Intoppi nella procedura per la realizzazione del centro sportivo di Gaino, la frazione collinare di Toscolano Maderno.

Tutto da rifare per il Centro sportivo: il vincitore si è ritirato

Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Intop­pi nel­la pro­ce­du­ra per la real­iz­zazione del cen­tro sporti­vo di Gaino, la frazione col­linare di Toscolano Mader­no. «Il vinci­tore del­la gara si è riti­ra­to, e il sec­on­do clas­si­fi­ca­to non ha le carte in rego­la — ha det­to il sin­da­co Pao­lo Ele­na, che gui­da il Polo -. Dovre­mo ripar­tire. Chiederò all’Uf­fi­cio tec­ni­co del comune di redi­gere un prog­et­to pre­lim­inare. Dopodichè torner­e­mo a Gaino, a pre­sen­tar­lo alla popo­lazione. Il cen­tro sporti­vo deve piacere a tut­ti. Aggiun­go che la legge Mer­loni di fine luglio impone di rispettare deter­mi­nate for­mal­ità». Per evitare che la frazione diven­ti un dor­mi­to­rio (esiste un solo bar, in mez­zo a tan­ti appar­ta­men­ti), «dob­bi­amo puntare sul­la nuo­va inizia­ti­va: è il prez­zo minore da pagare — ave­va det­to a suo tem­po Ele­na -. Il munici­pio è pro­pri­etario di un’area di 20 mila metri qua­drati, incol­ta da anni. La met­ter­e­mo a dis­po­sizione dei pri­vati, i quali costru­iran­no l’impianto e lo gesti­ran­no per 25–30 anni. Alla fine, il tut­to passerà in pro­pri­età all’ente pub­bli­co». Questo l’e­len­co delle opere: due campi di cal­cio (uno in ter­ra bat­tuta, da undi­ci, sul quale potrà accedere qual­cu­na delle sette squadre gio­vanili del Toscolano, vis­to che lo sta­dio «Ugo Locatel­li» in via Reli­gione deve fare gli stra­or­di­nari, l’al­tro in mate­ri­ale sin­teti­co per il cal­cet­to), gli spoglia­toi, i servizi e l’in­fer­me­ria, il chiosco con ris­torante, bar, pizze­ria e sala riu­nioni, la pias­tra per la sagra esti­va (nel peri­o­do restante ver­rà adibi­ta a parcheg­gio e a ret­tan­go­lo-bas­ket o pallavo­lo). E anco­ra, il par­co giochi ris­er­va­to ai bam­bi­ni, almeno due ten­nis e uno di boc­ce, la palestra per il fit­ness, l’al­log­gio del cus­tode, la pisci­na (non anco­ra deciso se puntare su una all’aper­to o su una cop­er­ta, in ogni caso dovrà avere almeno una pro­fon­dità di quat­tro metri e mez­zo, in modo da con­sen­tire l’ef­fet­tuazione di cor­si per sub), l’abitazione del cus­tode. Vol­ume­tria 6 mila metri cubi. Un inves­ti­men­to da 5 mil­iar­di. Con pos­si­bil­ità di costru­ire anche un alber­go da 25 stanze, per il quale è comunque indis­pens­abile una vari­ante. Un’­op­er­azione non con­di­visa da tut­ti, a causa del­l’im­pat­to ambi­en­tale. Un ulte­ri­ore nodo da risol­vere riguar­da la stra­da che sale dal­la 45 bis, in cer­ti pun­ti molto stret­ta e tor­tu­osa. Suc­ces­si­va­mente è sta­to pre­dis­pos­to un ban­do. Alla gara han­no parte­ci­pa­to due grup­pi, e una com­mis­sione ha attribuito i pun­teg­gi in base a numerosi para­metri: il val­ore tec­ni­co ed esteti­co, i mate­ri­ali usati, i tem­pi di ese­cuzione, la dura­ta del­la ges­tione (25, 30 anni o un peri­o­do dif­fer­ente?), ecc. Ma alla fine il vinci­tore ha get­ta­to la spugna, e l’al­tro è sta­to esclu­so. Bisogna ricom­in­cia­re da capo, quin­di. Il cen­trosin­is­tra (l’ex sin­da­co Sil­vano Boni, Gior­gio Pip­pa, Daniela Vas­sali­ni) e l’am­bi­en­tal­ista Cristi­na Milani han­no abban­do­na­to l’aula pri­ma che il sin­da­co par­lasse. «Noi ave­va­mo chiesto la con­vo­cazione del con­siglio per dis­cutere del­l’ar­go­men­to — han­no scrit­to i quat­tro al Prefet­to e al Difen­sore civi­co -. Il sin­da­co rispon­de­va che, agli atti, non esiste un prog­et­to pre­lim­inare. E allo­ra, quel­lo approva­to in aprile, redat­to dal­l’ing. Gio­van­ni Fior, per un ammontare di 5 mil­iar­di e 535 milioni?».