Dopo le ripetute proteste dei cittadini la Giunta ha approvato i lavori di sanificazione sul pozzo di Vaccarolo. Il Comune investe oltre 400 mila euro per eliminare l’acqua ferruginosa

Un potabilizzatore anti polemica

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

L’incubo dell’acqua «sporca» a Vac­caro­lo e a San Pietro tra un paio di mesi potrebbe essere solo un lon­tano ricor­do. La Giun­ta Pien­az­za ha infat­ti approva­to il prog­et­to esec­u­ti­vo per la costruzione del nuo­vo impianto di trat­ta­men­to di acqua attin­ta dal poz­zo Vac­caro­lo Nuo­vo. Impianto che depur­erà l’acquedotto fun­zionale alle due frazioni desen­zane­si. abbat­ten­do, gra­zie ad apposi­ti fil­tri, l’alta con­cen­trazione di fer­ro e man­ganese. L’importo com­p­lessi­vo dell’intervento si aggi­ra attorno ai 415mila euro, finanziati per intero dal Comune. L’obiettivo prin­ci­pale del nuo­vo impianto, mes­so a pun­to dall’Ufficio Tec­ni­co dell’Azienda , è quel­lo di abbat­tere la pre­sen­za di fer­ro che tan­ti guai e dis­a­gi ha provo­ca­to agli abi­tan­ti di Vac­caro­lo e San Pietro. I dis­a­gi idri­ci vis­su­ti quest’estate nel­la cit­tad­i­na lacus­tre han­no dato luo­go ad un mare di polemiche, esplose tra la Lega Nord e la giun­ta Pien­az­za, accusa­ta dal capogrup­po del Car­roc­cio, Rino Pol­loni, di «Non aver man­tenu­to gli impeg­ni pre­si, di aver sottaci­u­to le ripetute sol­lecitazioni sul prob­le­ma arrivate dall’Asl di Bres­cia fin dal 2002». Accuse sem­pre respinte dall’assessore ai lavori pub­bli­ci Rudy Bertoni e dal­lo stes­so sin­da­co Fioren­zo Pien­az­za. Una polem­i­ca che pro­prio l’altro giorno ha reg­is­tra­to (forse) l’ultima coda. I Ds di Desen­zano han­no invi­a­to ai gior­nali locali una dura e pepa­ta crit­i­ca all’indirizzo di Pol­loni, accu­san­do­lo di «Soll­e­vare polveroni». A sua vol­ta, il capogrup­po leghista ha repli­ca­to soste­nen­do che la sua «Battaglia è sta­ta con­dot­ta per tute­lare gli abi­tan­ti, costret­ti a bere acqua imbe­vi­bile e sporca ed a pagare anche la bol­let­ta», aggiun­gen­do infine che «il Comune avrebbe dovu­to inter­venire già da anni». Ma con il prog­et­to già approva­to le polemiche dovreb­bero ter­minare. I lavori riguardano la real­iz­zazione di una strut­tura inter­ra­ta di 31,50 metri di lunghez­za ed un’altezza di 3 metri e 70, quin­di la costruzione dell’impianto di pota­bi­liz­zazione con una vas­ca di lavag­gio fil­tri, un locale fil­tri e pompe. La por­ta­ta mas­si­ma sarà di 12 litri al sec­on­do, la pro­fon­dità al liv­el­lo del­la fal­da sarà di –47 metri, infine la capac­ità del­la vas­ca di accu­mu­lo sarà di 300 metri cubi. Il nuo­vo poz­zo, si dice­va, eli­m­inirà i dis­a­gi e l’inquinamento (non bat­te­ri­o­logi­co) di parte dell’acquedotto di Vac­caro­lo e San Pietro. Per esem­pio, la durez­za dell’acqua ha rag­giun­to tal­vol­ta la pun­ta di 42° F. (il val­ore mas­si­mo con­siglia­to è 50 °F) e questo para­metro ha cre­ato prob­le­mi di deposi­ti e incrostazioni nel­la rete di dis­tribuzione. Il fer­ro e il man­ganese han­no spes­so rag­giun­to liv­el­li di allarme, ma sen­za mai toc­care la soglia di ris­chio per la salute umana. Inoltre, come già rib­a­di­to più volte dall’Asl di Bres­cia anche nel cor­so di una con­feren­za stam­pa tenu­tasi giorni fa nel dis­tret­to di Salò, l’acquedotto di Vac­caro­lo non ha mai pre­sen­ta­to con­t­a­m­i­nazioni bat­te­ri­o­logiche o di altre sostanze. Infat­ti tra i res­i­den­ti non si sono reg­is­trate for­tu­nata­mente casi di intossi­cazione. Anche se, in ogni caso, l’acqua che tut­to­ra sgor­ga dal malanda­to poz­zo di Vac­caro­lo non è cer­to adat­ta per cure diuretiche.

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