Per ciascuna zona omogenea vengono fissati i limiti massimi della rumorosità

Un piano per mettere il silenziatore alla città

14/02/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Si chia­ma piano di zoniz­zazione acus­ti­ca, è sta­to appe­na approva­to in com­mis­sione urban­is­ti­ca ed andrà all’ap­provazione del con­siglio comu­nale fra un paio di set­ti­mane. Si trat­ta di questo: una soci­età spe­cial­iz­za­ta tori­nese ha esam­i­na­to, stra­da per stra­da, tut­to il ter­ri­to­rio comu­nale; ha stu­di­a­to i flus­si di traf­fi­co esisten­ti e futuri; ha ril­e­va­to l’u­bi­cazione delle indus­trie, dei capan­noni arti­gianali, dei bar e delle orchestrine che suo­nano all’aper­to, ed infine ha divi­so la cit­tà in zone omo­ge­nee, entro le quali è sta­bili­ta una soglia mas­si­ma di rumor­osità toller­a­bile. Il piano pre­sen­ta­to dal­l’asses­sore Mosan­er (avrebbe dovu­to esser­ci anche Mari­no, ma è sta­to imped­i­to all’ul­ti­mo momen­to), rap­p­re­sen­ta il prodot­to di un lun­go lavoro.L’avvio del­lo stu­dio risale al ’93, quan­do è sta­to imposta­to il piano rego­la­tore gen­erale che sta arrivan­do (forse) all’ap­provazione in questi mesi. Allo­ra sono sta­ti indi­vid­uati 37 pun­ti dov’è sta­ta effet­tua­ta una ril­e­vazione del rumore, in gior­nate ed orari diver­si. Negli stes­si pun­ti i ril­e­va­men­ti sono sta­ti ripetu­ti nel­l’aprile 2000. Le con­clu­sioni evi­den­ziano che: 1) è il traf­fi­co ad incidere sui liv­el­li di inquina­men­to acus­ti­co del ter­ri­to­rio; 2) l’in­quina­men­to acus­ti­co a dis­tan­za di sette anni è aumen­ta­to dap­per­tut­to; 3) gli inse­di­a­men­ti pro­dut­tivi non prospet­tano par­ti­co­lari problemi.Per il cen­tro stori­co, la rumor­osità ril­e­va­ta al por­to ed in Roc­ca è supe­ri­ore alla soglia solo nelle ore not­turne. A San Nicolò i val­ori non scen­dono mai al di sot­to dei 65 deci­bel a causa del sovrap­por­si del traf­fi­co e del fis­chio del depu­ra­tore: si trat­ta di un’area ad alto inquina­men­to. Nei viali otto­cen­teschi la col­pa è solo del traf­fi­co: in viale Pilati sono state ril­e­vate punte di 1584 veicoli leg­geri e 576 moto­ci­cli in un’o­ra: i liv­el­li diurni sono sem­pre intorno al 60 deci­bel. La cartiera del Gar­da è inten­zion­a­ta a poten­ziare lo scher­mo ver­so ovest: con­tat­ti in tal sen­so sono già sta­ti avviati con l’am­min­is­trazione comu­nale. L’in­cro­cio di largo Invi­o­la­ta, dove si sovrap­pon­gono i flus­si di traf­fi­co del­la ledrense e del­la 45 bis (in tem­pi nor­mali: non val­go­no le inter­ruzioni da frana) è il pun­to più tor­men­ta­to del­la cit­tà: mai al di sot­to dei 60 deci­bel nem­meno di notte, con punte a 76. C’è poco da stare alle­gri anche lun­go la Riva-Arco all’al­tez­za del sot­topas­so del tor­rente Varone: con pic­chi di 900 veicoli l’o­ra e 252 moto, si sono reg­is­trate punte di 72 deci­bel di giorno e 64 di notte. Fra i pun­ti dove c’è mag­gior rumore anche viale Madruz­zo, all’al­tez­za del Bar Roma, intorno a quo­ta 70; di poco infe­ri­ore l’in­cro­cio del rione Degasperi. Il fat­to che siano sta­ti ril­e­vati val­ori alti anche all’al­tez­za del semaforo all’in­cro­cio del­la provin­ciale 118, e quin­di qua­si in cam­pagna, sta ad indi­care pro­prio l’in­ci­den­za delle scelte del piano del traf­fi­co sul­la vivi­bil­ità com­p­lessi­va. Un altro pun­to dove il rumore è molto alto è l’in­cro­cio fra la stra­da per Varone e la ledrense: i val­ori sono sem­pre supe­ri­ori a 65, con punte di 74 (il pas­sag­gio di un’ ambu­lan­za ha fat­to schiz­zare a 68 l’indice dei deci­bel). Il piano, una vol­ta approva­to, diver­rà lo stru­men­to con cui il comune potrà imporre un abbas­sa­men­to del­la soglia del rumore. I ril­e­va­men­ti dovran­no essere ripetu­ti a sca­den­ze fisse anche per ver­i­fi­care le ricadute dei provved­i­men­ti adot­tati. Un esem­pio è la roton­da del­l’In­vi­o­la­ta: più flu­id­ità vuol dire meno danni.