giovedì, Gennaio 15, 2026
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Una lettera al primo cittadino di un gruppo di ragazzi evidenzia alcuni problemi di sicurezza. «Troppo pericolose per noi bambini, sono meglio i semafori»

«Caro sindaco, basta rotonde»

«Caro sindaco, siamo un gruppo di bambini che, da quando sono state costruite le rotonde stradali e sono stati soppressi i semafori, attraversare le strade è diventato per noi molto pericoloso». Firmato: alcune decine di piccoli scolari delle elementari di Desenzano. I bambini, si sa, sono spesso acuti osservatori più di quanto non lo siano gli adulti. Con l’aggiunta di essere genuini. Ma questo del pericolo delle rotatorie, sprovviste di passaggi pedonali e, soprattutto, di semafori che prima d’ora potevano consentire un agevole attraversamento dei pedoni, forse non ci aveva pensato nessuno. Prendiamo per esempio la rotatoria che sta nascendo all’incrocio tra via Marconi e viale Andreis (strada dell’ospedale). L’impianto semaforico non ci sarà più, del resto lo prevede il progetto. Come faranno i piccoli, se non accompagnati, ad attraversarlo? Le strisce pedonali verranno collocate in altra zona ma, ripetiamo, non ci sarà più il “salvavita”, ovvero il semaforo che indubbiamente una maggiore sicurezza riusciva ad offrire. E non si può parlare solo di piccoli, ma anche di anziani. Dicono i bay-firmatari della petizione rivolta al sindaco Fiorenzo Pienazza: «Da quando sono iniziati i lavori del nuovo centro commerciale (quello dei Diamanti) e delle rotonde che dovranno sostituire i semafori di Desenzano i nostri genitori non ci lasciano più andare in giro da soli, come invece potevamo fare prima. Questo perché attraversare la strada è diventato molto pericoloso per il non funzionamento dei semafori (ad esempio, quello sempre lampeggiante sotto il viadotto) e la mancanza di marciapiedi. Vorremmo sapere da lei – proseguono i bambini – quali soluzioni ha previsto il Comune per permettere e soprattutto attraversare la strada in sicurezza, come potevamo fare in corrispondenza dei semafori pedonali. Sperando che in futuro, al termine dei lavori, potremo di nuovo andare a trovare i nostri amici o anche fare piccoli commissioni senza che ogni volta i nostri genitori debbano accompagnarci?». Sarà maledettamente difficile per Pienazza fornire una risposta in tempi brevi e garantire quello che poi in fondo vogliono i bambini che abitano al di là del viadotto, per capirci nel grande quartiere della Vicina (ma il problema sorgerà in seguito anche per chi abita vicino alla futura rotatoria della Madonnina o in altre zone). Difficile perché le rotonde non prevedono in assoluta maniera un impianto semaforico. Semmai si potrebbero studiare in alternativa altri sistemi di salvaguardia come il sottopassaggio pedonale (a Rivoltella ne esiste uno che, peraltro, non viene mai utilizzato dagli abitanti). A pagare intanto più di tutti sono i bambini che, come abbiamo sentito, sono costretti a restarsene a casa a causa delle (legittime) paure dei loro genitori. Chi si fida a lasciarli andare come prima? Ma il pericolo non investe solo i piccoli pedoni ma anche chi va in bicicletta. Alcune rotatorie sono strette e, se passa un bus o un camion, il ciclista deve stare prestare la massima cautela per non finire di essere “agganciato” da una ruota.

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