domenica, Luglio 21, 2024
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Malcesine insegna: 160 mila visitatori, un miliardo in cassa

Il tesoro «nascosto» nel Castello

Pomeriggio di domenica scorsa. Ad Arco impazza il carnevale e nelle strade si fa festa ma la sfilata di carri e mascherine non è l’unica attrattiva che riesce ad offrire la cittadina arcense in una giornata baciata dal sole. Sul sentiero che conduce al castello è un continuo via vai di turisti, famigliole e comitive. Nel prato della lizza si contano a decine le persone intente a gustarsi l’incantevole paesaggio mentre all’interno dell’antico maniero, in mezzo agli storici ruderi, la desolazione è quasi totale.A fornirci la cronaca di questo pomeriggio “alternativo” (che si è concluso brevemente dato che il castello è rimasto aperto fino a poco dopo le 15) è una delle tante persone che domenica scorsa sono salite sulla cima della rupe che sovrasta Arco per andare a godere delle suggestioni di un paesaggio che non ha paragoni. Anche lui, però, come quasi tutti gli altri non è entrato all’interno del castello. E la motivazione è molto semplice: perché pagare il biglietto, seppur ridottissimo (poco più di 2 euro), se c’è poco o quasi nulla da vedere? Un ragionamento, questo, che a quanto pare hanno fatto in molti, praticamente la stragrande maggioranza del centinaio di persone che erano presenti domenica pomeriggio nel prato della lizza, le quali si sono ben guardate dal salire verso la parte alta del maniero. Un racconto, questo, che produce inevitabilmente una riflessione sul futuro di quello che è considerato un patrimonio non solo storico della comunità altogardesana. A questo punto si pone il dilemma se sia ancora il caso di proseguire sulla strada di una conservazione quasi feroce di ciò che si è tramandato nei secoli senza minimamente interferire con l’esistente. Questa politica, condotta tenacemente dagli esperti della Provincia, ha portato come risultato 50 mila presenze (tra paganti e non) al castello durante tutto lo scorso anno. Numeri che impallidiscono se messi al confronto con una realtà vicina come quella di Malcesine dove il castello, con relativo museo, ha “visto” nel 2001 ben 160 mila presenze mentre si prevedono, per quest’anno, incassi relativi agli ingressi di circa un miliardo di lire. Due differenti modi d’intendere la fruizione di un luogo che non deve essere solamente un reperto storico ma anche un veicolo di promozione della cultura.

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