giovedì, Gennaio 15, 2026
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Questionario per i ragazzi del paese tra gli 11 e i 16 anni. Tanto sport fino a 13, poi l’abbandono. Il 32 per cento degli intervistati passa il tempo libero a casa

I giovani? Qui vince la noia

L’associazione «La Fonte» di San Felice, presente sul territorio dal 2003 con lo scopo di promuovere la partecipazione dei cittadini alla vita politica e civica del comune, ha presentato alla cittadinanza l’esito di una ricerca effettuata nei mesi scorsi. L’associazione da tre anni svolge ricerche per migliorare la conoscenza delle persone che vivono nel paese e le loro problematiche, questa volta si è dedicata ai giovani. Infatti sono andati ad ascoltare i ragazzi, residenti a San Felice, di età compresa tra gli 11 ed i 16 anni, anche se inizialmente dovevano essere presi in considerazione i ragazzi dai 10 ai 19 anni, ma la difficoltà di contattare gli ultrasedicenni ha fatto desistere gli organizzatori. Si tratta comunque di una fascia d’età significativa per le trasformazioni che la caratterizzano: il delicato passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Il questionario, che ha lo scopo di effettuare una fotografia ragionata del mondo giovanile, in modo da considerarne le esigenze secondo i bisogni reali, è stato realizzata da Mario Rosina, Oscar Lancini, Lorenza Baccolo, Claudia Turina, Maurizia Di Marzio, con la collaborazione delle scuole locali che hanno materialmente distribuito i questionari ai ragazzi. L’indagine ha riguardato 108 giovani (il 58% residente a San Felice, il 41% a Portese e l’1% a Cisano) ed ha puntato l’attenzione sui rapporti con la scuola, il tempo libero ed i desideri e le aspettative dei giovani. E’ emerso che fino alla terza media i ragazzi frequentano la scuola di San Felice, ambita per la qualità dell’offerta didattica; mentre per la scelta della scuola superiore, sebbene non ci siano condizionamenti da parte di amici o genitori, i ragazzi preferiscono scegliere un istituto non lontano da casa, che li obbligherebbe a passare molto tempo sui mezzi di trasporto. Inoltre i ragazzi di 11 e 12 anni praticano molto sport, mentre dai 13 in poi o l’attività diventa agonistica, o viene abbandonata. Anche se una nota preoccupante è il fatto che ben il 21% degli intervistati non pratica sport. Tra chi invece lo fa, il 18% gioca a calcio; il 13% danza; l’11% gioca a pallavolo; il 10% il tennis, 7% nuoto; 5% basket e vela e canottaggio; 4% sci; 3% karate ed equitazione. Il 91% ha scelto lo sport senza condizionamenti, mentre il 9% lo ha scelto perché è l’unico sport che può praticare in paese, ed il 3% perché può rimanere con gli amici. Infatti il 62% pratica lo sport fuori paese e tra questi l’83% sono quindicenni. Per quanto riguarda la partecipazione alle associazioni (scout, banda, oratorio o altro) presenti sul territorio, si nota una disgregazione fra le associazioni e la mancanza di una rete di collegamento tra esse. I ragazzi di 15 anni hanno trovato un vuoto associativo sul territorio e nella totalità, se frequentano associazioni, non sono sul territorio di San Felice. Mentre i ragazzi di 14 e 16 anni frequentano l’oratorio, grazie ad un’offerta di catechismo che condivide valori ed esperienze. Scout e banda, invece, hanno trovato strategie vincenti ed hanno trovato nuovi partecipanti, rivitalizzandosi come associazioni. Il 61% afferma di avere abbastanza tempo libero, il 17% molto, il 22% poco ed il 4% non ne ha proprio. L’altro dato che l’associazione «La Fonte» non pensava di incontrare è che il 32% degli intervistati passa il tempo libero a casa, mentre il 19% al cinema e l’8% in discoteca o altro. «Restano molto alte le percentuali di quei ragazzi – ha dedotto l’associazione «La Fonte» – che non praticano nessuno sport, non frequentano nessuna associazione e passano il tempo fra le mura di casa, davanti al televisore o al computer o comunicando con i coetanei tramite sms e a cui il territorio non ha offerto o non riesce ad offrire una possibilità di aggregazione». Le attività più desiderate sul territorio sono la piscina, un campetto, ma più di tutto ad uno spazio flessibile, anche una sola stanza, che possa essere fruito per varie attività. Un luogo che possa dar la possibilità ai ragazzi di esprimersi nel senso più ampio, come vogliono, secondo le proprie esigenze. «I nostri tempi hanno per lo più tempo libero – ha concluso Mario Rosina – ma sono messi nelle condizioni migliori per utilizzarlo bene?». Agli adulti l’ardua risposta.

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