giovedì, Giugno 13, 2024
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Va in scena il Palio: esperti a confronto per dare un voto al miglior Groppello

A Villa Avanzi

Domani 25 ottobre, a Villa Avanzi di Polpenazze, si svolgerà il «Palio del Groppello», organizzato dalla Confraternita, presieduta da Camillo Chimini (vice Enzo Dellea, segretario Giovanni Avanzi, tesoriere Pietro Cavagnini, cerimoniere Gianni Beduzzi). Il mese scorso, all’Enoteca di Manerba, una commissione composta da Corrado Cugnasco, Cesare Ferrari, Fulvio Santini, Giuseppe Piotti, tutti enologi, Renzo D’Attoma, maestro di cantina, e Ippolito Zanini, ha degustato una ventina di campioni presentati dai produttori gardesani. Il prelievo e la selezione sono avvenuti sotto il controllo dell’Ente vini bresciano, guidato da Emilio Alberto Pancera. Dopo assaggi e discussioni approfondite, la commissione ha scelto i tre migliori, che saranno portati in tavola domani, a Villa Avanzi, senza etichetta, in forma anonima. Toccherà a tutti i soci della Confraternita, riuniti per la tradizionale cena d’autunno, indicare il numero 1, che accompagnerà riunioni e appuntamenti per un anno intero. La cantina vincitrice riceverà un’ordinazione di migliaia e migliaia di bottiglie. Il «Garda Classico Groppello» proviene dal vitigno che porta il suo stesso nome, nella misura di almeno l’85%. E’ un rosso brillante, profumo lievemente fruttato, sapore asciutto. Si accosta con le carni rosse, gli arrosti, i salumi e i formaggi. Va gustato a una temperatura di circa 18°. Fresco, leggermente speziato, vellutato, gentile, sapido, con una gradazione di almeno 11°. La riserva, invece, supera i 12°, e sente di spezie dolci: è rotonda, con eventuale sapore di legno. La resa massima di uva deve essere di 12 tonnellate e mezza per ettaro (10 per il Groppello riserva). E’ consentito l’uso delle indicazioni geografiche aggiuntive: Moniga, Raffa, Picedo e Mocasina. Le prime citazioni di uve «Groppelle» risalgono al 1550, da parte del bresciano Agostino Gallo, seguito da Andrea Bacci, medico di papa Sisto V. A quei tempi il vitigno era diffuso proprio sulle rive occidentali del Garda (Valtenesi). Col passare dei secoli, le citazioni sono diventate più frequenti e precise, fino ai trattati di Molon (1906), Marzotto (1925) e Dalmasso (1937). Di buona vigoria e produzione, resiste bene alle malattie. Il grappolo è di media grandezza, cilindrico o cilindroconico, compatto, serrato, caratteristicamente curvo. Gli acini sono sferoidi, un po’ appiattiti verso il pedicello, per la compressione con i vicini. La buccia, di media consistenza, ha un colore blu-nero, uniformemente distribuito. La polpa è leggermente acidula, di sapore vagamente erbaceo. Il vino è molto colorato, rosso rubino intenso, talora con orli violacei. Non di grande corpo, va bevuto giovane. La Confraternita si pone l’obbiettivo di salvare la tradizione e premiare la qualità.

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