Affollata assemblea a Ca’ Montagna sulla riqualificazione del centro del paese. Presto in Consiglio l’ analisi delle osservazioni e il voto per l’adozione. Il sindaco Peretti: «Il quesito è formulato male, non si può intervenire sui volumi edificabili» Il

Valmasson, il piano va avanti

Di Luca Delpozzo
(a.s.)

Il prog­et­to di Val­mas­son va avan­ti. Anche se il ref­er­en­dum con­sul­ti­vo si dovesse fare, ma la cosa è in forse, prob­a­bil­mente non avrà alcun effet­to con­cre­to, dal momen­to che a quel pun­to il con­siglio comu­nale avrà già adot­ta­to in via defin­i­ti­va il piano par­ti­co­lareg­gia­to. Paro­la del sin­da­co, Adri­ano Peretti. È la sostan­za dell’assemblea pub­bli­ca indet­ta l’altra sera dall’amministrazione comu­nale a palaz­zo Ca’ Mon­tagna per con­frontar­si con la gente su un tema che sta facen­do dis­cutere il paese da oltre un mese, dopo i due incon­tri orga­niz­za­ti dal Comi­ta­to di dife­sa di San Zeno. In una sala gremi­ta, con momen­ti di dis­cus­sione acce­sa soprat­tut­to durante gli inter­ven­ti dei rap­p­re­sen­tan­ti del comi­ta­to, com­pos­to da una trenti­na di cit­ta­di­ni e che fino­ra ha rac­colto oltre 400 firme pro ref­er­en­dum, il sin­da­co Adri­ano Peretti pro­prio sul­la con­sul­tazione popo­lare ha fat­to un pas­so indi­etro. «Quan­do mi ero espres­so a favore del ref­er­en­dum non ave­vo anco­ra let­to per intero il questi­to ref­er­en­dario», pre­cisa il pri­mo cit­tadi­no, «e devo dire che così come è pos­to è di dif­fi­cile inter­pre­tazione, con­tiene una molteplic­ità di richi­este che andreb­bero a ledere i dirit­ti acquisi­ti dai pri­vati lad­dove si vogliono ridurre le vol­ume­trie pre­viste dal piano rego­la­tore». Il pres­i­dente del comi­ta­to, Mario De San­ti, con i col­leghi Giuseppe Schena e Mau­r­izio Peretti, di fronte alle risposte del sin­da­co pro­pone ai con­siglieri pre­sen­ti di indire loro il ref­er­en­dum, «con­sid­er­a­to che nel­lo statu­to c’è scrit­to che oltre alla popo­lazione anche il con­siglio comu­nale può delib­er­are la con­sul­tazione. Per­ché dunque il con­siglio non accoglie la richi­es­ta dei cit­ta­di­ni di pot­er­si esprimere nelle scelte per il futuro del cen­tro di San Zeno? Se il que­si­to non va bene, il con­siglio lo può rifor­mu­la­re». La situ­azione però sem­bra com­pli­car­si, con­sid­er­a­to l’iter del prog­et­to. «Le norme pro­ce­du­rali del piano», pre­cisa il sin­da­co, «preve­dono che dopo l’approvazione del­la giun­ta del 2 dicem­bre, trascor­si 60 giorni da ques­ta data, il piano vada all’approvazione del con­siglio comu­nale», ovvero tra due set­ti­mane. «Il Con­siglio», pros­egue Peretti, «esamin­erà le osser­vazioni pre­sen­tate, come ci è impos­to dal­la legge, poi voterà l’adozione defin­i­ti­va e il prog­et­to par­ti­co­lareg­gia­to diven­terà effi­cace a tut­ti gli effet­ti. Il giorno dopo l’esecutività, se ci sarà qual­cuno che vor­rà real­iz­zare il piano, nes­suno glielo potrà negare, a meno che non ci si voglia esporre a dei ricor­si legali». Dunque, poiché ovvi­a­mente il ref­er­en­dum non può essere fat­to pri­ma di fine gen­naio, perderà di effi­ca­cia. Il comi­ta­to non si arrende, insiste sulle scelte politiche dell’amministrazione, che ha anco­ra il potere di cam­biare il prog­et­to. «È l’amministrazione che ha dato incar­i­co all’architetto Mar­co Molon di redi­gere il piano», sot­to­lin­ea Mau­r­izio Peretti, mem­bro anche del­la com­mis­sione edilizia e che ave­va lan­ci­a­to l’allarme Val­mas­son quan­do gli