domenica, Giugno 16, 2024
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La Giunta vota la trasformazione di Val di Sogno in punto di riferimento nazionale. L’ultima parola ora passa alla conferenza Stato-Regioni

Centro polio, sì di Venezia

La giunta regionale ha deliberato in merito all’istituzione del Centro di riferimento nazionale per lo studio e la cura degli esiti tardivi della poliomielite all’ospedale di Malcesine. Su proposta dell’assessore regionale alle politiche sanitarie, il veronese Flavio Tosi, la giunta ha deliberato martedì la richiesta ufficiale di costituire nella struttura lacustre il Centro che, di fatto, «è l’unico in Italia in grado di dare risposte ai circa centomila poliomielitici presenti nel nostro Paese».Interessanti i dati contenuti nell’allegato alla delibera numero 3690, redatto dal direttore generale dell’ Ulss 22 di Bussolengo, Renato Piccoli, a supporto della richiesta partita da Venezia alla volta del Ministero. Nelle otto pagine del documento, oltre a ricostruire il percorso storico dell’ospedale, sono stati evidenziati i problemi connessi alla patologia poliomielitica e, soprattutto, il tipo e il volume di interventi ortopedici e riabilitativi che l’ospedale di Malcesine ha svolto dal 2002 al primo semestre del 2006. Si scopre così che, nonostante la sensibile riduzione dei ricoveri nel reparto di ortopedia dovuta alla drastica riduzione dei posti letto e al trasferimento o licenziamento di medici ortopedici (nel 2002 l’allora assessore regionale Fabio Gava aveva deliberato la chiusura dell’ospedale di Malcesine entro il giugno 2004, e in molti, tra medici e infermieri, erano fuggiti dall’ospedale), la quota di pazienti affetti da poliomielite afferenti all’ospedale è aumentata dal 12 al 24 per cento. E ben il 63,6 per cento di loro, nel 2005, proveniva da fuori regione, mentre solo il 31,4 da Ulss venete. Un dato ancor più notevole, poi, se si pensa che questi pazienti in pratica arrivano a Malcesine da 18 diverse regioni d’Italia su 20 esistenti. Insomma, dati alla mano, «è evidente a tutti che Malcesine, di fatto, è l’unico ospedale in Italia che oggi ha la competenza e una esperienza ininterrotta, lunga 50 anni, per curare e dare risposte a questa delicata fascia di pazienti», ha commentato il giovane assessore regionale della Lega Nord. E ancora si scopre che Lombardia, Trentino, Lazio, Emilia Romagna sono, oltre al Veneto ovviamente, le più rappresentate come regioni di provenienza dei pazienti.«Da parte nostra», ha proseguito Tosi, «abbiamo compiuto questo ulteriore passo formale nei confronti del ministero della Salute per potere dare corso finalmente alla costituzione definitiva del Centro nazionale in seno alla Conferenza Stato Regioni». Il mese scorso, infatti, un funzionario della Regione Veneto era andato a colloquio col direttore generale della programmazione sanitaria del ministero, il dottor Filippo Palumbo. Palumbo è una vecchia conoscenza per il Veneto, vista la pluriennale esperienza lavorativa proprio nel comparto sanità della Regione. E il funzionario del ministero qualche settimana fa aveva dichiarato: «Una volta ricevuta l’integrazione richiesta al Veneto sulla tipologia e sul volume di interventi praticati a Malcesine su pazienti poliomielitici, non ci dovrebbero essere problemi a istituire lì il Centro nazionale». Una novità quest’ultima, concordata tra Palumbo e il sottosegretario al ministero della salute, Antonio Gaglione che, nell’agosto scorso, era venuto in visita a Malcesine ed aveva garantito il suo impegno nel cercare di raggiungere l’obiettivo.Inizialmente il politico aveva pensato di tentare di inserire la costituzione del Centro nella Finanziaria ma poi, per evitare le incognite di questa, aveva optato per un passaggio diretto alla Conferenza Stato- Regioni, cercando di lasciare alla Finanziaria solo l’onere economico del Centro. A proposito di soldi, giovedì 30 novembre l’onorevole Tiziana Valpiana, in accordo con i disabili dell’Aidm e con Gaglione, ha presentato un emendamento in Senato che prevede il finanziamento del Centro per sei milioni di euro: due per ciascun anno del 2007, 2008 e 2009.«La parola finale su questo punto spetta certamente al governo», ha proseguito Tosi, «dato che certamente il ministro Turco può trovare i fondi da destinare a Malcesine. Sarebbero davvero indispensabili, al di là del riconoscimento ufficiale, per farlo partire nel migliore dei modi». Non è ancora tutto. La Finanziaria potrebbe ridare fiato anche a un’altra speranza. Ovvero quella che l’Inail compri l’ospedale. L’ipotesi, che pareva tramontata, ha ripreso vigore grazie ad un comma della Finanziaria che consentirebbe all’Istituto di procedere, nel 2007, con quanto era stato previsto ma non attuato nel 2006. Tra queste cose anche l’acquisto della struttura sanitaria per 26 milioni di euro. «Se così sarà», ha concluso Tosi, «i 26 milioni di euro saranno reinvestiti nell’Ulss 22 e anche a Malcesine. L’ospedale potrà giovarsi del finanziamento ulteriore che l’Inail ha già accordato, in caso di acquisto, per la ristrutturazione».Infine proprio oggi Roberto Bassi è a Roma per incontrare sia il sottosegretario, Antonio Gaglione, che Filippo Palumbo per il costituendo Centro di riferimento nazionale. «Grazie alla tempestività e alla collaborazione con l’Ulss 22 e con l’assessore Flavio Tosi», ha dichiarato il presidente Aidm, «porto a Roma la delibera regionale. Se il governo darà corso all’emendamento della senatrice Valpiana, visto che non ha considerato quello alla Camera fatto dall’onorevole Federico Testa, potrebbero arrivare anche i soldi per il Centro».

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