lunedì, Giugno 24, 2024
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Iniziativa del circolo Pal del Vo

Lezione al Carnacina sulla globalizzazione

La società del rischio, ovvero le prospettive aperte dalla globalizzazione. Due sono i concetti basilari su cui si fonda oggi la globalizzazione: il globo, quindi il pianeta; la rete, quindi il sistema con cui si collegano soggetti agli antipodi del pianeta. «È una fase nuova della storia che si concretizza agli inizi degli anni 90», sottolinea Carlo Sandrelli, docente di filosofia al liceo gardesano Carnacina, «che si espande a macchia d’olio dopo la caduta del muro di Berlino che rappresentava una divisione politica ed economica fra i due blocchi allora dominanti nel contesto mondiale». Questo l’avvio di un’esposizione concisa e pacata, ma lucida e puntigliosa, che il docente ha presentato in una gremita sala civica su invito del circolo culturale gardesano Pal del Vo, dove sono intervenuti anche molti studenti del liceo gardesano. La globalizzazione ha origine, secondo Sandrelli, ancora secoli fa, quando la borghesia inizia a imporsi sulla scena sociale con l’attivazione di una rete di traffici planetari. Lo rilevava già Carl Marx nel 1848, affermando che «la borghesia ha dato al mondo un carattere cosmopolita, ovvero una conoscenza e una serie di contatti mondiali a tutto tondo». «Già nei tempi antichi», afferma Sandrelli, «dei greci e dei romani, ci fu una globalizzazione. Fu una globalizzazione che si tramandò attraverso le idee e non come oggi che si trasferisce attraverso lo strumento tecnologico, Internet, piuttosto che la televisione satellitare o i sistemi spaziali. Oggi c’è con la globalizzazione l’omogeneizzazione degli stati di vita dell’uomo. C’è la caduta delle barriere politiche. Lo Stato nazionale è ormai in una fase di perdita della sovranità e di fatto sta diventando un guscio vuoto che apre alla multietnicità ed alla multirazzialità anche nella vecchia e conservatrice Europa». Anche il lavoro è oggi in pericolo. L’avvento della tecnologia riduce l’opera dell’uomo; la flessibilità e la mobilità sono più che mai una necessità. Secondo Sandrelli stiamo vivendo una fase storica di cambiamento e di disorientamento, per gli anziani come per i giovani, e quindi ecco perché la società della globalizzazione è la società del rischio, nella prospettiva dell’arricchimento reciproco, con convenienze e rispetto di tutti nella specifica differenza.

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