I comitati rilanciano: il Tar si è espresso su un progetto preliminare, quindi le modifiche sono ancora possibili. Sotto accusa il tracciato ferroviario: pronto il ricorso al Consiglio di Stato

«Tav, la linea va spostata a sud»

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

«Il Tar del Lazio ha respin­to il ricor­so dei Comu­ni con­tro l’ solo per­ché il ricor­so sarebbe sta­to pre­sen­ta­to trop­po presto, vis­to che l’u­ni­co prog­et­to su cui si dis­cute è quel­lo pre­lim­inare; quin­di nes­suno ha anco­ra mes­so in dub­bio la valid­ità delle nos­tre per­p­lessità sul­la legit­tim­ità del­la pro­ce­du­ra adot­ta­ta dal Gov­er­no per real­iz­zare la nuo­va fer­rovia; e ora che siamo final­mente venu­ti in pos­ses­so del­la delib­era di approvazione del Cipe, i dub­bi e le pre­oc­cu­pazioni si sono molti­pli­cati». Lau­ra Richel­li, por­tav­oce del Coor­di­na­men­to comi­tati anti-, non usa mezzi ter­mi­ni nel­la crit­i­ca al doc­u­men­to che appro­va la lin­ea -Venezia del­l’Al­ta veloc­ità-capac­ità; doc­u­men­to che sarà invi­a­to ai futuri ammin­is­tra­tori di Provin­cia e Comu­ni per­ché inter­vengano nelle sedi oppor­tune affinché si riesami­ni il trac­cia­to. «Com­in­ci­amo dal­l’en­nes­i­ma man­can­za in fat­to di pro­ce­du­ra: l’Al­ta veloc­ità è inseri­ta nel Piano gen­erale Trasporti e Logis­ti­ca, approva­to con Dpr il 13 mar­zo 2001; il Cipe», dice Richel­li, «cita questo Piano di rifer­i­men­to ma sen­za l’ele­men­to fon­da­men­tale: le opere al suo inter­no dove­vano essere sot­to­poste a Val­u­tazione ambi­en­tale strate­gi­ca, in prat­i­ca la ver­i­fi­ca di tut­ti gli impat­ti sul ter­ri­to­rio non solo per l’im­me­di­a­to ma anche a lun­go ter­mine. «Cioè, in sostan­za, lo stru­men­to che val­u­ta la reale sosteni­bil­ità del­l’in­fra­strut­tura; il Cipe si limi­ta a riferire il parere pos­i­ti­vo del­la com­mis­sione Via (Val­u­tazione di impat­to ambi­en­tale), non suf­fi­ciente per le opere nel Pgtl». Il sec­on­do rilie­vo riguar­da la dis­par­ità di atteggia­men­to rispet­to alle pre­scrizioni richi­este dalle regioni inter­es­sate dal­la trat­ta, Lom­bar­dia e Vene­to. «Per la Lom­bar­dia ven­gono pun­tu­al­iz­zate le osser­vazioni al pun­to che il Cipe fa rifer­i­men­to ad inter­ven­ti speci­fi­ci come la gal­le­ria di Lona­to (Bs)», rib­adisce la com­po­nente dei comi­tati anti Tav; «del Vene­to ci si limi­ta alla dichiarazione gener­i­ca che dice che la Regione “si è espres­sa pos­i­ti­va­mente sul prog­et­to con pre­scrizioni”». «Ma queste pre­scrizioni quali sono? Forse la tutela del san­tu­ario e del laghet­to del Frassi­no sono meno impor­tan­ti del­la gal­le­ria di Lona­to? A meno che il que­si­to non deb­ba essere pos­to alla Regione, per capire quali sono le pre­scrizioni che ha dato, se le ha date, alla Tav. Quan­do il cantiere del­l’au­tostra­da Milano-Venezia è arriva­to nel ter­ri­to­rio del Frassi­no, ci sono volu­ti mesi per super­are il prob­le­ma del­l’ac­qua; e qui la lin­ea fer­roviaria dovrebbe addirit­tura pas­sare sot­to. La realtà è che non si ha la più pal­l­i­da idea del dis­as­tro che si pro­dur­rebbe e anco­ra ci si osti­na a non con­sid­er­are lo sposta­men­to a sud del trac­cia­to». Pro­prio le con­seguen­ze del cantiere sono ogget­to del ter­zo rilie­vo, che toc­ca i 384 mil­ioni di euro sta­bil­i­ti dal Cipe «a tito­lo di oneri per opere e mis­ure com­pen­sative del­l’im­pat­to ter­ri­to­ri­ale e sociale». «384 mil­ioni di euro per l’im­pat­to sociale e ambi­en­tale: non è molto se si pen­sa che ques­ta cifra include tut­to quel che riguar­da i 112 chilometri di trac­cia­to da Milano-Venezia, dagli espro­pri in avan­ti; non mi pare che si pos­sa real­is­ti­ca­mente pen­sare alla pos­si­bil­ità di tute­lare aree e siti par­ti­co­lari come, appun­to, quel­li di ques­ta zona a com­in­cia­re dal san­tu­ario e laghet­to del Frassi­no». «Per questo con­tin­uer­e­mo la nos­tra battaglia, con il ricor­so al Con­siglio di Sta­to; e ci auguri­amo», con­clude la Richel­li, «che i nuovi ammin­is­tra­tori locali che usci­ran­no dalle elezioni vogliano impeg­nar­si per impedire il totale stravol­gi­men­to del nos­tro ter­ri­to­rio e del­la sua economia».

Parole chiave: