Traghetti: abbonamenti a costi ridotti grazie alla Provincia. Lavori sulla Gardesana: l’impresa riceverà 40 milioni per ogni giorno di anticipo

«Tunnel pronto a metà luglio»

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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Ese­cuzione del­la gal­le­ria da Riva ver­so Limone, per­cor­ri­bile entro fine luglio; pos­si­bil­ità di tran­si­to sul­la vec­chia Garde­sana durante le feste di Pasqua e poten­zi­a­men­to del servizio di traghet­ti. Tre certezze (o qua­si) cui si aggiun­gono un paio di inter­rog­a­tivi: che fine faran­no i 100 mila metri cubi di mate­ri­ale asportati dal­la Roc­chet­ta per la costruzione del tun­nel? Quale impat­to avrà il pas­sag­gio di decine (o, forse, centi­na­ia) di camion ogni giorno per qualche mese? Questi i pun­ti affrontati nel Con­siglio comu­nale stra­or­di­nario, con­vo­ca­to l’al­tra sera, a Limone, dal sin­da­co Bat­tista Mar­tinel­li. Ecco le novità. NUOVA GALLERIA . Sarà tran­sitabile dal 31 luglio, ma la data potrebbe essere antic­i­pa­ta. Infat­ti, la dit­ta che eseguirà le opere potrà incam­er­are un pre­mio di 40 mil­ioni per ogni giorno di anticipo nel­l’ul­ti­mazione dei lavori: pre­sum­i­bil­mente un paio di set­ti­mane. Il tun­nel par­tirà appe­na a sud di Riva, a poca dis­tan­za dal­la vec­chia stra­da per la Val di Ledro, e sarà lun­go 960 metri, cui si aggiunger­an­no altri 100 metri all’inizio e alla fine, per gli imboc­chi. La foratu­ra del monte dur­erà dal 1 mar­zo al 15 giug­no. Per quest’es­tate fun­zion­erà un impianto provvi­so­rio di areazione e illu­mi­nazione. Non sono pre­visti intop­pi di carat­tere geo­logi­co: falde acquifere di par­ti­co­lari entità o fes­sur­azioni. «Nel­l’ese­cuzione del­l’­opera — ha chiar­i­to Mar­tinel­li — ci sarà qualche dif­fi­coltà nel­la fase iniziale. Dopo i pri­mi 20 giorni, si pro­ced­erà, avan­zan­do al rit­mo di 21 metri al giorno, come da pre­vi­sione. Per scar­dinare la roc­cia ver­ran­no usate micro­cariche di esplo­si­vo. Pas­sa­ta l’es­tate, attorno alla gal­le­ria si tornerà a lavo­rare, anzi, la cifra mag­giore (45 mil­iar­di su 75) riguarderà pro­prio le opere di fini­tu­ra. «Servi­ran­no altri due anni in cui dovre­mo sop­portare sac­ri­fi­ci, in inver­no — ha con­tin­u­a­to il sin­da­co — poi il prob­le­ma sarà risolto in eter­no dal con­fine trenti­no in su». VECCHIA GARDESANA . È chiusa alla Roc­chet­ta e, a Limone, chiedono l’aper­tu­ra per Pasqua, ma anche dopo. L’ex sin­da­co Gui­do Tosi ha doman­dan­do anche di «appro­fondire il dis­cor­so rel­a­ti­vo ai dan­ni che si stan­no suben­do. I costi per le aziende lievi­tano e dob­bi­amo stu­di­are even­tu­ali pos­si­bil­ità di sosteg­no e aiu­to». I geolo­gi bres­ciani e tren­ti­ni, cui — ha det­to Mar­tinel­li — si sono aggiun­ti esper­ti in frane a liv­el­lo mon­di­ale, era­no sul luo­go ieri (saba­to) e ci torner­an­no domani (lunedì). Pare chiaro che i tren­ti­ni non pos­sano fornire assi­cu­razioni uffi­ciali sul­l’aper­tu­ra del­la stra­da, dato che potreb­bero mat­u­rare osta­coli impre­visti. L’even­tuale chiusura del­la statale (dopo che ne fos­se sta­ta garan­ti­ta la per­cor­ri­bil­ità) potrebbe fare scattare denunce per man­cati guadag­ni, e nes­suno — ovvi­a­mente — le gradisce. C’è, comunque, la sen­sazione che le mac­chine passer­an­no per le feste di Pasqua, pur con tutte le pre­cauzioni: a traf­fi­co alter­na­to e in peri­o­di lim­i­tati. «Ma se si pas­sa a Pasqua, per­ché non si può pas­sare anche dopo?» si chiede qual­cuno. Qualche rag­guaglio è sta­to offer­to anche in mer­i­to alla frana di Nanzel (sud di Limone): «Se piove, bisogna chi­ud­ere. Il mate­ri­ale