Dopo la Procura, anche la Corte dei Conti ha aperto una inchiesta. L’indagine coinvolge amministratori vecchi e nuovi

Una nuova bufera sul Prg

18/02/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Il Piano rego­la­tore di Lona­to con­tin­ua ad essere al cen­tro di una com­p­lessa indagine del­la Procu­ra del­la Repub­bli­ca, riv­e­la­ta dal nos­tro gior­nale lo scor­so 7 set­tem­bre. Indagine che per il pub­bli­co min­is­tero Cesare Bona­mar­ti­ni, tito­lare del­l’inchi­es­ta, appare meritev­ole di atten­zione, a tal pun­to da far chiedere al Gip del Tri­bunale di Bres­cia una pro­ro­ga di sei mesi in con­sid­er­azione che «l’inchi­es­ta stes­sa risul­ta par­ti­co­lar­mente com­p­lessa». Inoltre, un ammin­is­tra­tore è sta­to inda­ga­to per esser­si rifi­u­ta­to di con­seg­nare all’organo di polizia giudiziaria un carteg­gio. Per entrare in pos­ses­so del doc­u­men­to, ritenu­to «deter­mi­nante» per l’inchi­es­ta, il mag­is­tra­to si è vis­to costret­to a fir­mare un decre­to di seque­stro e, con­tem­po­ranea­mente, una denun­cia per «rifi­u­to e omis­sione di atti». Ma adesso, oltre al filone penale del­l’inchi­es­ta su pre­sun­ti abusi commes­si da alcu­ni ammin­is­tra­tori del­la pas­sa­ta Giun­ta leghista Man­to­vani e da quel­la attuale di cen­trosin­is­tra, se n’è aggiun­to un altro. La Procu­ra regionale del­la Corte dei Con­ti sta infat­ti inda­gan­do su pre­sun­ti dan­ni pat­ri­mo­ni­ali che sareb­bero sta­ti commes­si sem­pre in con­seguen­za del prog­et­ta­to Piano rego­la­tore che, pur non essendo anco­ra in dirit­tura d’ar­ri­vo, sec­on­do la comu­ni­cazione di reato deposi­ta­ta alla Corte dei Con­ti, sarebbe costa­to «uno spropos­i­to tra con­sulen­ze e par­celle». Spese che, comunque, sareb­bero state sostenute sia dal­la pas­sa­ta ammin­is­trazione Man­to­vani, sia da quel­la attuale. Ovvi­a­mente, si trat­ta di un’indagine che è solo all’inizio e che dovrà chiarire se nel com­por­ta­men­to degli ammin­is­tra­tori di Lona­to vi siano respon­s­abil­ità tali da scon­finare nelle ipote­si di reato tra cui «abu­so di atti d’uf­fi­cio» e «truf­fa». A scatenare la bufera iniziale è sta­to un espos­to anon­i­mo. Sono scat­tate così le indagi­ni che han­no por­ta­to all’aper­tu­ra di un’inchi­es­ta for­male del­la Procu­ra e ad alcune prime con­clu­sioni. Sono sta­ti infat­ti coin­volti ex asses­sori di Lona­to e Cal­vagese, ex tec­ni­ci comu­nali, pro­fes­sion­isti, quin­di ammin­is­tra­tori attuali di Lona­to, in tes­ta il sin­da­co Moran­do Peri­ni, e anco­ra tec­ni­ci in servizio pres­so enti locali, e infine il prog­et­tista del Piano rego­la­tore di Lona­to. Pro­prio su quest’ul­ti­mo si sono appun­tati i mag­giori sospet­ti, in quan­to sec­on­do l’inchi­es­ta, avrebbe svolto «attiv­ità pro­fes­sion­ale» incom­pat­i­bile con un impor­tante pro­pri­etario ter­riero, inter­es­sato a una maxi lot­tiz­zazione, e allo stes­so tem­po, con il Comune di Lona­to. L’ente pub­bli­co, a sua vol­ta, si difende doc­u­men­tan­do una dichiarazione lib­er­a­to­ria del­lo stes­so pro­fes­sion­ista che comu­ni­ca di «non trovar­si nelle con­dizioni di incom­pat­i­bil­ità». Il Comune, però, dovrà difend­er­si ora da una