domenica, Luglio 21, 2024
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La Camera ha cancellato l’area protetta montana su emendamento di An. Giorgetti: «Non c’erano i soldi né il consenso degli abitanti»

Bocciato il parco naturale del Baldo

Torna nuovamente nel cassetto, in attesa di tempi migliori e proposte più convincenti, il progetto per il Parco del Baldo. La Commissione Ambiente e Lavori pubblici della Camera ha infatti accolto l’emendamento presentato dall’onorevole veronese Alberto Giorgetti che elimina dal testo del disegno di legge, approvato dal Senato nel luglio dello scorso anno, l’istituzione dell’area naturale protetta Parco del Monte Baldo. «Il voto di Commissione ha dimostrato», rende noto il deputato di Alleanza nazionale, «come le tesi dei Verdi e del senatore Bortolotto, a sostegno dell’istituzione del parco, fossero in realtà prive di fondamento alla luce delle considerazioni emerse nell’indagine conoscitiva sulle aree protette». Svolta nel 1997 dal Parlamento, la ricerca evidenzierebbe come l’inserimento di nuove aree naturali protette non sia sostenuto da adeguate risorse stanziate a livello nazionale e quindi, aggiunge Giorgetti, «le modifiche e integrazioni proposte si rivelavano come una vera e propria imposizione vincolistica sui territori e sulle comunità locali interessate dalla perimetrazione del Parco». Giorgetti sostiene che quanto raggiunto si tratta di «un successo di Alleanza nazionale, utile a tutta la comunità del Baldo». Il parlamentare veronese fa presente ancora che se la comunità volesse per davvero istituire un Parco «dovrebbe manifestare l’esigenza dal basso in una logica di vero rispetto delle prerogative e adeguate rivendicazioni del territorio». Cala così nuovamente il sipario sul progetto avviato all’inizio degli anni Settanta su un’idea del Wwf di Verona ma che sembra non trovare, a distanza di un quarto di secolo il consenso delle Amministrazioni locali e della Comunità del Baldo. L’idea del parco era ritornato al centro dell’attenzione, dopo anni di latitanza e di disinteresse dimostrato dagli amministratori pubblici degli enti interessati, lo scorso anno quando l’area baldense venne considerata prioritaria per un parco nazionale. Uno scossone innestato da un disegno di legge con disposizioni in campo ambientale passato al Senato e trasmesso alla Camera dei Deputati per l’approvazione. La notizia fu accolta con attenzione mista a preoccupazione dalla Comunità montana preoccupata del fatto che la legge avesse il via libera senza che prima fossero state approfondite le esigenze dei residenti. C’era il timore quindi di un piano «calato dall’alto e senza finanziamenti» «con riscontri negativi sull’economia locale» e di conseguenza spinto a spopolare ulteriormente la montagna. In sintesi l’istituzione di un parco nazionale con tutti i vincoli di salvaguardia e scarsi benefici per i residenti. Preoccupazioni non condivise dagli ambientalisti e in particolare da Legambiente che invece da sempre è del parere che la nascita di un parco montano funzionerebbe «da freno allo spopolamento e da propulsore per un’impresa nella quale molti sperano ma che stenta a decollare». Dell’avviso che un’area protetta apre a nuove occasioni di lavoro e soprattutto per i residenti lo è sempre stato Averardo Amadio consigliere nazionale del Wwf, che appunto non manca di ricordare «che essendo il parco finalizzato alla conservazione del patrimonio naturale, e culturale in primis, sono proprio queste finalità ad innescare una lunga serie di occasioni per i residenti». Un confronto di opinioni che resta vivo anche se ora, dopo la bocciatura che ha dato ragione a chi vuole un parco «calato dall’alto», per ora sull’argomento porterà il silenzio. Non certo vantaggioso per Comunità montana del Baldo e Amministrazioni locali interessate, ai fini dell’economia dell’intera zona.

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