giovedì, Maggio 23, 2024
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Continua la crisi del settore ricettivo: un invito al Comune «Meno traffico, rumore e caos o i turisti scappano»

Gli albergatori lanciano l’Sos

E’ una crisi che sta ormai gettando nel panico l’intero settore alberghiero. Dopo un 2002 disastroso, sta seguendo un inizio d’anno affatto rassicurante, segnato più da ombre che da luci. E le previsioni non inducono all’ottimismo. A Desenzano il comparto ricettivo, con le sue 40 aziende e 3 mila posti letto, dà lavoro a migliaia di persone. La tradizione è secolare. Basta pensare che il primo albergo, lo storico «Mayer» di piazza Matteotti, risale ai primi anni dell’Ottocento, mentre il Park Hotel (allora chiamato «Due colombe») venne inaugurato nel 1878. E ora, per la prima volta nella loro storia, tranne qualche sporadica eccezione, gli albergatori desenzanesi presentano un conto in profondo rosso. «Nella scorsa stagione – ha rivelato Vittorio Cerini, vicepresidente del Consorzio Albergatori in occasione dell’annuale incontro dela categoria – abbiamo avuto una perdita di circa il 10 per cento e, purtroppo, dalle vacanze di Natale ad oggi non abbiamo notato una controtendenza: anzi…». Cerini, dati alla mano, conferma con dati obiettivi la crisi strisciante che sta colpendo il settore ricettivo della più grande e popolosa città del lago di Garda. «Il record negativo del 2002 non si era mai registrato negli ultimi trent’anni. Basta vedere che a Desenzano sono aperti solo una manciata di alberghi, e abbiamo praticato tariffe al di sotto del tasso inflattivo». Il numero due del consorzio (assente per un’indisposizione il presidente Saverio Ziliani) si è quindi rivolto al sindaco Fiorenzo Pienazza, intervenuto all’incontro assieme all’assessore al turismo Adelio Zanelli, facendo osservare «l’inutilità e l’inopportunità della costruzione di nuovi alberghi in un settore non solo saturo ma anche boccheggiante». Una ricetta per provare ad uscire da questa crisi potrebbe essere, a parere di Cerini, quella di rilanciare il Castello, realizzare parchi e passeggiate a lago e tutta una serie di interventi di qualità che prevedano l’ampliamento di alcune spiagge e un abbellimento generalizzato dell’intera città. In effetti, Desenzano sta perdendo colpi perchè a un turista in vacanza appare una città quasi omologata ai grandi centri urbani e, quindi, con i problemi di inquinamento, di traffico, di parcheggi, di rumorosità. Mancano all’appello, inoltre, eventi di grande spessore e grande richiamo anche perchè, probabilmente, sono venute a mancare spesso sinergie tra amministrazione comunale e categorie produttrici. Un richiamo che, però, non è rimasto inascoltato. Lo stesso Zanelli, intervenendo l’altra sera al Park Hotel, ha infatti riconosciuto «che l’ospite deve costituire un patrimonio per tutti. Certo, si tratta di una sfida difficile ma si deve affrontare». Pienazza ha invece sollevato il problema della «revisione del Piano regolatore, necessaria per riordinare il traffico, le aree di sosta e lo sviluppo del territorio. Negli ultimi cinque anni – ha continuato il sindaco – si è visto uno scoordinato urbanesimo, e allora dobbiamo preservare la città ma resta da capire dove possiamo arrivare». Per quanto riguarda la lotta ai fracassoni, Pienazza ha ricordato che i Vigili urbani si sono dotati del fonometro e di un regolamento che detta precise disposizioni. Comunque, la categoria ha chiesto aiuto all’amministrazione ma probabilmente la crisi che la sta attanagliando ha origine da altre cause. La difficoltà per individuare la giusta terapia è solo questa.

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