come bag­no per i più pic­coli data la scarsa pro­fon­dità. Ne resta­va un ton­do cen­trale, usato per pren­dere il sole. Fu Mario Mat­teot­ti a rispolver­are in anni più recen­ti l’idea di Maroni. Sca­v­an­do ed imper­me­abi­liz­zan­do il fon­do del­la mez­za­lu­na, pre­ven­ti­va­mente chiu­so ver­so sud, dal­la parte del molo, la pisci­na sarebbe sta­ta bel­l’e fat­ta, con even­tuale uti­liz­zo del­l’ac­qua del lago. L’ar­chitet­to Camil­lo Zuc­chel­li si spinse fino alla real­iz­zazione di un plas­ti­co, tut­to­ra cus­todi­to all’Uf­fi­cio tec­ni­co del comune rivano. Win­kler, nel suo etto di sis­temazione urban­is­ti­ca del­la fas­cia lago, accolse il sug­ger­i­men­to: la pisci­na alla spi­ag­gia degli Olivi è pre­vista dal­l’ar­chitet­to bavarese. Sul­la stes­sa lunghez­za d’on­da anche l’ul­ti­ma riv­is­i­tazione urban­is­ti­ca del­l’area, quel­la del­l’ar­chitet­to Cec­chet­to. Nel pro­gram­ma illus­tra­to dal pres­i­dente di Lido di Riva, Mau­ro Malfer, c’è un asse pedonale, a metà fra lun­go­la­go e viale Rovere­to, in diret­ta pros­e­cuzione di viale delle Mag­no­lie, attra­ver­so l’ex autostazione. Alla sua estrem­ità occi­den­tale la spi­ag­gia, con la sua fun­zione di cir­co­lo forestieri e pisci­na tur­is­ti­ca, inseri­ta in un’area voca­ta allo sport ed al tem­po libero che com­prende il por­to del­la Fraglia. Le buone inten­zioni dunque ci sono. Res­ta al soli­to il trascur­abile prob­le­ma del finanzi­a­men­to mil­iar­dario nec­es­sario per tran­sitare dal libro dei sog­ni alla realtà. Pren­di­amo­la come polit­i­ca turistica…