Il fenomeno del Po in secca, causato da prelievi irrigui eccessivi e troppo concentrati in Lombardia, sta compromettendo l’agricoltura del delta: in soli dieci giorni la portata misurata a Pontelagoscuro (FE) è scesa da oltre 1.000 mc/sec a circa 300 mc/sec, con un abbassamento del livello di quasi 2 m, secondo i rilevamenti di ARPAE delle 12:00 del 19 giugno 2026; il valore si avvicina alla soglia critica di 450 mc/sec che impone il blocco dei prelievi per evitare la risalita salina e la salinizzazione dei terreni coltivati.
Pur disponendo nelle aree montane e nei grandi laghi lombardi di riserve pari a 1,5 miliardi di m3 e rilasci dagli emissari dei laghi (Maggiore, Como, Iseo, Idro e Garda) intorno a 650 mc/sec, la maggior parte dell’acqua viene intercettata dalle opere di presa per l’irrigazione a monte, riducendo il flusso verso la foce; Legambiente Lombardia, con il responsabile risorse idriche Lorenzo Baio e referente del progetto LIFE CLIMAX PO, sollecita di ristrutturare il sistema agricolo padano e propone misure operative come ridimensionare le superfici a mais, modificare la gestione irrigua del riso tornando alla sommersione primaverile e ripristinare usi irrigui invernali e primaverili per alimentare la falda.


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