Bilanci di fine stagione. Secondo gli operatori di categoria le perdite raggiungono il 5%, soprattutto tra i tedeschi. «Colpa della crisi generale, ma anche di mancanza di progettualità»

Un’estate con i turisti in fuga

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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

L’ultimo week end di otto­bre ha pos­to il sig­illo alla sta­gione tur­is­ti­ca sul Gar­da. Già ieri molti degli alberghi, rimasti aper­ti per questo fine set­ti­mana lega­to alla com­mem­o­razione dei san­ti e dei defun­ti, han­no chiu­so i bat­ten­ti. Torner­an­no a riaprir­li a fine mar­zo in con­comi­tan­za con la fes­tiv­ità e le vacanze pasquali. Una lun­ga pausa inver­nale per con­sen­tire a non poche aziende di met­tere mano alle strut­turazioni; non tan­to per accrescere, come accade­va in pas­sato, i posti let­to, quan­to per riammod­ernare e poten­ziare le attrez­za­ture offren­do così mag­giori servizi alla clien­tela sem­pre più inter­es­sa­ta alla qual­ità e alla ricer­ca di nuove emozioni. Hotel, oper­a­tori di campeg­gi e vil­lag­gi tur­is­ti­ci, quin­di, impeg­nati a non perdere com­pet­i­tiv­ità in un momen­to dif­fi­cile dato che la sta­gione, anche quest’anno, chi­ud­erà con numeri in rosso per quan­to con­cerne le gior­nate di pre­sen­za tur­is­ti­ca. «Pen­so che chi­ud­er­e­mo l’annata», antic­i­pa il pres­i­dente dell’Unione garde­sana alber­ga­tori verone­si Giuseppe Loren­zi­ni, «con una con­trazione com­p­lessi­va sul Gar­da intorno al cinque per cen­to, uguale al calo reg­is­tra­to lo scor­so anno. La man­can­za dei tedeschi è sta­ta com­pen­sa­ta in parte», pre­cisa, «da mag­giori pre­sen­ze di ital­iani, olan­desi e scan­di­navi. L’unica con­so­lazione è che si trat­ta di un fat­tore gen­erale con il Gar­da tut­to som­ma­to meno penal­iz­za­to di altre local­ità tur­is­tiche». Improntate al pes­simis­mo anche le pre­vi­sioni di Mar­co Zaninel­li del campeg­gio La Quer­cia di Lazise: «Ci tro­vi­amo in pre­sen­za di un calo di attiv­ità tur­is­ti­ca che riten­go supe­ri­ore al cinque per cen­to e che sta diven­tan­do strut­turale, in quan­to le prospet­tive sono in neg­a­ti­vo anche per il prossi­mo anno. Non c’è qual­ità», denun­cia Zaninel­li, «e per di più man­cano pre­cisi ind­i­rizzi da seguire e inizia­tive per pro­muo­vere il ter­ri­to­rio. Sono molto pre­oc­cu­pa­to non tan­to per le aziende ricettive, che in qualche modo rius­ci­ran­no ad ammor­tiz­zare e con­tenere la situ­azione, ma per il set­tore del com­mer­cio e del­la ris­torazione». Momen­ti dif­fi­cili. Pau­re legate al ral­len­ta­men­to dei con­su­mi, a una situ­azione inter­nazionale incer­ta e tor­men­ta­ta, al peri­co­lo di atten­tati e alla Bor­sa che van­i­fi­ca rispar­mi di mil­ioni di per­sone. «Sono anni in cui bisogna strin­gere i den­ti e non aumentare i prezzi», sug­gerisce Loren­zi­ni, «per non andare fuori mer­ca­to. Ma sono cer­to che con l’impegno di tut­ti rius­cire­mo a super­are questo momen­to di crisi e a vin­cere la sfi­da anche nei con­fron­ti delle local­ità tur­is­tiche emer­gen­ti». Meno pes­simista di tut­ti Anto­nio Pasot­ti pres­i­dente del con­sorzio di pro­mozione tur­is­ti­ca « è», con­vin­to che alla fine, con risul­tati chiari e defin­i­tivi, il calo delle gior­nate di pre­sen­za si attesterà intorno ai tre pun­ti, quin­di infe­ri­ore a quel­lo del­lo scor­so anno. «È sta­to fat­to in col­lab­o­razione con Regione e Provin­cia un otti­mo lavoro di pro­mozione in Inghilter­ra», pun­tu­al­iz­za, «e i risul­tati pos­i­tivi non sono man­cati con i cit­ta­di­ni bri­tan­ni­ci che han­no in parte rimpiaz­za­to i tedeschi. Così è sta­to anche per il mer­ca­to tur­is­ti­co inter­no con il forte afflus­so di ital­iani in tut­to il com­pren­so­rio bena­cense. L’obiettivo è di raf­forzare le inizia­tive per un Gar­da tur­is­ti­co inver­nale e pri­maver­ile all’insegna dell’enogastronomia e delle attiv­ità per il tem­po libero legate al trekking, alla moun­tain bike e altre dis­ci­pline sportive».

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