lunedì, Luglio 22, 2024
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La Comunità del Garda rimette in moto la macchina per arrivare a strappare il controllo dell’acqua all’ente del Po

Autorità di bacino, si ritenta con Prodi

Per il momento, l’autorità di bacino del lago è solo un progetto, ma la trama del film è già scritta ed è in mano alla regia della Comunità del Garda. Il presidente, Aventino Frau, sta già preparando i primi incontri che dovrebbero tagliare il nastro di partenza e iniziare a delineare i contorni del nuovo organismo.Primi fra tutti, occorre convincere le giunte delle tre Regioni che si affacciano sul Garda, (la Lombardia, il Veneto ed il Trentino). «Entro l’estate», fanno sapere dalla sede di Gardone Riviera, «organizzeremo gli incontri con i vertici dei questi enti». E poi bisognerà andare a Roma e incontrare gli esponenti del nuovo governo Prodi. Si tenterà come prima mossa di convincere assessori ed esponenti dell’esecutivo sulla necessità di svincolare il lago dall’Agenzia del Po, fino ad oggi competente nella gestione delle acque del Garda. Due frecce pronte ad essere lanciate insomma per centrare il bersaglio dell’ente nuovo di zecca in grado di mantenere il ponte di comando sul Garda in riva al lago.La strategia è stata messa a punto in una riunione tenutasi pochi giorni fa nella sede di Gardone Riviera. «D’altro canto, il nostro lago può ben vantare un diritto di autonomia rispetto all’agenzia del Po:», insistono dalla Comunità del Garda «con i suoi 300mila residenti e i 20 milioni di turisti ha tutti i numeri per chiedere un governo locale delle acque e non solo». Fino ad oggi, infatti, ci si è rivolti sempre all’organismo in Lombardia per far presente le necessità di chi vive sul lago e da quella sede, si sono sempre attesi i provvedimenti necessari, anche in caso di emergenze. Che in realtà, per il momento, non sembrano nemmeno prospettarsi. «Il lago», fanno sapere dalla Comunità, «in questi giorni ha un’altezza di 99 centimetri sopra lo zero idrometrico e il livello rimane quindi nella media stagionale». Potrebbe accendersi l’allarme solo quando si superano i 140 centimetri «che, però, rappresenta un’ipotesi abbastanza remota soprattutto in questa stagione», affermano dalla Comunità.Anche il Consorzio del Mincio continua a rispettare gli accordi presi e preleva l’acqua in base alle quantità stabilite con la Comunità. Occorrerà attendere, però, almeno la fine dell’anno per sapere se il lago potrà essere gestito da chi sul Garda ci vive e ci lavora tutto l’anno.

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