Un primato, l’ultima festa dell’uva e del vino del millennio lo ha segnato: quello della pioggia. Per tre intere giornate, tolte alcune brevi soste, è stata acqua ininterrottamente. Un po’ meglio lunedì, quarta giornata di festa, con finale atteso per lo spettacolo pirotecnico sul lago. Non poteva pertanto che risultare una manifestazione sotto tono, salvata tutto sommato da una presenza massiccia di turisti stranieri. Più del settanta per cento di quanti per quattro giorni hanno animato la tradizionale festa all’insegna più del vino che dell’uva arrivata alla 71ª edizione, parlava straniero e in particolare tedesco e inglese. Una dimostrazione di come la rassegna acquisisca sempre più, anno dopo anno, una precisa fisionomia di richiamo turistico, nel contesto della promozione del vino Bardolino, in un periodo come quello autunnale tra i più gettonati per gli appassionati del «divertissement» eno-gastronomico. Tanto da far meditare più approfonditamente e stimolare quanti operano nel settore agro-turistico, per arrivare a dare uno spessore e un’immagine più consona alla festa e adeguarla al mercato turistico in continua evoluzione. Su questo piano la propria parte la sta facendo il Consorzio tutela che ha anticipato a date più consone la parte convegnistica e di studio per dare uno spazio maggiore alla promozione attraverso l’educational «Un tesoro in bottiglia» che ha visto rappresentare una trentina di testate tra televisive e della carta stampata ad una caccia al tesoro riservata appunto ai giornalisti. Tutti impegnati a trovare, risolvendo degli enigmi, ambienti di ristorazione particolarmente significativi sulla riviera e nell’entroterra del lago di Garda, nell’ottica tra l’altro che «il vino si gusta meglio se si conosce la bellezza della sua terra». Consorzio di tutela nello stesso tempo impegnato a creare le condizioni fondamentali per arrivare a ottenere il riconoscimento «Bardolino Superiore Doc», attraverso una viticoltura impegnata e ricercata nelle aree aziendali particolarmente vocate e una vinificazione accorta nell’esprimere al massimo le potenzialità ambientali e varietali. Con i viticolturi più sensibili impegnati a ridurre la resa uva per ettaro da 130 a 90 quintali, infittendo le viti e così diminuendo la produzione per ogni pianta. Ottenendo così un vino Superiore di grande concentrazione caratteriale, dagli aromi più apicceti, maggiore corposità e pienezza di sapore. «Dopo i traguardi notevoli raggiunti intendiamo», fa presente il presidente del Consorzio Giuseppe degli Albertini, «fronteggiare la sfida del rapporto prezzo-qualità presentando un grande vino, seguendo regole più restrittive attraverso un’azione di autodisciplina dei soci». Ritornando alla festa dell’uva e del vino, passata ora agli archivi, da segnalare i vincitori del concorso uva da vino Bardolino Classico doc le Aziende Agricole: Colle dei Cipressi e Rossi Cesare di Calmasino; Raval, F.lli Girardelli, Costadoro, Ca’ Bottura e Guerrieri Rizzardi di Bardolino; Orlandi Vittorio e Giovanni Gelmetti di Lazise; Vittorio Beghini di Cavaion e le cantine: Lamberti Giv di Cavaion, F.lli Zeni e Lenotti vigneto La Prà di Bardolino.
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Le bizze del tempo non rovinano il successo della rassegna
La festa dell’uva e del vino strega i tedeschi e gli inglesi
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