Come trattiamo la cronaca

GardaNotizie racconta anche la cronaca: arresti, indagini, processi, incidenti. In questa pagina spieghiamo le regole che seguiamo quando lo facciamo, perché in un articolo un nome c’è o non c’è e come chiederci una correzione. Le regole vengono dal Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti, in vigore dal 1° giugno 2025, e dalle Regole deontologiche del Garante per la protezione dei dati personali sull’attività giornalistica.

I nomi delle persone accusate

Nessuna legge vieta di pubblicare il nome di una persona indagata o arrestata: il decreto legislativo 188 del 2021 sulla presunzione di innocenza pone limiti alle autorità pubbliche, non ai giornali. Il Codice deontologico (art. 24) chiede invece la massima cautela con nomi e immagini delle persone accusate di reati minori, salvo i casi di particolare rilevanza sociale.

Per questo, quando il reato è minore, indichiamo età, Comune o professione e non il nome. Il nome lo scriviamo per i fatti gravi e quando l’accusa riguarda chi ha un incarico pubblico per fatti legati a quell’incarico. Non nominiamo chi nella vicenda non ha un ruolo essenziale. Nel dubbio, il nome resta fuori.

Nessuno è colpevole prima della sentenza

Chi è indagato, arrestato o imputato non è colpevole fino alla sentenza definitiva. Riportiamo le accuse al condizionale e attribuite a chi le formula, e teniamo distinti indagato, imputato e condannato. Se la difesa ha preso posizione, la riportiamo. Quando una persona di cui abbiamo scritto viene assolta o prosciolta, ne diamo notizia con lo stesso rilievo dell’accusa (art. 24).

Vittime, familiari e minorenni

Chi ha subito violenze non deve essere riconoscibile, neppure attraverso indirizzo, luogo di lavoro o parentela (art. 13 e 25). Non pubblichiamo nomi o dettagli che rendano identificabili i familiari delle persone coinvolte, salvo che siano indispensabili a capire il fatto (art. 25). Un minorenne coinvolto come autore, vittima o testimone non è mai identificabile, nemmeno con il consenso dei genitori (art. 12 e Carta di Treviso); lo nominiamo solo per i suoi meriti, come un premio o un risultato sportivo, e nei casi di scomparsa.

Nazionalità, origine e religione

Nazionalità, origine, colore della pelle, religione, salute e orientamento sessuale li citiamo solo quando fanno parte del fatto, mai come etichetta di una persona (art. 5). Per le persone migranti usiamo termini corretti, come “irregolare” o “senza permesso di soggiorno” (art. 14).

Multe, chiusure e altri provvedimenti

Per sanzioni e provvedimenti amministrativi, come multe, chiusure temporanee e ordinanze, non pubblichiamo i nomi delle persone. È una scelta della redazione: raccontiamo il fatto e i controlli, non la persona.

Immagini, suicidi e vicende passate

Non pubblichiamo immagini di persone in manette, di detenuti senza il loro consenso o di vittime riconoscibili (art. 20). Dei suicidi non diamo dettagli su luogo e modalità e l’identità solo se c’è un evidente interesse pubblico (art. 15). Non richiamiamo vecchie vicende giudiziarie di una persona se non sono essenziali al fatto di oggi (art. 10).

Correzioni e aggiornamenti

Chi è citato in un articolo può chiederci di correggere un dato sbagliato o di aggiornarlo con l’esito del procedimento, come un’archiviazione o un’assoluzione. Le richieste si inviano dalla pagina Contattaci: le esaminiamo una per una.

GardaNotizie è una testata registrata presso il Tribunale di Brescia, n. 35/2000. Direttore responsabile: Luca Del Pozzo.