Nella «guerra del golfo» spunta una nuova vittima: chi deve riposare

Surf, battelli e strombazzate assordanti

29/05/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
r.s.

Si sfo­ga il sign­or van Steen­beek, uno dei tan­ti stranieri nordi­ci che ha scel­to l’Al­to Gar­da per lavo­rare e per vivere. Si sfo­ga e protes­ta: «Non ne pos­so più di quel con­tin­uo suonare: è un vero inquina­men­to acus­ti­co. Mi è impos­si­bile andare avan­ti così, tan­to che pen­so pro­prio che, il saba­to e la domeni­ca, a Tor­bole non ci ver­rò mai più». Che strom­baz­zano sono i cap­i­tani del­la . Sen­za alcu­na pietà, nat­u­ral­mente. La loro, d’al­tro can­to, è un’aspra guer­ra per con­quis­tar­si una rot­ta lib­era ver­so l’at­trac­co, all’im­bar­cadero di Tor­bole: tra centi­na­ia di surf che sfar­fal­l­eg­giano da una parte all’al­tra del lago, da un’on­da all’al­tra, con un affol­la­men­to che rag­giunge il suo apice il fine set­ti­mana. Spes­so e volen­tieri gareg­gian­do con i gli stes­si bat­tel­li, mag­a­ri taglian­dogli la rot­ta all’ul­ti­mo istante alla ricer­ca del­l’on­da più emozio­nante. A questo pun­to, per i piloti, l’u­ni­ca arma con­sen­ti­ta per lib­er­ar­si paci­fi­ca­mente da quel­l’as­salto è il clac­son. Vi ci si attac­cano già con largo anticipo, al largo di Corno di Bo’. Lo las­ciano quan­do già qua­si sono in acque rivane. Una vec­chia sto­ria ques­ta, ad ogni modo. Che rie­vo­ca un rap­por­to tut­t’al­tro che idil­li­a­co tra surf, o vela in genere, e piroscafi del­la Nav­i­gar­da. E nel bel mez­zo spun­ta ora un ter­zo inco­mo­do. Che abi­ta, per sua dis­grazia, a poche decine di metri dal pon­tile. In una bel­la vil­la pro­prio sopra a piom­bo, nel verde del­la pine­ta. E che non sop­por­ta quel suono pro­l­un­ga­to. Il rumor­oso sot­to­fon­do musi­cale inizia già di buon mat­ti­no (la pri­ma cor­sa attrac­ca alle 9.15), se sof­fia abbas­tan­za ven­to da nord da atti­rare la molti­tu­dine dei sur­fisti. Si arri­va fino a sera (alle 19.50 l’ul­ti­mo arri­vo), finché spi­ra l’o­ra, la predilet­ta per la quan­tità di onde che regala. In totale, 18 corse di bat­tel­li, nel­l’in­tera gior­na­ta. Alis­cafi esclusi, per­ché si sa, da un paio di anni quel­li a furor di popo­lo han­no pen­sato bene di toglier­li dalle acque tor­bolane: trop­po peri­colosi per i surf. «Chi­amerò per protestare anche la Nav­i­gar­da», dice il sign­or van Steenbeek.

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