era arriva­to all’esame il piano par­ti­co­lareg­gia­to che ridis­eg­na la piaz­za e il cen­tro di San Zeno. E pros­egue: «Il Con­siglio ora può anche decidere di non approvare il piano, alla luce del­la con­tes­tazione popo­lare. È sta­ta l’amministrazione a dare l’indicazione al prog­et­tista di fare un piano con il mas­si­mo del­la vol­ume­tria pre­vista dal piano rego­la­tore? Il Prg è sta­to prog­et­ta­to dall’amministrazione, non dal­la Regione». L’architetto Molon a quel pun­to chiede al sin­da­co il per­me­s­so di rispon­dere e con­fer­ma: «È sta­ta l’amministrazione a sta­bilire la vol­ume­tria fin dall’inizio». L’amministrazione è quel­la prece­dente, gui­da­ta da Cipri­ano Castel­lani. Lo stes­so tec­ni­co incar­i­ca­to dal Comune durante l’assemblea viene con­tes­ta­to per la pre­sen­tazione del prog­et­to al pub­bli­co; una sig­no­ra sedu­ta in terza fila gri­da: «Architet­to illus­tri il piano, non fac­cia polit­i­ca». A quel pun­to cir­co­la una pro­pos­ta di soluzione: il con­siglio comu­nale voti con­tro il piano par­ti­co­lareg­gia­to, lo azzeri e ripren­da l’analisi di un nuo­vo prog­et­to con­cer­ta­to con la popo­lazione. A doman­da diret­ta, se l’amministrazione inten­da imporre il prog­et­to anche di fronte alla riv­ol­ta dei cit­ta­di­ni, Adri­ano Peretti repli­ca: «È una doman­da alla quale non si può dare una rispos­ta, dob­bi­amo val­utare». Di nuo­vo: ma in un mese e mez­zo di dibat­ti­to con tut­to il paese, alla vig­ilia del con­siglio comu­nale, gli ammin­is­tra­tori non han­no un’idea di quel­lo che faran­no? «Dob­bi­amo val­utare, non sap­pi­amo». Il vicesin­da­co, Pier Gior­gio Schena, a quel pun­to però è lap­i­dario: «Lo con­sidero un otti­mo prog­et­to che porterà ben­efi­cio a San Zeno. Non si sta par­lan­do di costru­ire sul­la mon­tagna, ma in cen­tro paese, per creare negozi e parcheg­gi, che sono la pri­ma cosa che chiede un tur­ista quan­do arri­va». Anna­maria Schi­ano SCHEDA TECNICA San Zeno di Mon­tagna. «Questo piano ha la sua valen­za architet­ton­i­ca, se ci sono edi­fi­ci alti 15 metri può essere dis­cutibile, ma con­no­tano il prog­et­to», dice il vicesin­da­co Pier Gior­gio Schena. Dal pub­bli­co si ironiz­za: «Cer­to, se ci si ispi­ra al cam­panile». Il prog­et­tista, architet­to Mar­co Molon, ave­va appe­na rispos­to a una doman­da di Giuseppe Schena, del comi­ta­to: «Di quan­ti metri è l’edificio più alto pre­vis­to?». «15 metri, ma solo gli edi­fi­ci-tor­ret­ta del prog­et­to, che mi è costa­to tre anni di lavoro e che con­sidero molto qual­i­f­i­cante per il paese». Le tor­rette dovreb­bero sorg­ere nei due borghi dis­eg­nati da Molon, uno lat­erale alla chiesa. Il dibat­ti­to toc­ca il numero degli appar­ta­men­ti: 100 sec­on­do il prog­et­tista, da 90 mq; 150 sec­on­do il comi­ta­to, da 60 metri; (la con­ven­zione dice che l’8 per cen­to degli appar­ta­men­ti dovrà avere una metratu­ra supe­ri­ore a 80 mq). Piaz­za Schena sec­on­do il prog­et­to sarà alza­ta di un metro e mez­zo dal piano stradale, con parcheg­gio inter­ra­to per 108 posti. Il sin­da­co Peretti: «L’area su cui si estende il prog­et­to è di 48.519 metri quadri e poiché il piano rego­la­tore prevede che si pos­sa costru­ire sul 7 per cen­to dell’area, il vol­ume è di 32.400 metri cubi, su una super­fi­cie cop­er­ta di 3.591 metri quadri». Molon aggiunge: «Per non ampli­are la super­fi­cie cop­er­ta è sta­to scel­to di real­iz­zare il vol­ume in altez­za, questo per non tapez­zare Val­mas­son di vil­lette a schiera».