La Navigarda effettuerà un nuovo servizio: condurrà i passeggeri a visitare il palazzo in stile neogotico-veneziano, proprietà dei Cavazza

Un battello per l’isola del Garda

Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Una nave per l’, nota anche come . La , soci­età gov­er­na­ti­va di per le acque interne, effettuerà a par­tire dal 2 mag­gio e fino al 30 set­tem­bre, un col­lega­men­to con l’isola di pro­pri­età del­la famiglia Cavaz­za. «Il servizio sarà effet­tua­to il lunedì, mer­coledì e ven­erdì con parten­za dal por­to di Gar­da alle 9.45 e rien­tro alle 13», antic­i­pa l’ingegnere Mar­cel­lo Cop­po­la diret­tore di Nav­i­gar­da. «A trasportare i passeg­geri, non più di cinquan­ta per vol­ta, sarà il moto­scafo San Giulio, una pic­co­la moton­ave fino all’anno scor­so in servizio sul lago Mag­giore». Il cos­to del bigli­et­to, com­pren­si­vo del­la visi­ta gui­da­ta all’isola che sorge in acque bres­ciane, sarà di 29 euro. Una novità per Nav­i­gar­da, che nel 2004 ha trasporta­to sul Benà­co 2 mil­ioni 180mila passeg­geri con­fer­man­do i numeri dell’anno prece­dente. L’isola del Gar­da, come si sco­pre leggen­do un vol­umet­to fres­co di stam­pa scrit­to da Alber­ta Cavaz­za e Pier­lui­gi Maz­zol­di, fu abi­ta­ta fin dai tem­pi preis­tori­ci. Nel 1221 l’imperatore Fed­eri­co di Sve­via (1194–1250) diede l’isola in ben­efi­cio al nobile Biemi­no di Maner­ba, che la con­cesse, sec­on­do tradizione, a San Francesco d’Assisi. Qui il san­to vi cos­ti­tuì un pic­co­lo romi­to­rio, che un decen­nio più tar­di ospitò anche Sant’Antonio da Pado­va. Nel 1442 San Bernardi­no da Siena volle vis­itare l’isola e trac­ciò il dis­eg­no del vero con­ven­to. Si dice che anche Dante abbia sog­gior­na­to sull’isola, men­tre alla fine del Set­te­cen­to il con­ven­to venne sop­pres­so per pas­sare nel 1798 al pub­bli­co demanio diven­tan­do rifu­gio di mal­viven­ti. Poi l’isola venne acquis­ta­ta dal­la famiglia Con­ter di Salò, che nel 1803 la cedette ai fratel­li Benedet­ti di Portese. Nel 1806 fu com­pra­ta dai Fioren­ti­ni di e nel 1817 dal con­te Lui­gi Lechi di Bres­cia che nel 1837 cedette la pro­pri­età al gen­erale Teodoro, pri­ma che l’isola pas­sasse al Gov­er­no, che la for­ti­ficò. Nel 1870 il duca Gae­tano De Fer­rari di Gen­o­va, con la moglie Maria Annenkoff, figlia adot­ti­va dell’imperatore di Rus­sia, restau­rò l’isola, abbel­lì il gia­rdi­no e sos­ti­tuì la vil­la Lechi con un grande palaz­zo in stile neogoti­co-veneziano. I De Fer­rari las­cia­rono l’isola in ered­ità alla figlia Anna Maria, che nel 1924 scom­parve nei gorghi del . La vil­la passò alla figlia Livia, sposa del con­te Alessan­dro Cavaz­za di Bologna dal quale nac­quero tre figli (, Emilio, Camil­lo). Durante la sec­on­da guer­ra mon­di­ale, nel 1944, la famiglia di Mus­soli­ni, si riunì nel­la cap­pel­la dell’isola per cel­e­brare la mes­sa di . Alla fine del con­flit­to il coman­dante del­la Quin­ta arma­ta amer­i­cana Lucian King Truscott trasferì sull’isolotto il quartiere gen­erale. L’isola del Gar­da è ora di pro­pri­età dei figli di Camil­lo Cavazza.