I cittadini minacciano di raccogliere firme per bloccare un intervento «speculativo-immobiliare». Comitato contro l’azienda nella frazione: «No Tav, no Tavina»

Villa difende l’ultima piana

13/12/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

«No Tav. No Tavina». Han­no già cre­ato lo slo­gan, e sono pron­ti a scen­dere in stra­da gli abi­tan­ti di Vil­la, frazione di Salò, per protestare con­tro l’ipotesi di trasfer­i­men­to del­la fab­bri­ca che imbot­tiglia acqua min­erale. Nei mesi scor­si l’amministratore del­e­ga­to dell’azienda, Arman­do Fontana, ave­va chiesto al Munici­pio di chi­ud­ere l’attuale sta­bil­i­men­to, rader­lo al suo­lo e costru­ire 120 mila metri cubi res­i­den­ziali, equiv­alen­ti a 500 allog­gi da 80 metri quadri cias­cuno. E di edi­fi­care la nuo­va fab­bri­ca sul­la piana di Vil­la, tra l’area arti­gianale e il cam­po di cal­cio del­la chiesa par­roc­chiale. Il sin­da­co Giampiero Cipani ha espres­so parere «di mas­si­ma favorev­ole». «Dovrà tut­tavia essere val­u­ta­ta conc­re­ta­mente — dice in sin­da­co — sia la local­iz­zazione, la dimen­sione e l’inserimento dei nuovi capan­noni (da indi­vid­uare indero­ga­bil­mente sul ter­ri­to­rio comu­nale) che la vol­ume­tria e la tipolo­gia rel­a­tive al com­par­to attuale».L’altra sera il Comi­ta­to pro­mo­tore, appe­na sor­to, ha spie­ga­to la situ­azione alla gente del­la frazione. Fabio Per­soni ha riper­cor­so le ultime vicende del­la soci­età, «posse­du­ta al 100% da Sangem­i­ni, che con­trol­la pure i marchi Fabia e Fiug­gi. Il 55% del cap­i­tale è in mano alla Sangem­i­ni hold­ing, nel­la quale ha investi­to molto la Hopa di Chic­co Gnut­ti, coin­vol­ta nelle vicende del­la Ban­ca Popo­lare di Lodi (Fio­rani) e di Ricuc­ci. Lo scor­so aprile si è ver­i­fi­ca­to il pas­sag­gio a un nuo­vo grup­po di Torre del Gre­co (Napoli), che fa capo agli arma­tori Bot­tiglieri, De Car­li­ni e Riz­zo. Nell’agosto 2005 Fontana, assieme ad alcune fidu­cia­rie, ha cos­ti­tu­ito la srl «Tavina Acque min­er­ali». Nasce il dub­bio che queste oper­azioni (lecite, per car­ità) nascon­dano il deside­rio di risis­temare le quote di azionar­i­a­to». «A Vil­la — spie­ga l’esponente dei Ver­di Anto­nio Bon­tem­pi — ver­rebbe occu­pa­ta l’ultima, splen­di­da piana dell’intero ter­ri­to­rio salo­di­ano. Occor­reran­no almeno 25 mila metri qua­drati calpesta­bili, come la super­fi­cie attuale. Pen­sava­mo che l’operazione sarebbe pas­sa­ta attra­ver­so una vari­ante al Piano rego­la­tore. Ma ora si par­la di un piano inte­gra­to, una delle scap­pa­toie inven­tate dal­la Regione per accel­er­are i tem­pi. Non è pos­si­bile che l’amministrazione comu­nale, molto atti­va sul­la vicen­da, effet­tui una scelta così vin­colante sen­za alcun dibat­ti­to pub­bli­co. Quan­to alla zona arti­gianale di Cunet­tone e Vil­la, si è per­sa un’occasione per delo­cal­iz­zare a suo tem­po le aziende sit­u­ate a Salò. Tan­to vero che molti lot­ti sono sta­ti acquisi­ti da attiv­ità commerciali».Altri cit­ta­di­ni han­no rimar­ca­to «lo svilup­po abnorme di sec­onde case sul­la riv­iera garde­sana, e la con­tin­ua costruzione di capan­noni, che stan­no trasfor­man­do il lago nel­la per­ife­ria di . Sen­za dimen­ti­care che tut­ti i servizi riman­gono a cari­co dei res­i­den­ti». E anco­ra: «Nel­la piana l’acqua non si dis­perde, e l’intervento del­la Tavina potrebbe peg­gio­rare la situ­azione, cre­an­do ulte­ri­ori dis­a­gi». L’architetto Euse­bio Ebra­nati, asses­sore all’Urbanistica nel peri­o­do ’64–75, ha ricorda­to come il vec­chio piano rego­la­tore avesse pre­vis­to, per la Tavina, la pos­si­bil­ità di real­iz­zare le terme, «richi­es­ta fat­ta dal­la pro­pri­età e accetta­ta dall’amministrazione comu­nale, ma sem­pre dis­at­te­sa». Ed ha aggiun­to: «Io spero che lo sta­bil­i­men­to di Salò, con­tin­u­a­mente amplia­to, ven­ga via da lì, e l’area sia riqual­i­fi­ca­ta sen­za costru­ire 500 appar­ta­men­ti. Ma al tem­po stes­so è impos­si­bile costru­ire il nuo­vo nel­la piana di Vil­la, frazione già ogget­to di numerosi inter­ven­ti. Non mi scan­dal­izzerei, ad esem­pio, se andasse in una local­ità vic­i­na». In tal caso, però, ci sarebbe il prob­le­ma di reperire la fonte d’acqua capace di garan­tire la for­ni­tu­ra di mil­ioni di ettolitri.Tutti i pre­sen­ti han­no sostenu­to che l’operazione-trasloco è di chiara matrice spec­u­la­ti­vo-immo­bil­iare, deci­den­do di pas­sare alla rac­col­ta di firme con­tro l’insediamento del nuo­vo sta­bil­i­men­to del­la Tavina nel­la piana tra Vil­la e Cunet­tone. E anco­ra: «Chieder­e­mo al sin­da­co Cipani di effet­tuare un dibat­ti­to pub­bli­co sull’argomento. Se nec­es­sario passer­e­mo a mis­ure più decise, come il bloc­co del­la strada».Il com­par­to-Tavina, ai pie­di del­la sali­ta delle Zette, occu­pa una super­fi­cie di 83 mila metri qua­drati, di cui 17 mila cop­er­ti e 2 mila che potran­no esser­lo in futuro, sec­on­do le indi­cazioni del Piano rego­la­tore in vig­ore. Come dire: 25.654 mq. lor­di di pavi­men­to, di cui 3 mila anco­ra inse­di­a­bili. Vol­ume com­p­lessi­vo: 154 mila metri cubi. Il tut­to ver­rebbe raso al suo­lo, per las­cia­re il pos­to a 120 mila metri cubi res­i­den­ziali. Stan­dard da cedere al munici­pio: 31.800 metri quadri di ter­reno.

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