Il «Tre Stelle» intitolato all’ex presidente dell’Ac

Tutta Desenzanoallo stadio Ghizzi

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Da saba­to scor­so lo sta­dio comu­nale delle Tre Stelle, il mag­giore e più mod­er­no di Desen­zano, por­ta il nome di Francesco Ghizzi, «el Traì». Il nome di un desen­zanese gen­uino, trasci­na­tore e vul­cani­co, che pres­i­dente del cal­cio Desen­zano per quindi­ci anni, capace di far­gli vin­cere una Cop­pa Lom­bar­dia e il pri­mo stori­co ingres­so in Pro­mozione nel 1966. Sen­za dimen­ti­care che «el Traì» era sta­to anche seg­re­tario del­lo Sci Club e orga­niz­za­tore dei Giochi del­la Gioven­tù nel 1969.È sta­to deciso che lo sta­dio por­tasse il suo nome, infine, per­ché Ghizzi, pri­ma imp­ie­ga­to all’ufficio tec­ni­co comu­nale, poi uffi­ciale d’anagrafe, è sta­to uno di quei desen­zane­si «de soca» che rester­an­no indi­men­ti­ca­bili nel­la sto­ria popo­lare del paese, per quel suo modo sbriga­ti­vo di risol­vere i prob­le­mi, mag­a­ri rimet­ten­do­ci sol­di di tas­ca sua, o di scon­trar­si con i suoi superiori.A ren­dere omag­gio alla memo­ria di Ghizzi saba­to pomerig­gio, sot­to un cielo plumbeo, c’erano tan­ti suoi ami­ci, come Adri­ano Bertazzi, don Flavio, Tul­lio Fer­ro, lo stes­so sin­da­co Cino Anel­li, ed ex gio­ca­tori di quel­lo splen­di­do «undi­ci» che regalò alla cit­tà garde­sana la stor­i­ca pro­mozione, sen­za spon­sor e sen­za aiu­ti. Attorno a Car­la, la moglie rimas­ta presto vedo­va del suo Francesco nel 1983 ad appe­na 50 anni, i figli Flavio e Lau­ra, si sono stret­ti in tan­ti, gio­vani e meno gio­vani, perfi­no una molti­tu­dine di bam­bi­ni accor­si per la fes­ta di San­ta Lucia al rit­mo del­la fan­fara dei .Men­tre su uno scher­mo scor­re­vano alcune immag­i­ni delle imp­rese calcis­tiche del­la squadra degli anni Ses­san­ta e di vita del­lo stes­so Traì, sono inter­venu­ti il pres­i­dente del­la Pro Desen­zano, , il sin­da­co Anel­li, il gior­nal­ista e scrit­tore Tul­lio Fer­ro e il par­ro­co don Flavio, che a Desen­zano man­ca­va dal lon­tano 1963 e che è tor­na­to appos­ta. Anel­li ha ringrazi­a­to Adri­ano Bertazzi per la richi­es­ta di inti­to­lare lo sta­dio alla figu­ra di Ghizzi, di cui ha riper­cor­so le tappe pro­fes­sion­ali ed umane con alcu­ni aned­doti, indi­can­do­lo come «uomo sem­plice, vivace e di gran­dis­si­ma bon­tà e disponi­bil­ità». Don Flavio ha ram­men­ta­to di come imparò il dialet­to bres­ciano gra­zie al Traì, «uomo innamora­to del­la vita, del­la famiglia, del­la gius­tizia, tuffatosi nel mon­do del­lo sport per aiutare i ragazzi».Poi il momen­to più emozio­nante per i famigliari di Ghizzi: lo sco­pri­men­to del­la tar­ga e il lun­go sen­ti­to applau­so del pub­bli­co. La ser­a­ta si è con­clusa con la fes­ta di S. Lucia. [FIRMA]