La voce di Gabriele d’Annunzio del 1917

08/05/2014 in Attualità
Di Luigi Del Pozzo

Nell’ambito del XXVII Salone Inter­nazionale del Libro di Tori­no, ven­erdì 9 mag­gio alle ore 20.00 in Sala Pro­fes­sion­ali si ter­rà l’incontro “Ver­ba manent: la voce di d’Annunzio”, orga­niz­za­to dal­la Fon­dazione Il in col­lab­o­razione con la Fon­dazione Ugo Bor­doni e il repar­to di fon­i­ca dei RIS, in cui ver­ran­no pre­sen­tati i risul­tati di un impor­tante stu­dio sci­en­tifi­co con­dot­to su una reg­is­trazione d’epoca, che ha por­ta­to al riconosci­men­to del­la voce orig­i­nale di .

Dopo i salu­ti isti­tuzion­ali di e Alessan­dro Luciano, pres­i­den­ti rispet­ti­va­mente del Vit­to­ri­ale e del­la FUB, inter­ver­ran­no l’ingegner Andrea Paoloni del­la Bor­doni, il pro­fes­sor Luciano Romi­to dell’Università delle Cal­abrie e il mag­giore Ciampi­ni, del­la sezione di riconosci­men­to del par­la­to del RACIS, che faran­no ascoltare la reg­is­trazione del­la voce di d’Annunzio, impeg­na­to nel­la let­tura del dis­cor­so com­mem­o­ra­ti­vo che il Vate scrisse per il funerale del cap­i­tano Vit­to­rio Bel­li­pan­ni, eroe del­la Pri­ma Guer­ra Mon­di­ale, cel­e­bra­to nel­la cat­te­drale di Udine il 12 giug­no 1917.

Il mano­scrit­to del dis­cor­so com­mem­o­ra­ti­vo è con­ser­va­to pres­so i Cara­binieri. La reg­is­trazione, oggi deposi­ta­ta pres­so il Museo stori­co del­l’Ar­ma, venne orig­i­nar­i­a­mente incisa su di un rul­lo di cera nel­la cat­te­drale di Udine. Il rul­lo era in pos­ses­so di una lon­tana nipote di d’An­nun­zio, che ne river­sò il con­tenu­to su una cas­set­ta, con­seg­na­ta allo stori­co Francesco Grisi (autore del­la Sto­ria dei Cara­binieri) e pre­sen­ta­ta nel 1996 a Roma a Palaz­zo Cen­ci, in occa­sione delle cel­e­brazioni per il 182° annuale di fon­dazione del­la Ben­e­meri­ta.

Benché non vi siano tes­ti­mo­ni­anze d’archivio sul­la pre­sen­za di d’Annunzio al funerale del cap­i­tano Bel­li­pan­ni, la col­lab­o­razione tra la Fon­dazione Bor­doni e il repar­to sci­en­tifi­co dei Cara­binieri — che affon­da lon­tane radi­ci nel 1979, quan­do la per­izia rel­a­ti­va al caso Moro richiese i pri­mi stu­di appro­fon­di­ti di riconosci­men­to del par­lante a scopo forense – ha con­sen­ti­to agli esper­ti di appli­care il sis­tema IDEM di iden­ti­fi­cazione del par­lante alla reg­is­trazione del­la pre­sun­ta voce del Vate. A par­tire da quel­la che a oggi era con­sid­er­a­ta l’unica tes­ti­mo­ni­an­za cer­ta del­la voce di d’Annunzio (udi­bile a trat­ti in un vec­chio fil­ma­to dell’Istituto Luce in cui il Vate intrat­tiene alcune ospi­ti al Vit­to­ri­ale recitan­do un pas­so del­la Div­ina Com­me­dia), lo stu­dio del­la nuo­va reg­is­trazione si è basato sull’estrazione di cam­pi­oni di voce  e sul con­fron­to con par­ti­co­lari carat­ter­is­tiche acus­tiche tra le più rap­p­re­sen­ta­tive del­la voce di un indi­vid­uo e meno influen­zate dal canale di trasmis­sione (come le for­man­ti delle vocali e la fre­quen­za fon­da­men­tale). Sul­la base di appro­fon­dite anal­isi gli esper­ti sono quin­di giun­ti alla con­clu­sione che quel­la incisa sul nas­tro in ques­tione sia la reale voce di Gabriele d’Annunzio.