Un saggio di Costanza Lunardi nell’ultimo numero dei «Quaderni della Fondazione Ugo Da Como»

Sull’Isola del Gardaa ritroso nel tempo

Di Luca Delpozzo
A.M.

Sto­ria e botan­i­ca dell’ s’intrecciano nel sag­gio di Costan­za Lunar­di, accolto nell’ultimo numero 2007 dei «Quaderni del­la ». Il seg­no fon­dante, scrive «gra­zie alla mist­i­ca soli­tu­dine del luo­go, fu la creazione di un romi­to­rio nel XII sec­o­lo da parte di una comu­nità frances­cana che uti­liz­zò grotte nat­u­rali, men­tre le sec­che affio­ran­ti nel lago si rac­con­ta fos­sero usate come altare: tradizione sopravvis­su­ta fino al 1965 con la cel­e­brazione del­la mes­sa e la benedi­zione del pesce per i pesca­tori di San Felice. Espul­si i frati con l’editto napoleon­i­co del 1798, l’iso­la fu acquis­ta­ta nel 1817 dal con­te Lui­gi Lechi che vi fece erigere una vil­la, affi­dan­do nel 1830 all’ar­chitet­to Rodol­fo Van­ti­ni il prog­et­to del­la darse­na e dell’elegante torretta.Nel 1870 il duca Gae­tano De Fer­rari di Gen­o­va, nuo­vo pro­pri­etario, incar­icò il milanese Lui­gi Rov­el­li di prog­ettare ex novo la vil­la in stile neogoti­co veneziano, sec­on­do il gus­to del tem­po. È dal­l’u­nione di Anna Maria De Fer­rari con Sci­p­i­one Borgh­ese, famoso viag­gia­tore e autore d’incredibili imp­rese, come il raid Pechi­no-Pari­gi del 1907, che prese il nome di cui si aggiunse quel­lo dei dis­cen­den­ti Cavaz­za. Fu pro­prio Anna Maria a imprimere un sig­ni­fica­ti­vo impul­so al gia­rdi­no che, nel­la sua mescolan­za fan­ta­siosa roman­ti­ca­mente eclet­ti­ca di colti­va­to e nat­u­rale, attra­ver­so un itin­er­ario architet­ton­i­co-botan­i­co di vari liv­el­li e gia­r­di­ni ter­raz­za­ti, si offre come sin­te­si evoca­ti­va del­la sto­ria del gia­rdi­no ital­iano. L’ul­ti­mo numero del 2007 dei «Quaderni» è par­ti­co­lar­mente ric­co di con­tribu­ti. Si apre col testo di Maria Rosa Zat­tari­ni Canali, pres­i­dente del­l’As­so­ci­azione Ami­ci del­la Fon­dazione, che fa il pun­to del­l’at­tiv­ità del sodal­izio. Segue quel­lo di Francesco Lechi, pres­i­dente dell’Ateneo di Bres­cia e del­la Da Como, il quale ricor­da come la riv­ista abbia rag­giun­to dieci anni di vita e acquisi­to una sem­pre mag­giore vis­i­bil­ità seguen­do pun­tual­mente il lavoro svolto dall’istituto per val­oriz­zare e divul­gare il grande pat­ri­mo­nio mon­u­men­tale artis­ti­co e librario che il sen­a­tore Ugo Da Como ha con­seg­na­to alla comunità.Quindi i sag­gi di: Ste­fano Lusar­di (Gae­tano Cresseri e la di Lona­to), Chiara Patu­cel­li (Il Fon­do For­tis del­la Da Como), Ivana Gian­gualano (Bernar­do Gal­lizioli e gli Uomi­ni d’arme nel­la Casa del Podestà), Car­lo Beni­ni (Il fon­do fotografi­co del­la Fon­dazione), Ste­fa­nia Pozzi e Gioia Casagrande (Nelle case lom­barde con l’Istituto Pao­la di Rosa), Chiara Asso­lari (L’attività didat­ti­ca dell’Associazione), Ste­fano Lusar­di e Rober­ta Val­busa (Le con­feren­ze ded­i­cate a Ugo Da Como), Costan­za Lunar­di (L’isola del Gar­da Borgh­ese Cavaz­za), Rober­to Vec­chioni (‘I te vur­ria vasà! Viag­gio alle radi­ci del­la can­zone napo­le­tana), Mau­ro Orlan­do (Un rac­con­to del­la can­zone napo­le­tana), Ric­car­do Bar­to­let­ti (Pit­ture di impronta scalvini­ana in Palaz­zo Ger­ar­di a Lona­to), Alber­ta Care­na, Luisa Pari e San­dra Ragaz­zoni (Nuovi restau­ri per il Comune di Lona­to), Lore­na Bel­lot­ti (L’associazione «La corte» a Barbarano).