domenica, Luglio 21, 2024
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Dimora cinquecentesca edificata da mons. Roveglio e sistemata nel 1730. E tra le sue mura dormì anche il re. A disposizione di Vittorio Emanuele II dopo la battaglia di Solferino

Curiosità nella Casa della Cultura

Acquistata 26 anni fa dall’amministrazione comunale, Villa Brunati può finalmente ritornare, con un investimento di quasi 1 milione e 900 mila euro e due anni di intensi lavori, al suo antico splendore, quand’era residenza della facoltosa famiglia Roveglio. La villa venne edificata alla fine del 1500 da mons. Giacomo Roveglio per farne casa di villeggiatura, e fu ristrutturata nel 1730 da un suo discendente, Francesco Liviano Roveglio. Nel 1859, dopo la battaglia di Solferino e San Martino, ospitò il re di Piemonte e Sardegna Vittorio Emanuele II, futuro re d’Italia, ed il suo Stato Maggiore.Acquistata nel 1868 dai Brunati, viene restaurata ed affrescata negli anni 1878-1886 dall’architetto bresciano Antonio Tagliaferro e denominata Villa Martina, dal nome della moglie del Brunati. Nel 1981, dopo che lo stabile era passato di mano più volte, venne acquistata dal comune di Desenzano. L’ultimo restauro si deve agli architetti Ilaria e Valentino Volta, che per l’occasione hanno anche scritto un volume di 144 pagine «Villa Brunati. Storia, arte, restauro» edito dallo stesso Comune, che verrà presentato domenica 1 aprile. La sua destinazione a polo culturale è, secondo l’opinione di molti, la più felice sia per la posizione, sia perché Rivoltella vede in quest’ iniziativa un rilancio della propria identità e potenzialità. Negli ultimi anni lo stabile divenne temporaneamente un centro di aggregazione giovanile, che però ebbe vita breve e difficile a causa delle intemperanze di alcuni suoi «inquilini».

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