domenica, Luglio 21, 2024
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Netta presa di posizione dopo il ricorso del Pirellone al Consiglio di Stato. Preoccupati dall’inquinamento della cava del Pirata e della Busa di Gozzolina

I Ds sfidano Formigoni: «No alla discarica»

Uno dei problemi più urgenti del territorio morenico su cui sorge Castiglione delle Stiviere è l’inquinamento ambientale. Nonostante la sentenza di qualche mese fa del Consiglio di Stato, contrario all’impugnazione (da parte della ditta bresciana Ambiantal Geom incaricata dal Pirellone di creare la famigerata discarica Pirossina, e da parte della Regione stessa) dell’ordinanza con cui il Tar di Brescia aveva detto no alla realizzazione dell’impianto di rifiuti tossici (Dgr 33969 del 29/12/97), la questione rimane ancora aperta. «La Regione, come pure l’Ambiental Geo, ha presentato ricorso al Consiglio di Stato – osserva Saviola, consigliere di minoranza Ds -. Nel contempo si stanno costituendo in giudizio, in opposizione al ricorso, tutte le forze che si erano già rivolte al Tar. Quello che emerge è una chiara volontà da parte della Regione, di Formigoni soprattutto, di insistere nel voler costruire questa discarica». Esistono però altre due annose questioni ambientali che aspettano ancora di trovare una soluzione e che sono conseguenza di una fase disordinata di crescita economica della cittadina aloisiana. «Innanzitutto la bonifica della cava del Pirata, in località Lazzaretto, utilizzata in passato come discarica per rifiuti industriali dalle ex ditta Flucosit di Asola. Poi la Busa, un terreno che si trova nella frazione Gozzolina, in località Testa, fortemente inquinato da sostanze nocive e cancerogene quali benzene, toluene e xilene, tuttora collocate a diversi metri di profondità». Attualmente si stanno realizzando tutta una serie di verifiche analitiche, in modo poi da progettare nel migliore dei modi la fase del recupero. «Il Pirellone – afferma Saviola – prima delle elezioni regionali aveva finanziato 700 milioni, promettendo poi di finanziare il progetto di recupero definitivo stimato intorno ai 13 miliardi e mezzo. Adesso, con le elezioni ormai alle spalle, con il clima politico che si è creato dopo l’allontanamento dell’ex assessore all’Ecologia Baruffi, si parla addirittura di una sospensiva. È difficile pensare di poter ottenere i 700 milioni iniziali per arrivare alla conclusione di questa istruttoria». Saviola si dice «preoccupato anche per altre realtà: stiamo seguendo con molta apprensione quello che sta avvenendo a Lonato, dove si stanno compiendo le analisi nella zona Traversino. I risultati non ci sembrano per nulla tranquillizzanti. Stiamo rincorrendo le emergenze causate da decenni di incuria ambientale, periodi durante i quali nel territorio morenico è stato fatto veramente di tutto, in particolare nel territorio di Lonato e Desenzano, dove nelle cave di ghiaia di buttava qualsiasi tipo di sostanza. Quello che ci preoccupa ancora di più è il fatto che esistano molte realtà nascoste che rappresentano potenzialmente una mina vagante per la qualità ambientale e la salute dei cittadini».

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