Suggestiva ipotesi sull'origine di San Martino

Una rocca contro i nemici?

02/11/2000 in Cultura
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Di Luca Delpozzo

Trat­teggian­do il bilan­cio del­la cam­pagna di sca­vo 2000, al ter­mine del­la ser­a­ta ded­i­ca­ta allo stu­dio del­la veg­e­tazione di duemi­la anni fa nel­la zona di San Mar­ti­no (un inter­es­sante lavoro svolto egre­gia­mente dagli esper­ti del civi­co di Como), Sil­vano Zam­boni del­l’Uf­fi­cio beni arche­o­logi­ci di Tren­to ha esor­di­to richia­man­do il com­pi­to di questi scavi che, all’in­ter­no di un’area piut­tosto grande, devono selezionare le sezioni e pro­cedere nec­es­sari­a­mente per gradi.«Nessuna grande novità è emer­sa quest’an­no, in quan­to si è prefer­i­to sis­temare alcu­ni scavi già iniziati e por­tarne a ter­mine altri, in par­ti­co­lare nei pres­si del­la anti­ca chiesa e a metà stra­da ver­so il san­tu­ario impe­ri­ale, dove è emer­sa una nuo­va inter­es­sante fon­dazione», ha dichiara­to Zam­boni, illus­tran­do la sug­ges­ti­va ipote­si che l’area di San Mar­ti­no servisse all’inizio dei tem­pi da arroc­ca­men­to in caso di inva­sioni bar­bariche per le popo­lazioni retiche val­li­giane, che in tem­po di pace pote­vano tornare in pia­nu­ra o nei paesi.Unico reper­to data­to 2000 di grande inter­esse, sono le quar­an­ta mon­ete di varie età romane, dai pri­mi sec­oli al tar­do-impero, che sono venute alla luce in un uni­co sito: da qui è sor­ta la doman­da, alla quale si cercherà di dare una rispos­ta nel pros­eguio delle ricerche, se questo pun­to fos­se un luo­go cul­tur­ale oppure una specie di ban­ca. Sul­la pros­e­cuzione degli scavi a San Matin, come abbi­amo già scrit­to, ha dato assi­cu­razioni l’asses­sore provin­ciale alle attiv­ità cul­tur­ali Clau­dio Moli­nari, che era tra gli ospi­ti del­la ser­a­ta orga­niz­za­ta dal comi­ta­to di valorizzazione.

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