mercoledì, Luglio 24, 2024
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I visitatori del Regno Unito sono cresciuti del 28,1 per cento seguiti dagli olandesi. Crollo di svedesi

Il Garda spalanca le porte agli inglesi

L’anno del Giubileo si è chiuso positivamente per il turismo sul Garda, nonostante il lago sia risultato snobbato dalla clientela nazionale in particolare, ma anche svedese. «Sarà nostro impegno approfondire le motivazioni di questo forte calo dei due flussi turistici», ha esordito Marco Zaninelli, commissario straordinario dell’azienda di promozione turistica Riviera degli Olivi nell’illustrare i dati statistici del 2000. «Lo faremo quanto prima», ha puntualizzato , «perché è importante capire quello che non ha funzionato nella promozione rivolta al mercato interno». Ma il dato lungamente positivo resta il fatto che le giornate di presenza dei turisti in riva al Garda o nell’immediato entroterra lacustre sono aumentate di mezzo milione, passando dagli 8.189.344 del 1999 agli 8.708.558 del 2000, con un incremento del 6,3 per cento. A questi numeri i fa però riscontro un calo, seppure più modesto, degli arrivi, scesi da 1.509.102 a 1.471.255 e quantificati in meno 37.847 persone, ovvero due punti e mezzo percentuali persi. Quindi meno persone arrivate, ma soggiorni più lunghi: da una media di cinque giorni e mezzo a quasi sei. Al disamoramento degli italiani per il grande lago, in cifre una diminuzione sia in arrivi (37.830, meno 9 per cento) che in presenze (125.037 meno 6,2 per cento), si contrappongono risultati molto positivi del mercato turistico inglese e olandese. I sudditi della regina Elisabetta lo scorso anno in fatto di arrivi sono aumentati del 28,1 per cento (da 65.396 a 83.790) e di 19,2 quanto a giornate di presenza (da 476.213 a 567.868), mentre dai Paesi Bassi l’incremento è stato del 16,6 per cento sul fronte degli arrivi (da 71.667 a 83.557) e del 12,3 per cento per le giornate di presenza (da 734.623 a 825.023). Più che buono anche il bilancio fatto registrare dai turisti dell’area tedesca in fatto di giornate trascorse sulla riviera del Garda veronese o nell’immediato entroterra, con un più 13 punti per quanto riguarda il flusso dalla Germania (da 3.391.033 a 3.827.996) e un più di circa 10 punti per quello austriaco (da 417.996 a 458.993). La fetta più consistente della torta delle presenze (58,5 per cento) va alle strutture extralberghiere che oltre ai campeggi comprendono residence, affittacamere e appartamenti; gli alberghi si sono invece divisi il 41,5 per cento di un business che sembra non conoscere fasi di stanca dal 1995 ad oggi, con il Garda che rimane meta importante soprattutto per il mercato turistico europeo. A non essere però del tutto ottimista per il futuro è l’assessore provinciale al turismo Davide Bendinelli, che ha sollevato qualche perplessità sulle strutture ricettive, in particolare quelle che non sfruttano la situazione propizia per stare al passo con i tempi. «E’ soprattutto indispensabile», ha infatti sottolineato, «reinvestire gli utili per ammodernare le aziende. Un appello anche alle amministrazioni pubbliche perché cerchino di non disattendere alle esigenze degli operatori impegnati ad affrontare quel salto di qualità delle strutture ormai irrinunciabile per non perdere in competitività». «Nello stesso tempo è fondamentale l’impegno», ha precisato Bendinelli, «di approntare progetti in sinergia tra aziende di promozione turistica e privati al fine di creare eventi unici e di spicco sul territorio, lavorando con più Comuni in modo da dare più spessore, ricchezza di contenuti e pubblicità alle singole manifestazioni».

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