martedì, Aprile 16, 2024
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Andrà in vendita l’enorme struttura, ora proprietà della Provincia di Cremona. Futuro alberghiero per l’ex sanatorio. Su tempi e cifre solo «voci»

Grand Hotel «Cremonese»

L’Amministrazione provinciale di Cremona ha inenzione di vendere lo splendido immobile di sua proprietà (l’«Istituto Cremonese», come è chiamato), situato sul lungolago di Maderno. Si parla di un prezzo sui 13 milioni di euro, anche se le autorità della città del Torrazzo mantengono il riserbo su cifre, tempi e modi, pur confermando che il complesso sarà venduto.Nel dopoguerra l’edificio, ex hotel Bristol, ospitava bambini a rischio di infezioni polmonari e figli di degenti nei sanatori, dismesso negli anni 70, è stato in parte ristrutturato recentemente. Dopo la vendita, dice il Comune, manterrebbe una destinazione alberghiera.È un immobile molto grande, sicuramente «spendibile» sul mercato: circa 11mila metri cubi la volumetria complessiva, di cui 8.800 il fabbricato principale, su sei piani, con una grande terrazza, e 2mila metri cubi della vicina palazzina a due piani, la villetta del custode, il blocco dei servizi, eccetera. C’è poi un’area di 8.500 metri quadrati, di cui 1.000 coperti e 7.500 il giardino, con 160 piante (abeti, allori, albicocchi, cachi, cedri del Libano, cipressi, magnolie, nespoli, oleandri, olivi, palme, pini maremmani, pruni, rododendri e tigli). Il fronte a lago è di 120 metri.Dopo la chiusura, avvenuta negli anni Settanta, tossicodipendenti e diseredati trovarono modo di entrare di soppiatto nella struttura abbandonata, come rifugio provvisorio. Nel settembre 1980 il Consorzio antitubercolare, che ne era proprietario, donò il tutto alla Amministrazione provinciale di Cremona che, in tempi successivi, cercò inutilmente di vendere.Nel 2000 la virata. Ci si orientò infatti verso un’altra soluzione: cedere in comodato gratuito (per 99 anni) all’Ente ospedaliero di Sospiro che, nella località a una dozzina di chilometri dalla città del Torrazzo, ospita 750 anziani non autosufficienti, disabili, persone sofferenti di problemi psichici, eccetera, ed ha più di seicento dipendenti. L’obiettivo: trasformare l’immobile di Maderno in un centro vacanze capace di accogliere, a turno, gruppi di pazienti, accompagnati da infermieri, educatori, fisioterapisti. Un’iniziativa guardata con favore, perchè avrebbe avuto ripercussioni positive sull’indotto.Approfittando del fatto che il Piano regolatore consentiva aumenti di volumetria per circa 3mila metri cubi, Sospiro ha incaricato l’impresa Castelli di Morbegno di effettuare i lavori di ristrutturazione (ultimati nel gennaio 2005), su progetto di Marino Bettinazzi, per un importo di cinque milioni di euro.Adesso l’Amministrazione provinciale di Cremona ha deciso di tornare sui suoi passi. E di vendere al miglior offerente, partendo da una base di 13 milioni di euro. L’intenzione è di destinare una parte del ricavato al bilancio dell’Ente di Sospiro, e una parte a un fondo socio-assistenziale.Nei giorni scorsi il sindaco Paolo Elena, durante un’assemblea pubblica, ha rammentato che «occorrono altri tre o quattro milioni di euro per completare l’edificio, che dopo la vendita avrebbe destinazione ad albergo, e per sistemare il parco esterno. L’acquirente dovrebbe sborsare parecchi quattrini. Bisogna trovare chi investe, e non è facile – ha osservato ancora il sindaco -, anche se ci sono casi di questo tipo. In questi ultimi anni, in località Bornico, i preti della congregazione di don Orione hanno rimodernato Villa Maria, trasformandola in albergo. In piazza Caduti un milanese ha investito quattro miliardi di vecchie lire nell’Astra, ripartendo alla grande. Molti operatori hanno speso, rilanciando le loro strutture. Altri, invece, dispongono di hotel che, essendo privi degli standard minimi, andrebbero o adeguati o demoliti. In ogni caso ritengo assurdo che i fabbricati restino vuoti o abbandonati all’incuria. Le scelte vengono dettate dal mercato».

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