L’emergenza idrica dovuta a temperature elevate, scarse precipitazioni e al progressivo abbassamento delle riserve ha portato la Regione Veneto a dichiarare lo stato di emergenza regionale per deficit idrico e a diverse amministrazioni locali ad adottare ordinanze per limitare l’uso di acqua potabile: tra i Comuni interessati figurano Garda (ordinanza sindacale n. 51, in vigore fino al 30 settembre 2026), Bardolino (provvedimento valido fino al 30 settembre 2026), Brenzone (ordinanza n. 70 dell’8 luglio 2026, fino al 31 agosto 2026) e Castelnuovo del Garda (limitazioni fino al 31 agosto 2026), mentre sulla sponda bresciana è intervenuto Puegnago del Garda con un’ordinanza firmata dal sindaco Silvano Zanelli che vieta gli usi non essenziali dell’acqua pubblica.
Le misure prevedono, in diverse forme, il divieto di lavare cortili e piazzali, il lavaggio privato di veicoli, il riempimento di piscine e fontane prive di ricircolo e, in molti casi, il divieto di irrigazione dalle 7 alle 22; a Garda restano consentiti gli usi domestici, igienico-sanitari, zootecnici e industriali e le violazioni sono sanzionate con multe da 25 a 500 euro, a Brenzone l’ordinanza vieta tutti gli usi non strettamente necessari fino al 31 agosto e a Castelnuovo del Garda le limitazioni sono analoghe nell’arco orario indicato; a Puegnago del Garda il divieto comprende anche il riempimento e il rabbocco di fontane e piscine private e il lavaggio di veicoli (esclusi gli autolavaggi autorizzati), mentre Confagricoltura Brescia ha segnalato nelle ultime ore aziende agricole in forte difficoltà, seconde semine rinviate e raccolti a rischio per la carenza d’acqua.


Iscriviti al nostro canale Telegram per tutti gli ultimi aggiornamenti



