DESENZANO. Accordo con Comune e privati: il progetto del Club alpino italiano è realtà Itinerario dal lago a Reciago, un gioiellino naturalistico

Sui sentieri del monte Corno

Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

Le passeg­giate sul monte Corno non saran­no più «abu­sive»: i pro­pri­etari dei sette poderi in cui è sud­di­vi­so l’ultimo pol­mone verde di Desen­zano, han­no accetta­to la pro­pos­ta di las­cia­re libero il pas­sag­gio lun­go i sen­tieri che attra­ver­sano la col­li­na. È vero che, in realtà, i desen­zane­si a passeg­gio sul Monte Corno ci sono sem­pre andati, e che i pro­pri­etari han­no sem­pre chiu­so un occhio. La novità è che ora sarà mes­so nero su bian­co un accor­do con il Comune che con­cede una servitù di pas­sag­gio ad uso pub­bli­co lun­go 5 chilometri di stra­dine vic­i­nali, per la creazione di un mer­av­iglioso per­cor­so eco­logi­co tra campi e boschi, tra stag­ni e uliveti con vista totale sul . Un sog­no che diven­ta realtà per tut­ti. Entro la fine del mese sarà fir­ma­to l’accordo tra il Comune, la sezione del Club alpino ital­iano da cui un anno fa era par­ti­ta l’intelligente pro­pos­ta e il sette pro­pri­etari del­la col­li­na ovvero: la famiglia Ortel­li, la sig­no­ra Bare­sani, le sorelle Branchi, l’albergatore Ceri­ni, l’azienda agri­co­la San Mar­ti­no, l’Ospedale e il cir­co­lo «Le Tre­sine». Sulle loro pro­pri­età il Comune inve­stirà 30 mila euro per sis­temare le stra­dine, ripurir­le, delim­i­tar­le con una stac­ciona­ta e niente più: è un per­cor­so che sis­tema l’esistente per ren­der­lo fruibile sen­za snat­u­rare nul­la. Il Cai fornirà, in con­ven­zione con il Comune, i volon­tari per la manuten­zione, la sorveg­lian­za ed even­tu­ali . «Ai pro­pri­etari è sta­to garan­ti­to che il per­cor­so sarà solo pedonale: vietate le moto, i motori­ni e anche le bici — spie­ga il Comune -. L’Amministrazione munic­i­pale si assumerà l’onere delle spese di manuten­zione e la garanzia del rispet­to degli accor­di». Così è pas­sato un prin­ci­pio mod­er­no e intel­li­gente: la pro­pri­età è pri­va­ta e guai a chi la toc­ca, ma il pae­sag­gio e la natu­ra sono un bene di tut­ti. Dunque, se c’è rispet­to e se i pat­ti sono chiari, non c’è prob­le­ma a las­ciar liberi i sen­tieri. L’accordo alla fir­ma a Desen­zano sarà d’esempio a tut­ta la provin­cia e va nel­la direzione indi­ca­ta due anni fa dall’Azienda Fore­stale del­la , che ave­va pro­mosso inizia­tive di questo tipo. Il per­cor­so sul Monte Corno cor­rerà lun­go la strad­i­na bian­ca che com­in­cia alle spalle delle Can­tine Vis­con­ti, attra­ver­sa Madergna­go e rag­giunge le pro­pri­età Bare­sani, Ortel­li e Papa, poi entra nel­la con­ca delle Tre­sine e sale sul­la cres­ta del monte per scen­dere lun­go una balza scosce­sa fino al Mas­sadri­no. Passeg­gian­do si costegger­an­no tre laghet­ti, attra­ver­so prati, boschi, vigne e campi. La bellez­za è nel pae­sag­gio, tut­to verde e azzur­ro con il lago sul­lo sfon­do. I buoni osser­va­tori potran­no incon­trare da vici­no la flo­ra e la fau­na tipi­ca di questo ambi­ente. Tra i fiori, orchi­dacee come l’Ofride apifera e l’Orchidea pirami­dalis, oppure la Spi­ran­thes spinali e il Glad­i­o­lo delle mes­si (molto raro nel resto d’Italia ma fre­quente sul Monte Corno). Tra gli ani­mali l’upupa, la civet­ta, lo scric­ci­o­lo, la cin­cial­le­gra, il cucu­lo, il saltim­pa­lo, il bec­ca­c­ci­no e anco­ra gli uccel­li tipi­ci degli ambi­en­ti umi­di, che nidif­ic ano alla palude del Val­lio sot­to il Monte Reci­a­go, di fronte al Monte Corno: il mar­tin pesca­tore, il fal­co di palude, la nit­tifera, l’usignolo di fiume, la marzaio­la. Insom­ma, quel che res­ta del­la natu­ra a Desen­zano, un pic­co­lo grande tesoro. Ne è feli­cis­si­mo Gabriele Loviset­to, pres­i­dente del­la sezione Cai che con i suoi 500 iscrit­ti è la più grande asso­ci­azione ambi­en­tal­ista oltre che sporti­va di Desen­zano. «Noi siamo alpin­isti ed escur­sion­isti — spie­ga Loviset­to -, ami­amo la mon­tagna sia a liv­el­lo sporti­vo che nat­u­ral­is­ti­co. Il Monte Corno misura solo 150 metri alla quo­ta mas­si­ma, ma per noi era la cima più impor­tante da con­quistare, per­ché è nel cuore di tut­ti i desen­zane­si. Così un anno fa abbi­amo lan­ci­a­to ques­ta pro­pos­ta e ora siamo feli­ci che stia andan­do a buon fine».