domenica, Giugno 23, 2024
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Paolo Matteotti rilancia le società miste, ma con il Comune vero protagonista

«Lido e Spiaggia Olivi: cambiare rotta si può»

Paolo Matteotti è consigliere comunale della Margherita. Ma non solo. Dopo essere stato ad un piccolo passo dalla candidatura a sindaco, è stato a lungo capogruppo ed ora è coordinatore rivano di tutto lo schieramento. Il suo pensiero, nel quadro politico cittadino, è da considerare con attenzione. E’ significativo che – sollecitato da un nostro commento sulle vicissitudini e le prospettive delle cosiddette «società miste» – Matteotti abbia deciso di uscire allo scoperto con un lungo documento, da cui si desume che il futuro di Lido spa potrebbe avere sviluppi diversi dal copione già scritto, sia per gli interventi operativi (restauro dell’hotel), sia sulle gestioni in scadenza (Spiaggia degli Olivi). Ecco di seguito quanto scrive Matteotti.«Nel suo articolo intitolato società, dogmi e scaramucce Sergio Molinari scrive che a Riva del Garda si comanda e si decide più nei centri di potere fuori dal Municipio che nella Giunta e nel Consiglio Comunale o, meglio, che si raggiunge inevitabilmente un tacito accordo di spartizione dei ruoli per cui il Comune fa funzionare i servizi e gli uffici a”piccolo cabotaggio” mentre le gestioni redditizie delle società a partecipazione di capitale pubblico vengono lasciate coscientemente al controllo di quelli che, economicamente potenti, riescono a vanificare anche il ruolo di indirizzo che il Consiglio Comunale vuol dare se questo è in contrasto con i loro obiettivi. Faccio ironicamente notare che se anche fosse così, noi a Riva saremmo politicamente in ritardo rispetto a quello che succede a Roma ove, non essendo ancora risolta la questione del conflitto d’interesse, si ha la perfetta riunione nella persona del Capo del Governo, del potere politico e di una buona dose di potere economico.A mio avviso, tuttavia, le cose non stanno proprio così: parto dalla ovvia considerazione che dai poteri forti citati nell’articolo (Miorelli in primis) non si può ovviamente prescindere e che da loro ci si deve aspettare, da imprenditori, che cerchino di ricavare profitti ovunque e di non restare fuori da ogni gestione interessante, sia pure una società mista pubblica e privata. Diciamo che fanno il loro mestiere; il cittadino si aspetta che pure il politico faccia il suo nobile mestiere nel riguardo delle Società comunali: salvaguardia dell’interesse comune, indirizzo, controllo. Ciò significa, ad esempio, evitare che si ripeta quello che è già accaduto per l’Hotel Lido: la mano pubblica trova i quattrini, realizza la ristrutturazione, il privato gestisce e guadagna e dopo una decina d’anni è ancora li a chiedere che si ripeta l’operazione, più in grande, mentre gli attori politici in parte sono cambiati ma non sono in grado o non vogliono interferire con queste operazioni dei poteri economici forti.Io sono invece convinto che, ad un certo punto a Riva si è tentato di iniziare una stagione nuova nei rapporti di cui si parla: allora si parlava di”mani sulla città” e proprio la vittoria del sindaco Molinari è stata resa possibile dalla volontà di rovesciare un sistema troppo sbilanciato a favore dei poteri economici. Proprio in quel periodo è iniziato il processo che ha trasformato la società comunale”Alberghi Atesini” nella Lido, società ora parzialmente privatizzata, e l’Amsea nella AGS spa. La Lido è ora un”grande società”, ricca di immobili molto costosi da ristrutturare ma che potrebbero essere interessanti da gestire; ancora una volta la partita si giocherà qui. In questo caso specifico, però il Consiglio Comunale ha detto delle cose interessanti e ha votato degli indirizzi precisi con lo specifico intento di evitare monopoli di gestione dei beni della Lido; ha approvato l’affidamento della ristrutturazione e della gestione dell’Hotel Lido, ad un certo prezzo ed a certe condizioni, alla società Garda Trentino Sviluppo.Con queste premesse è corretto chiedersi se ha ragione Sergio Molinari nel dipingere un quadro così pessimistico dei rapporti tra