sec­on­da accusa: quel­la di «non aver vig­i­la­to con atten­zione sulle spese sostenute». A chia­mar­lo in causa sarà la Corte dei Con­ti che, ripeti­amo, ha rice­vu­to da tem­po un volu­mi­noso dossier. Sec­on­do le prime accuse, il tec­ni­co del Piano rego­la­tore avrebbe per­cepi­to nel 1996 (dunque, sot­to la giun­ta leghista) oltre 70 mil­ioni di lire per la «pre­dis­po­sizione del­la revi­sione del Prg». Inoltre, alcu­ni tec­ni­ci comu­nali, nel 1998, avreb­bero rice­vu­to per il lavoro svolto sem­pre per «la revi­sione del Prg», 32 mil­ioni di lire. Nel luglio 2001 il Comune riaf­fi­da allo stes­so pro­fes­sion­ista «l’in­car­i­co per la pre­dis­po­sizione del prog­et­to di revi­sione del Prg» con una spe­sa di qua­si 160 mil­ioni di lire. Men­tre ad alcu­ni tec­ni­ci comu­nali, per «l’in­di­vid­u­azione car­tografi­ca e cat­a­logazione delle istanze, osser­vazioni pre­ven­tive alla redazione del piano» (siamo nel set­tem­bre 2001), l’am­min­is­trazione ver­sa altri 40 mil­ioni di lire. Ma il con­to è anco­ra lun­go, con diver­si man­dati di paga­men­to fino a quan­do il Comune, nel mar­zo del­lo scor­so anno, riceve dal pro­fes­sion­ista incar­i­ca­to «un Prg pres­soc­chè anal­o­go al Prg mai adot­ta­to e divul­ga­to». Nat­u­ral­mente, si trat­ta di ipote­si di reato sulle quali sta lavo­ran­do la Corte dei Con­ti. La pre­dis­po­sizione di uno stru­men­to urban­is­ti­co è, infat­ti, par­ti­co­lar­mente com­p­lessa. La sua doc­u­men­tazione è com­pos­ta da centi­na­ia di ril­e­vazioni, schede, osser­vazioni, ric­og­nizioni car­togra­fiche, mem­o­rie. E si gio­ca qui tut­ta la par­ti­ta. L’inchi­es­ta del­la Procu­ra del­la Repub­bli­ca, per esem­pio, ha potu­to accertare che il tec­ni­co esten­sore del piano sarebbe sta­to, nel con­tem­po, lo stes­so pro­fes­sion­ista pri­va­to di una soci­età con­trol­la­ta dal mag­gior pro­pri­etario di aree di Lona­to e inter­es­sato alla maxi lot­tiz­zazione di cui si parla­va pri­ma. Da parte sua la giun­ta Peri­ni, in un suo comu­ni­ca­to dif­fu­so all’e­poca, dichiarò di «essere ser­e­na per­chè l’e­s­pos­to ed altri comu­ni­cati cir­co­lati a Lona­to in un crescen­do rossini­ano han­no un uni­co dis­eg­no di colpire il tec­ni­co esten­sore del Prg e quin­di di vol­er evitare che Lona­to abbia il suo piano urban­is­ti­co approva­to dal­la Regione e quin­di rispon­dente a logiche di cor­ret­ta pro­gram­mazione anzichè spec­u­la­tive». Inoltre, la Giun­ta aggiunse di «aver pos­to la ques­tione di pre­sun­ta incom­pat­i­bil­ità al tec­ni­co il quale, dopo aver illus­tra­to ver­bal­mente ogni sua posizione, ha rilas­ci­a­to una dichiarazione scrit­ta pro­to­col­la­ta con la quale dichiara il non sus­sis­tere di alcun rap­por­to con cit­ta­di­ni lonate­si o con altri aven­ti inter­es­si in quel di Lona­to». Inter­pel­la­to sull’argomento, il sin­da­co Moran­do Peri­ni si è lim­i­ta­to a dichiarare: «Non so asso­lu­ta­mente nul­la, appren­do adesso che ci sarebbe una richi­es­ta di pro­ro­ga in cor­so. La stes­sa cosa pos­so dire dell’apertura di una indagine del­la Corte dei Con­ti. La Giun­ta? Siamo tran­quil­li, sti­amo lavo­ran­do e con­tin­uer­e­mo a far­lo con seren­ità».