L'onda di piena avanza lentamente

Vivere nell’acqua

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Di Luca Delpozzo

E’ oggi il giorno del­la piena. Ieri alle 17 il cul­mine è sta­to rag­giun­to a Casalmag­giore, ed ha super­a­to il lim­ite stori­co del­la piena del ’51 di ben ven­ti cen­timetri, con­fer­man­do che ques­ta è davvero l’on­da più grande del sec­o­lo. Ques­ta mat­ti­na all’al­ba, la piena ha las­ci­a­to Viadana ed ora si dirige ver­so Bor­go­forte e la Bas­sa. La cresci­ta oraria è dimi­nui­ta: sette cen­timetri orari di ieri, con­tro i dieci del­l’al­tro ieri. Questo per­ché qua­si tutte le golene ormai sono state alla­gate, abbas­san­do quin­di il liv­el­lo del fiume. Ieri sera alle 11 è sta­to deciso anche di tagliare la gole­na di Po Mor­to davan­ti a San Benedet­to — tenu­ta come ulti­ma ris­er­va — dove non è mai entra­ta l’ac­qua del Po e gli argi­ni, quin­di, pos­sono essere friabili.Il cul­mine, si dice­va, di ques­ta lunghissi­ma piena (l’on­da dura 5–6 ore) è pro­prio oggi nel Mantovano.La for­tis­si­ma pres­sione del­l’ac­qua ieri ha provo­ca­to decine di fontanazzi, infil­trazione spon­ta­nee del­l’ac­qua che si trasci­na la sab­bia sot­to gli argi­ni. I pri­mi tre, la scor­sa notte a Banzuo­lo di Viadana, poi nei pres­si di Torre d’Oglio, a Mot­teggiana, Boc­cadi­gan­da. Per bloc­car­li il Mag­is­tra­to per il Po è imme­di­ata­mente inter­venu­to: i sac­chi ven­gono dis­posti a cer­chio intorno allo zampil­lo, fino alla quo­ta. Quan­do l’ac­qua che ne fuori­esce è chiara e non più intrisa di sab­bia sig­nifi­ca che il peri­co­lo è scam­pa­to, però il fontanaz­zo viene con­trol­la­to anco­ra per diverse ore.Finora sono sta­ti uti­liz­za­ti cir­ca seim­i­la sac­chet­ti di sab­bia. Si ten­ga pre­sente che nel ’51, quan­do gli argi­ni era­no meno alti e meno robusti, ne sono sta­ti uti­liz­za­ti 600mila. A posizionarli il Genio civile ave­va assun­to 18mila persone.Per quan­to riguar­da gli sfol­lati, la prefet­tura ha con­fer­ma­to che il numero delle per­sone cui è sta­to impos­to di las­cia­re la pro­pria abitazione è di 500. Ieri vig­ili del fuo­co e han­no dovu­to fare diver­si inter­ven­ti per accom­pa­gnare le per­sone sul­la ter­rafer­ma con mezzi anfibi.La mag­gior parte delle golene, attual­mente sono alla­gate. Il Mag­is­tra­to per il Po ha provve­du­to a tagliarne diverse: Mot­teggiana, la Bar­na a Cor­reg­gio Miche­li, Car­bonara Po, Ser­mide; e ieri sera si è tenu­ta una riu­nione in prefet­tura e in comune a San Benedet­to per decidere il taglio di Po Mor­to, la gole­na che si tro­va di fronte a San Benedet­to e che non è mai sta­ta toc­ca­ta dal­l’ac­qua del Po, nem­meno nel 51.L’allagamento di ampi spazi a ridos­so del fiume serve a diminuire il liv­el­lo, «per il Man­to­vano, ma anche per i pae­si più a valle — com­men­ta il geome­tra Giuseppe Morsel­li — per evitare che il Po arrivi nel Rodig­i­no con una veloc­ità e una por­ta­ta dis­trut­ti­va. Allo stes­so modo è suc­ces­so anche a monte, Pia­cen­za lo ha fat­to per Cre­mona, Cre­mona per noi mantovani».

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