potere politico ed economico nella gestione delle società Comunali e della Lido in particolare. Non è possibile, secondo me, dare una risposta in questo preciso momento, perchè proprio adesso stanno venendo al pettine le questioni fondamentali: mi sembra inoltre che proprio in questo consiglio comunale si avverta l’esigenza di”mettere in discussione e modificare i dogmi”. Le principali partite sono ora più che mai sul tavolo ma per me sono fondamentali le risposte a tre questioni.1) La questione dell’Hotel Lido: costi di ristrutturazione e gestione. Il Presidente della società, l’architetto Mauro Malfer (non sempre entusiasta, per così dire, nel perseguire gli indirizzi del consiglio comunale) ora afferma sul giornale che il costo del progetto Cecchetto è molto più oneroso di quanto si poteva prevedere. Se questo è vero vengono superati gli accordi per la gestione futura già ratificati dal Consiglio. Sembra dunque scontato che il rapporto esclusivo per la ristrutturazione, affidato alla Garda Trentino Sviluppo, si potrà ridiscutere allargando la visuale oltre alla GTS, superando protezionismi e localismi e magari anche la paura di vedere se vi sarà una volontà politica pervicace nel ricercare solamente i soliti interlocutori da parte della Amministrazione Comunale e del Consiglio di Amministrazione della Lido Spa oppure se ci sarà la capacità politica di mettere in competizione i privati per la gestione.2) L’acquisto delle azioni Tecnofin. La società finanziaria della Provincia di Trento è pronta a vendere alla Gts il suo 20%: se andasse così la Gts per poche centinaia di milioni diventerebbe socia di maggioranza della società Palacongressi (gestisce fiere ecc.) con il 55%. Ovvero, con un piatto di lenticchie farebbe quello che vuole delle fiere, compreso spostarle se rende al privato lasciando la Società Lido in”braghe di tela”. La Lido, se farà valere il suo diritto di prelazione, farà scendere la quota della Gts sotto il 50%. Anche così il problema da risolvere sta nella possibilità di scrivere dei”patti parasociali” di ferro che diano garanzie a lunga durata e diano possibilità di intervento alla Lido a fronte di obiettivi disattesi dalla Gts. (Tra l’altro è corretto interrogarsi se Tecnofin”finanziaria provinciale”, abbia ricercato l’interesse collettivo nel deliberare questa vendita di azioni, oppure perchè la Tecnofin abbia deliberato di far fare un affare alla sola Gts).3) La gestione del compendio Spiaggia degli Olivi. Il contratto con la gestione Chemolli è scaduto e la società proprietaria (Lido Spa) deve affidare la ristrutturazione e gestione (come si usa ed è corretto fare, perchè le gestioni dirette di simili immobili credo che siano veramente improponibili) ricercando, come dettato dal Consiglio Comunale, altre gestioni al di fuori dei rapporti già intrapresi per la gestione di altri beni immobili. Mi pare evidente che anche in questo caso l’Amministrazione avrà fatto un buon lavoro se la gestione produrrà il massimo vantaggio per la città (non solo in termini economici).Per farla breve, prima di sostenere che Sergio Molinari ha ragione affermando la scarsa efficacia delle Amministrazioni Comunali nel far gestire società pubbliche/private (nelle quali storicamente si è sempre privatizzato l’utile e socializzato il costo della trasformazione), la prevalenza del potere economico ed il ruolo marginale del Consiglio Comunale, vediamo pure come verranno sciolti questi tre nodi (non rinviabili nel tempo da una Amministrazione seria). Se le risposte saranno la ripetizione delle cose già viste, e se la gestione finirà integralmente ai soliti noti, allora si dovrà dare ragione al commentatore politico (con grande rammarico). Ma io non sono pessimista, ed oltre a movimenti politici interessanti (anche l’uscita dalla maggioranza di Riva Domani per molti aspetti è in relazione con queste faccende), mi sembrano giungere anche altri segnali positivi se è vero, come pare, che anche sulla gestione del compendio Spiaggia degli Olivi si stanno facendo avanti più gruppi di imprenditori in sana competizione tra di loro».

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