Pienone negli alberghi. L'ospite «tipo» oscilla tra i 50 e i 70 anni e parla inglese

Un settembre d’oro dopo le «magre» di luglio

21/09/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Bas­ta guardare in stra­da o affac­cia­r­si ai pub­bli­ci locali. C’è il pienone. In bar­ba al tem­po — che negli ulti­mi giorni è sta­to capric­cioso — il movi­men­to tur­is­ti­co di questo set­tem­bre ormai avan­za­to è notevolis­si­mo. E para­dos­salmente, come ben spie­ga il pres­i­dente del­l’Apt Enio Meneghel­li, l’al­lunga­men­to del­la sta­gione altog­a­rde­sana ha avu­to tal­mente suc­ces­so, da far retro­cedere luglio (fino a dieci anni fa pun­ta di dia­mante del­la vacan­za rivana e arcense) ai ranghi di anel­lo più debole del­la catena.«E’ sta­ta una scelta vin­cente quel­la di diver­si­fi­care la nos­tra offer­ta per allun­gare l’ap­petibil­ità del­la vacan­za anche in pri­mav­era ed autun­no» — dice anco­ra Meneghel­li — «Vin­cente per­chè oltre a riem­pire le strut­ture, abbi­amo anche con­sen­ti­to alle imp­rese di pro­gram­mare la sta­bil­ità del per­son­ale. Offren­do un lavoro di dieci-dod­i­ci mesi all’an­no, gli alberghi pos­sono man­tenere alta la pro­fes­sion­al­ità. E si innesca un cir­co­lo vir­tu­oso. Per­chè più pro­fes­sion­al­ità sig­nifi­ca anche servizio migliore e quin­di ulte­ri­ore van­tag­gio nell’offerta».Ci sono dei dati? «Sì. Il pri­mo semes­tre 2001 lo abbi­amo chiu­so con un incre­men­to del 5 per cen­to delle pre­sen­ze. Ed ora riten­go che lo stes­so tra­guar­do si pos­sa rag­giun­gere anche nel sec­on­do semes­tre, nonos­tante le leg­gere fles­sioni di luglio e agos­to, ben com­pen­sate dai mesi suc­ces­sivi. Abbi­amo pen­sato che l’Al­to Gar­da è meno com­pet­i­ti­vo nei mesi più cal­di, quan­do in vacan­za ci van­no tut­ti e quan­do gli even­ti pos­sono fare ben poco per dirottare le masse. Quin­di ci siamo mossi con speci­fiche pro­mozioni enogas­tro­nomiche per quel­la che un tem­po era la sta­gione mor­ta. Olio, , uva, cuci­na in gen­erale sono state le nos­tre rampe di lan­cio. E mer­ca­to inglese tra i 50–70 anni il nos­tro tar­get pref­eren­ziale. La rispos­ta è sta­ta eccel­lente. Quest’an­no, addirit­tura, si sono aggiun­ti gli irlandesi…»Cosa si può chiedere di più? «Dob­bi­amo sem­pre stare all’er­ta. Il mer­ca­to tur­is­ti­co non con­sente pause. Con le cres­cen­ti pro­mozioni tele­vi­sive, ci sti­amo muoven­do per gli italiani».

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