domenica, Giugno 23, 2024
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Novecento studenti iniziano l’anno scolastico nella nuova struttura, fiore all’occhiello della Provincia. Ieri l’inaugurazione, è costato 6,5 milioni di euro e 3 anni di lavori

Liceo Fermi formato de luxe

E’ stato veramente un inizio d’anno scolastico all’insegna delle novità quello vissuto ieri dai quasi novecento studenti del Liceo statale «Fermi» di Salò. I ragazzi si sono infatti presentati nel nuovo edificio di Campoverde, alle spalle della caserma dei carabinieri. Realizzato su progetto dello studio Fasser-Mettifogo di Brescia, il complesso è costato alla Provincia 6 milioni e 445 mila euro. Quattro gli edifici, con una volumetria di 33.300 metri cubi e una superficie lorda di pavimento di ottomila metri quadrati. Le due palazzine, una di colore azzurro, l’altra verde, ospitano aule, laboratori, uffici e un auditorium in grado di accogliere 350 persone. La terza, gialla, accoglierà la biblioteca e il bar, con la possibilità di allestire anche la mensa (toccherà al gestore stabilire il servizio da effettuare, sulla base delle richieste). L’ultimo edificio, di colore ocra, è adibito a palestra. Il continuo aumento degli studenti ha indotto ad abbandonare l’idea della foresteria da utilizzare per scambi culturali con altre scuole: meglio un maggior numero di aule. Diretti dall’ingegner Carlo Lazzaroni di palazzo Broletto, i lavori, iniziati nel giugno 2002, sono terminati in queste settimane. Da parte sua, il Municipio ha speso un milione di euro per sistemare le aree esterne. Mancano ancora le asfaltature e i collegamenti con la sovrastante strada provinciale Tormini-Villa-Cunettone. I pullman, per ora, lasciano i ragazzi nel tratto compreso tra la caserma dei carabinieri e la chiesa di Campoverde. Ovviamente, un ritorno a scuola così importante è stato celebrato adeguatamente, con una cerimonia nell’auditorium alla presenza di Giuseppe Colosio, dirigente del Csa (l’ex Provveditorato), degli assessori provinciali Mauro Parolini e Francesco Mazzoli, del presidente della Comunità montana Parco Bruno Faustini, di Pino Mongiello, numero uno dell’Ateneo e della Comunità del Garda, e del sindaco di Salò Giampiero Cipani, scortato da Gualtiero Comini (Pubblica istruzione) e Bernardo Berardinelli (Lavori pubblici). La preside, Liliana Aimo Perino, ha ricordato che il Liceo salodiano è nato nel 1965, e che all’epoca aveva 36 iscritti: solo 19 arrivarono al diploma di maturità, a dimostrazione della severità dei docenti e del limitato talento dei ragazzi. Il sindaco Cipani ha invece ricordato i traslochi: dalle prime aule nell’ex macello, in via Rive, all’ospitalità provvisoria concessa dalle suore Ancelle in via Gasparo; poi i tanti anni in via Fantoni (ex caserma degli alpini, con l’aggiunta dell’ex orfanotrofio Tosi-Gentili e, successivamente, della Casa della Giovane di via S.Jago, della parrocchia). Adesso la nuova, splendida realtà. «Siamo particolarmente orgogliosi di quest’opera – ha sottolineato Parolini -. La scuola bresciana è un esempio per tutta l’Italia». E Mazzoli: «L’immobile è quasi ultimato. Mancano poche rifiniture. Questa è la scuola superiore in cui l’amministrazione provinciale ha messo più risorse, ed è la più importante». Ricordiamo che l’operazione è stata concepita e sviluppata (nella fase iniziale) dai salodiani Giampaolo Comini, allora assessore alla Pubblica istruzione a palazzo Broletto, ora preside delle medie in Valtenesi, da Giovanni Cigognetti, a quei tempi sindaco, e dall’assesore Mongiello. Colosio ha parlato di una «grande realizzazione, senza ricorrere ai residui di bilancio». Per Faustini «Le stanze e i muri del vecchio liceo di via Fantoni parlano di sacrificio, gioie, dolori e qualche goliardata. La nuova sede è ancora fredda, e per ora racconta solo la fatica dei muratori. Ma in futuro avrà un’anima». Al termine dell’inaugurazione è stato presentato il volume «Lettere dal Garda»: 300 pagine con la traduzione delle lettere di David Herbert Lawrence, lo scrittore di «L’amante di Lady Chetterley», che ha trascorso sette mesi a Gargnano. Lo hanno firmato gli studenti, coordinati dal professor Massimo Sgarbi.

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