domenica, Luglio 21, 2024
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Sala assicura: «Entro il 2003 un incubatoio in ogni vallata»

Itticoltura nel bresciano

Alessandro Sala si sente più che mai assessore alla pesca. «Sono entusiasta per i progressi compiuti e per quelli che verranno – confessa, raggiante -. Abbiamo rilanciato un mondo che soffriva da anni, come del resto abbiamo fatto anche con la caccia. Per la prima volta sono in calendario giorni di rispetto per i pescatori dilettanti. Adesso ho tre obbiettivi per il 2001». Innanzitutto, i ragazzi. «Bisogna creare una nuova cultura – dice Sala -: gli studenti devono capire che pesca e ambiente vanno d’accordo. La prima campagna d’informazione ha già dato ottimi risultati. Continueremo sulla stessa strada. Anche per questo mi interessa molto la sorte dell’istituto ittiogenico in città, che è un problema da più dieci anni. Ho scritto una lettera a Formigoni, perché è la Regione che deve decidere. Noi vogliamo che diventi un museo-acquario per le scolaresche, oltre che un istituto di sperimentazione per le specie ittiche pregiate. Se invece si seguirà la linea del Comune, che vuol renderlo parco pubblico, daremo battaglia». Quanto agli incubatoi, «dopo Tremosine e Vezza d’Oglio toccherà a Pezzaze o a Collio: nel 2003 in ogni vallata ci sarà un incubatoio. E stiamo cercando di riattivare Gargnano. Firmeremo una convenzione con l’istituto zooprofilattico per sapere se è sano oppure no il pesce che viene immesso nelle acque pubbliche. Sono fiducioso, anche perché in questo ambito posso contare su interlocutori come l’assessore Viviana Beccalossi in Regione. Saremo sempre ascoltati». La Beccalossi dà ragione a Sala con un progetto di legge già proposto al Pirellone: per giovani, anziani e portatori di handicap sarà più facile andare a pesca, perché diventeranno più agevoli le procedure per il rilascio della licenza. «Questo progetto – spiega la Beccalossi – dedica molta attenzione alla programmazione e alla gestione dell’ittiofauna, per un incremento e una maggiore tutela di questo patrimonio».

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