Cuoco salodiano a Villa Madama per la gola di D’Alema e del re del Marocco in visita in Italia.

Un salodiano il cuoco di Villa Madama

20/04/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Silvia Musesti

Cuo­co salo­di­ano a Vil­la Madama per la gola di D’Alema e del re del Maroc­co in visi­ta in Italia. Cer­ta­mente tut­to ciò è avvenu­to poco pri­ma del­la sca­den­za elet­torale, quan­do il pre­mier non pote­va cer­ta­mente pre­sa­gire il rib­al­ta­men­to delle forze in cam­po. Ma abban­do­niamo al più presto la breve cor­nice polit­i­ca per par­lare di cuci­na, di cuci­na d’alto liv­el­lo. Per Dal Bon è un momen­to par­ti­co­lar­mente favorev­ole. Dopo aver pre­sen­ta­to un piat­to bres­ciano al pro­gram­ma tele­vi­si­vo del­la Rai Domeni­ca in…, Ange­lo Dal Bon, pro­pri­etario di uno dei migliori ris­toran­ti salo­di­ani, «La Cam­pag­no­la», è sta­to, come dice­va­mo, uno dei cuochi che han­no prepara­to il pran­zo del rice­vi­men­to di Vil­la Madama in onore del sovra­no del Paese maghre­bi­no, Mohammed VI. A chia­mar­lo è sta­to il noto chef Gian­fran­co Vis­sani, che abit­ual­mente cuci­na per i convi­ti di D’Alema. La sug­ges­ti­va Vil­la di Roma. che ha fat­to da quin­ta scenografi­ca al rice­vi­men­to — e che non è da non con­fondere con Palaz­zo Madama — è ispi­ra­ta a un dis­eg­no di Raf­fael­lo ed è sit­u­a­ta nei pres­si del­lo Sta­dio Olimpi­co. È uti­liz­za­ta solo per i rice­vi­men­ti ed ha ospi­ta­to, per l’occasione, ottan­ta­quat­tro per­sone. Il servizio ha richiesto, oltre a quat­tro cuochi, anche sedi­ci camerieri e sei som­me­liers. Il pran­zo «fru­gale» — per lo scar­so tem­po a dis­po­sizione degli ospi­ti impeg­nati in diver­si appun­ta­men­ti uffi­ciali — è con­sis­ti­to in un antipas­to a base di zup­pa di aspara­gi ed un «torti­no di ciliegie» (che sareb­bero i pomodor­i­ni sicil­iani det­ti «ciliegi­na», caramel­lati e con­di­ti con olio di oli­va del Gar­da); come pri­mo piat­to è sta­to prepara­to un «risot­to con le spug­nole», e per sec­on­do delle «rosette di vitel­lo», preparate con tartu­fo nero e miele. «Mimosa di castagne» è il nome del dessert: mar­ron glacé con­di­ti con sal­sa di sedano e pomodoro. Ange­lo Dal Bon ha por­ta­to anche in Amer­i­ca la cuci­na bres­ciana, cuci­nan­do a New York per la «James Bird Foun­da­tion». È, inoltre, uno dei prin­ci­pali orga­niz­za­tori del­la «Salò­Golosa», un per­cor­so enogas­tro­nom­i­co-cul­tur­ale che ha avu­to la sua pri­ma edi­zione nel ’99 e che vuole dif­fondere e val­oriz­zare cibi e vini locali in un itin­er­ario fra le strade e i vicoli del cen­tro salo­di­ano. Il suc­ces­so del­lo scor­so anno ha por­ta­to gli orga­niz­za­tori a ripetere l’esperienza e pos­si­amo già annun­cia­re che il prossi­mo 25 mag­gio si ter­rà la sec­on­da edi­zione del­la «Salò­Golosa», un appun­ta­men­to des­ti­na­to a crescere notevolmente.