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Un’originale Natività realizzata dai giovani dell’oratorio E’ stato promosso da don Giulio, il parroco della «riconciliazione»

Gli scorci suggestivi di Portese sono il «cuore» del presepio

I giovani dell’oratorio di Portese hanno creato un presepe originale, col bambinello nato tra le case del paese. Hanno infatti ricostruito alcuni scorci caratteristici del paese (l’ingresso del castello, dove d’estate si tengono gli spettacoli teatrali, via Ciano, vicolo del Pane), in scala una a tre. Si sono impegnati per un mese, tutte le sere, sotto l’occhio attento di don Giulio, il nuovo parroco. Dopo avere tagliato il compensato, lo hanno ricoperto con la carta, pitturato e decorato. Ci sono i lampioni e le porte, le tegole e i canali dell’acqua piovana. Adesso il lavoro è lì, in bella mostra nella chiesa, a fianco dell’altar maggiore, tra rose di Natale e un cesto con il pane benedetto. Rispettando un’antica tradizione, il presepe rimarrà fino al 2 febbraio, giorno della presentazione di Gesù al tempio. Il giovane don Giulio, originario di San Felice, può essere considerato il prete della… riconciliazione. Il suo arrivo contribuisce a mettere una pietra su decenni di mugugni e contrasti tra il capoluogo e Portese, la frazione rimasta comune autonomo fino al 1927. Tra le due località non è mai corso buon sangue. Fin da quando, nel 1855, don Tommaso Navoni, parroco di Portese, venne ucciso a coltellate da tre suoi dipendenti. Uno di loro, di San Felice, lasciò in eredità al suo paese l’appellativo di «copa precc de San Filis». L’episodio è ricordato da una lapide, collocata sul sagrato della chiesa, e ora mascherata da un arbusto sempreverde. Sul luogo del delitto, non molto distante, c’è una croce incisa nel cemento, sopra un teschio, tra due ossa incrociate. I secoli hanno stemperato l’astio. Però, sotto la pelle dei più anziani, covano tensioni. Nonostante le esortazioni dei saggi, anche recentemente ci sono state occasioni per guardarsi in cagnesco: lo scontro sul cimitero, il trasferimento delle scuole, l’anziano parroco sgradito, l’acciottolato realizzato prima di altre opere. La nomina di un sacerdote di San Felice a parroco di Portese rappresenta dunque l’atto della pacificazione definitiva. Intanto, a Portese, proseguono le manifestazioni natalizie organizzate dal comune di San Felice e dalla parrocchia. Dopo il corteo dei pastorelli per le contrade del centro storico e l’esibizione del coro veronese di Ceraino, domenica 4 gennaio, alle ore 21, si terrà il concerto dell’Orchestra del festival di musica sacra di Brescia, diretta da Giovanna Sorbi, con il coro lirico e le due corali locali. Tema della serata: i canti della tradizione italiana, europea ed extra. Tenore Maurizio Minelli, oboe Pietro Corna, tromba Pierantonio Merlini.

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