è argilloso e si com­pat­ta, per poi cadere», ha spie­ga­to Mar­tinel­li, pre­cisan­do che «la prossi­ma set­ti­mana la stra­da resterà chiusa com­ple­ta­mente per 2–3 giorni, ma per il 18 feb­braio la parete del­la mon­tagna sarà puli­ta». A quel pun­to saran­no mes­si in opera i para­mas­si con le reti e la con­dizione di sicurez­za sarà garan­ti­ta. Quin­di si met­terà mano alla car­reg­gia­ta. È prob­a­bile che il tran­si­to sia con­sen­ti­to per l’in­tera gior­na­ta entro fine mese. TRAGHETTI . Chic­co Risat­ti (vicesin­da­co e pres­i­dente del Con­sorzio Riv­iera dei Limoni) si è reca­to in Regione, con l’asses­sore provin­ciale Vig­ilio Bet­tin­soli e alti fun­zionari del­la (c’era il diret­tore Mar­cel­lo Cop­po­la). Ha fat­to pre­sente l’im­mi­nen­za del­la sta­gione che, a Limone, reg­istr­erà la pre­sen­za di qualche deci­na di bus già il 12 mar­zo. Qualche deci­sione è mat­u­ra­ta. Dal­la metà del mese prossi­mo saran­no tre i traghet­ti in servizio sul­la trat­ta Limone-Riva, due dei quali in gra­do di trasportare bus e camion. Si aggiunger­an­no gli altri due traghet­ti, che effet­tuano il con­sue­to servizio, e due bat­tel­li. Rien­tra­ta la polem­i­ca dei giorni scor­si con la Nav­i­gar­da, è sta­to ottenu­to un con­trib­u­to dal­la Provin­cia di Bres­cia (60 mil­ioni), per abbat­tere i costi di abbona­men­to dei lavo­ra­tori: si pun­ta a uno scon­to del 50%. Un doc­u­men­to con­clu­si­vo, che chiede «ven­ga assi­cu­ra­ta la sia pure a finestre orarie durante il peri­o­do pasquale ed oltre», è sta­to approva­to all’u­na­nim­ità dal Con­siglio comu­nale limonese. LO SCAVO . Dove ver­rà trasporta­to il mate­ri­ale (si par­la di cir­ca 100.000 metri cubi) che ver­rà asporta­to dal­la Roc­chet­ta per costru­ire la nuo­va gal­le­ria? La sol­lecitazione ad affrontare l’ar­go­men­to è giun­ta da Vit­to­rio Girar­di (Lega nord). «Finirà davvero a Cam­pi­one?» ha chiesto, «o quali altre strade pren­derà? Nascer­an­no prob­le­mi per il tran­si­to dei camion attra­ver­so Limone»? L’ar­go­men­to, accen­na­to anche nel­la riu­nione degli oper­a­tori eco­nomi­ci del­la set­ti­mana scor­sa, ave­va cre­ato qualche malu­more ed anche la minac­cia di dimis­sioni da parte di qual­cuno. Girar­di ha ripro­pos­to la ques­tione. Mar­tinel­li ha rib­a­di­to che «Tren­to si impeg­na a spendere 75 mil­iar­di per venire incon­tro soprat­tut­to alle esi­gen­ze bres­ciane. Ho la sen­sazione che ci abbiano volu­to in qualche modo coin­vol­gere, per­ché anche Bres­cia fac­cia la sua parte. I tren­ti­ni non inten­dono con­sen­tire lo scari­co del mate­ri­ale a lago. Si aggiun­ga che l’u­ni­co luo­go dove potreb­bero trasportar­lo è Pietra­mu­ra­ta, con i camion (potreb­bero essere da 100 a 200 al giorno) che passereb­bero per Riva e Arco. Non ci pen­sano nep­pure. Forse, una parte del mate­ri­ale potrà essere uti­liz­za­ta a Riva, dove vogliono allargare la scogliera tra la casa can­toniera e il pon­tile del traghet­to. Il prob­le­ma del­la col­lo­cazione del mate­ri­ale si spos­ta, così, da noi e il palli­no pas­sa adesso alla Regione». Mar­tinel­li ha ripetu­to che la soluzione otti­male sarebbe di scari­care tut­to nel lago, ma per­mane l’ipote­si di trasportare il mate­ri­ale a Cam­pi­one, che è in comune di Tremo­sine. Nul­la di cer­to, ma nel­l’in­con­tro prece­dente si era accen­na­to a un depos­i­to alle spalle del­la frazione di Tremo­sine, un tem­po vil­lag­gio operaio, oggi con un futuro sporti­vo e tur­is­ti­co. Ver­rebbe real­iz­za­ta una sor­ta di val­lo, in un luo­go in cui la mon­tagna scar­i­ca ogni tan­to ter­ric­cio e pietrame.

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