Moniga del Garda chiude il calendario delle esposizioni estive ospitate nel palazzo comunale con la mostra d’arte “Meraviglie del lago”, visitabile nella sala polifunzionale di Piazza S. Martino 1 dal 16 al 28 settembre 2026. Il percorso riunisce lavori di più artisti e propone una lettura varia e composita del lago di Garda, tra paesaggi, suggestioni cromatiche e immagini che alternano atmosfere serene e scenari più intensi.
Le opere in esposizione
L’allestimento si apre con un dipinto descritto come un faro in tempesta, attraversato dalla spuma delle onde, opera di Elena Memini. Subito dopo compare l’olio di Walter Xausa, in cui la presenza di ammiratrici davanti alla copia nera della celebre scultura delle vele sul lago richiama, secondo la presentazione della mostra, una vivacità vicina alla Sicilia di Guttuso.
Accanto a questi lavori trova spazio anche un collage dai toni blu, verde e giallo firmato da Carla Tintori, trasformato in un paesaggio fiabesco. La sequenza prosegue con il faro di Alessandra Garzetti, artista che aveva già aperto la stagione espositiva a Moniga con diversi dipinti.
Paesaggi, colori e interpretazioni
Tra le opere citate figurano anche un tramonto violaceo di Giuseppe Brusco, la rappresentazione della quiete dopo la tempesta sul lago realizzata da Tessa Derriche e alcune interpretazioni futuriste di Giuseppe Fuso. A queste si aggiungono le geometrie blu di Amelia del Vecchio, le onde verdi e grigie che salgono dalla terra alle nuvole dipinte da Paolo Cervato e una foschia estiva proposta da Mariella Ambrosini.
Nel percorso trovano posto pure una pianta di limoni illuminata dal sole, opera di Paola Fustinoni, pochi frutti in penombra firmati da Anna Comerlati e un albero solitario con le radici immerse nella nebbia, realizzato da Luigi Caprioli. Completano il quadro gli azzurri di cielo e lago arricchiti da tocchi dorati di Santina Pellizzari e i soggetti decorati con frutti, fiori, vele e pareti fucsia proposti da Michela Vareschi.
Altri scorci del percorso espositivo
Tra le immagini presenti in mostra compare anche lo scorcio del castello tra il verde intenso con bagliori di luce dipinto da Danilo Rossi. L’esposizione comprende inoltre altre opere già osservate nella settimana precedente, tra cui quella definita “è subito sera” per la barca sul lago, realizzata da Maria Ballatotto.
A completare il gruppo degli autori citati ci sono poi i lavori di Lilia Ulias, che sembra aver scelto un linguaggio vicino agli acquarelli nello scorcio dei monti del Garda; la “Garzetta – Ascensione” di Marco Delfi Cominini; e i travisamenti fiabeschi attribuiti a Romana Romeo, Angela Tartamella e Fabio Treccani.
Un allestimento tra natura e sogno
La presentazione descrive la rassegna come una mostra rigorosa ma impostata con freschezza, costruita alternando opere vivaci ad altre più meditative, passaggi festosi ad altri raccolti. Il filo conduttore si muove dalla natura al sogno, dentro una selezione che raccoglie linguaggi differenti ma legati dal tema comune delle visioni ispirate al territorio gardesano.


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